{"title":"Tutti i libri","description":null,"products":[{"product_id":"linferno-della-speranza","title":"L'inferno della speranza","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eAlcune stelle sono spente da molto \/però si vedono lo stesso,\/lo loro luce viaggia senza corpo.\/Così è il dolore nel posto\/della gamba amputata,\/così sono i risvegli di Ante Zemljar\/prigioniero cinque anni sopra l’Isola Nuda,\/Goli Otok, pietraia penale del compagno Tito.\/Da cinquant’anni il prigioniero Ante\/non abita più all’isola\/ma si risveglia ogni mattina lì.\/Alcune stelle sono spente da molto\/Ma puzzano lo stesso di cimici e percosse. (erri de luca)\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003ePER UNA POETICA DEL MARTIRIO\u003c\/b\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eHo conosciuto Ante Zemljar molto più tardi della maggior parte dei poeti della sua generazione nella ex-Yugoslavia. Quando feci il mio ingresso nel mondo della letteratura, da giovane studente, le sue opere non erano accessibili. Un editore mi aveva proposto di fare una antologia della “Poesia della Resistenza” - non ho inserito le poesie di Zemljar che non conoscevo. Un vecchio amico, Sime Vucetić, anch’egli poeta, me lo ha rimproverato e mi ha presentato Ante Zemljar. È stato allora che ho avuto l’occasione di leggere e conoscere la sua biografia.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eZemljar è nato nell’Adriatico del Nord (nel 1922), sull’isola di Pago, nell’omonima città, in seno ad una povera famiglia di pescatori e coltivatori di una terra arida. I suoi parenti credettero di assicurargli un avvenire mettendolo in un seminario cattolico. Egli ben presto si ribellò alla vita monastica e ai dogmi della religione, impegnandosi, alla vigilia della guerra, nel movimento dei giovani comunisti, contro l’ingiustizia sociale ed il fascismo che si riavvicinavano dalle frontiere del nostro paese. Allo scoppio della guerra, la Jugoslavia fu occupata come tanti altri paesi europei, e divisa tra differenti conquistatori (aprile 1941), egli subì la prigionia, la tortura e la tubercolosi. Ognuna di queste cose era mortale. Esse troveranno una profonda risonanza nell’opera del giovane poeta. Ante Zemljar farà parte dei primi gruppi di insorti: del nucleo della futura armata dei partigiani di Tito. Si dedicò, corpo ed anima, alla lotta antifascista di liberazione, sia contro gli ustascia della Croazia di Pavelić che contro i fascisti italiani di Mussolini che avevano occupato la Dalmazia con le sue isole. Conobbe, da giovane, una delle guerre più sanguinose, vittorie entusiasmanti e disfatte disperate, la morte di qualche amico fraterno, una persecuzione quasi costante: “la corsa sull’isola” dove fuggiva talvolta da un capo all’altro, da solo, per far finta di essere una brigata. Il suo piccolo zaino di guerriero si riempiva di fogli umidi di pioggia e sgualciti dal vento, sui quali furono scritti o iscritti i suoi poemi. Durante un attacco molto duro, affidò il suo piccolo fagotto ad un compagno che, cercando di salvarsi, lo perse o l’abbandonò. I poemi che erano lì dentro sono scomparsi per sempre, rimasti da qualche parte in un burrone, forse bruciati o annientati dal nemico. L’autore ne scrisse altri, nutriti da una passione bruciante che si coniugava con la sua attività di militante partigiano e di rivoluzionario. Sognava una situazione che cambiasse una semplice libertà d’espressione in una espressione di libertà il più radicale possibile, senza per questo tradire la disciplina che esigeva il combattimento. Inviò qualche saggio della sua poesia ai compagni incaricati di dirigere le “risorse culturali” al Comitato del Partito e ne ricevette una risposta scoraggiante: le sue opere non sono sufficientemente comprensibili “per il popolo”, le sue ricerche sono troppo poco “accessibili al lettore”; sono prossime a quelle “dei surrealisti” la cui rivolta si è rivelata “sterile” ed è stata “abbandonata dalla maggior parte dei poeti francesi” ed anche condannata dal movimento comunista. Questa fu la prima e forse l’unica critica di questo genere emessa nel corso della lotta partigiana nel suo paese. L’idea che difendeva una simile condanna si riallacciava all’arsenale ideologico di uno Zdanov e dei suoi compari in una Unione Sovietica stalinizzata. Zemljar non accettò di “correggere” la sua poetica proseguendo nella propria attività. All’inizio del dopoguerra, i primi attacchi sul piano estetico in Croazia ebbero come obiettivo, tra gli altri, una grandissima poetessa chiamata Vesna Parun e lui stesso. Le loro metafore erano considerate troppo “ermetiche”, esageratamente “moderniste”, quasi “decadenti” (questo termine fu utilizzato come un’accusa politica). Fu così fino al 1948, data fatidica della rottura Tito-Stalin. Nel momento in cui si annunciava nelle lettere jugoslave una nuova fase marcata da un “disgelo” artistico ed ideologico, unico allora nell’Europa dell’Est, che permetteva alla poesia ed alle arti plastiche di prendere uno slancio insperate, Ante Zemljar stava per vivere i giorni più tragici della sua vita. Dopo aver formulato qualche giudizio critico concernente il partito ed alcuni dei suoi antichi compagni che avevano cambiato troppo rapidamente la loro posizione rispetto all’U.R.S.S., fu imprigionato e deportato sull’Isola Calva (Goli otok in croato) - un atroce campo di concentramento nel nord dell’Adriatico. Temendo un’invasione dell’Armata rossa, i cui carri armati si trovavano già alle frontiere della Jugoslavia, su questo isolotto carsico, battuto in inverno da una bora violenta e bruciato in estate da una siccità insopportabile, furono “isolati” quelli che avevano approvato le critiche al partito comunista jugoslavo pronunciate dalla “Risoluzione del Kominform”, emanata da Stalin stesso. Un buon numero di quelli che furono internati non avevano nulla a che vedere con questa “Risoluzione”. Con Zemljar si trovò anche in questo campo più di un compagno italiano, fedele alla “linea di Togliatti”. Le condizioni di vita o di sopravvivenza erano spaventose, più difficili che nelle peggiori battaglie della Resistenza. “La paura del peggio rimpiazzava completamente l’attesa del meglio”, ricorda il testimone. Gli antichi compagni, diventati inquisitori, volevano estorcere delle confessioni che confermassero che i detenuti avevano collaborato con lo spionaggio sovietico o avevano voluto scalzare il regime titoista. Sotto un calore infernale i detenuti frantumavano i blocchi di roccia non per farne ciottoli di macadam, ma per gettarli semplicemente in mare - al fine di riempire l’abisso. Nessun Sisifo avrebbe inventato nulla di più crudele. Una serie di altre vessazioni, una più umiliante dell’altra, erano praticate contro quelli che osavano disobbedire o soprattutto rivoltarsi. Non era permesso scrivere alcunché su un pezzetto di carta. Zemljar trovò qua e là dei frammenti di sacchi di cemento, fatti di carta dura, gialla, ruvida. Scriveva su questi le s ue poesie e le nascondeva in mille modi, usando spesso un linguaggio cifrato, comprensibile soltanto a lui stesso. Dopo poco meno di cinque anni di lavori forzati e di torture patite, questo isolano lasciò l’isola della “colonia penitenziaria” dove questi antichi compagni l’avevano esiliato. Tutta la sua opera futura sarà marcata da questa esperienza - da una sorta di grande stupore. Egli ha continuato a vivere, ovvero a scrivere. Ha nascosto a lungo i suoi “scritti di laggiù” e la censura non gli ha permesso per molti anni di pubblicarne di nuovi. Questo vi spiega, caro lettore di questa umile introduzione e di questo libro patetico, la ragione per cui ho conosciuto anch’io, con tanto ritardo l’opera di Ante Zemljar e la sua leggenda personale. Essa occupa nella poesia dei campi e dei gulag un posto a parte. Il suo autore è rimasto, questo è altrettanto eccezionale, fedele ai suoi ideali di gioventù, opponendosi con un coraggio straordinario alla distruzione della Jugoslavia ed ai regimi ultra nazionalisti istaurati in alcune delle sue componenti. La traduttrice Stevka Smitran, poetessa anche lei, si è sforzata di trovare in italiano un’espressione che convenga allo stesso tempo al lirismo di Zemljar e alla sua parola ansiosa di rendere testimonianza. È fiera quanto me di presentare questa opera e questa vita, indissociabili l’una dall’altra, al pubblico di un paese vicino ed amico.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003ePredrag Matvejević\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560912830789,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/968d1871-2c74-4d4d-b29b-595eec379c55.jpg?v=1723991398"},{"product_id":"anime-scalze","title":"Anime scalze","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eMaram al-Masri realizza un ritratto di donne vittime di violenza in Francia e nel mondo. Ispirate da storie vere, da incontri con donne vere, queste poesie - di scrittura semplice e diretta - procurano grande emozione. Esprimono, con grande tenerezza, il dolore, ma anche la dignità, la volontà di resistere e vivere in libertà, gioia e a volte umorismo, il sogno e la fantasia.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eÈ sempre difficile individuare il momento in cui nasce una poesia così come tutte le circostanze che la circondano e l’accompagnano. Anche se si conosce la data in cui è stata scritta, una poesia è sempre una lunga storia che alla fine va a deporsi su una pagina bianca. Una poesia che senza dubbio si legge in pochi secondi o in qualche minuto è il risultato di un processo che si sviluppa in diversi anni.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eQuando ho ricevuto il mio primo schiaffo, schiaffo che ahimè doveva essere seguito da molti altri, fisici o morali, come succede a tante donne su cui si esercita ogni giorno una forma di crudeltà corporale o mentale… cosa ho fatto? Ho pianto amaramente di impotenza, e ancora oggi, se provo rabbia nel subire ciò che mi viene imposto, non riesco a fare altro che soffrire. Ma ciò mi ha permesso di avere una conoscenza più acuta della razza umana e di comunicare in maniera più stretta con tutte quelle e tutti quelli che soffrono per violenza. Perché non sono solo le donne ad essere vittime, ma anche popoli interi, bambini, anziani, i soggiogati, gli umiliati di ogni tipo e di ogni paese\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eIl giorno in cui sentii un liquido caldo colare tra le mie gambe, con la mia paura di bimba, decisi che nessuno al mondo aveva diritto di minacciarmi, neanche con la voce. Da quella umiliazione, da quella sofferenza subita tanto tempo fa, alla quale si aggiunse la sottrazione del mio primo figlio, nacque la donna che sono. Una donna che non sa restituire gli schiaffi, ma che sa che esiste una via d’uscita, una sublimazione di tutto lo squallore subito.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eQuesto sussulto, questo superamento della condizione umana attraverso la condizione femminile… è la poesia.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eDa questa intuizione è nato in me il sentimento della mia partecipazione alla vita di tutti, della mia presa in carico della gioia e del dolore di tutti. È stata per me la rivelazione folgorante che la bellezza non esclude la bruttezza, ma la supera e la assimila…\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSono stata incredibilmente sorpresa il giorno in cui la poesia “Le donne come me” è stata scelta in Palestina, a Ramallah, per un programma didattico nelle scuole per ragazzi dai 12 ai 18 anni e poi anche in Francia nelle classi del secondo ciclo in cui un’allieva è riuscita a parlare della violenza subita. Ho capito che la poesia è uno specchio di tutto e che in essa si può trovare rimedio.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMaram al-Masri\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560912863557,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Immagine2024-08-18100304.jpg?v=1723968317"},{"product_id":"ballata-per-metka-krasovec","title":"Ballata per Metka Krašovec","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eIl libro probabilmente più importante e rappresentativo di un poeta unico, originale, dissacrante, stella in ascesa irresistibile nel panorama internazionale. Tradotto magistralmente dalla grande Jolka Milič con prefazione di Tatjana Rojc.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eTomaž Šalamun è un poeta vero, un uomo infiammato dalla parola, che ha dedicato la sua vita e il suo considerevole talento ad incendiare il linguaggio. E non soltanto in lingua slovena: la sua poesia in inglese esercita una profonda influenza sui più giovani poeti americani, che adorano la sua immaginazione selvaggia, le sue linee ribelli, il suo pathos. Nei suoi versi l’universo rivela la sua essenza più profonda, anarchica, misteriosa e magica. Dal momento in cui l’ho conosciuto sono stato consapevole di trovarmi alla presenza di un grande, e la nostra amicizia negli anni ha soltanto potuto confermare quell’impressione.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eNon sto nella pelle dall’impazienza di leggere il suo nuovo libro di poesie, che già mi brucia dentro!\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eChristopher Merrill\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCome Dostoevskij, per il quale la coscienza è stata malattia e salvezza, Šalamun celebra l'arte sia come punizione che come trascendenza. La visione poetica assale chiunque voglia sfuggire il vivere vitale... Immaginando mogli e amanti di Šalamun, maschi e femmine, la Ballata fonde e celebra l’arte e l’amore senza confini.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMichele Levy, World Literature Today\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eUna delle più grandi meraviglie filosofiche di tutta l’Europa.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eJorie Graham\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eC’è una musica che viene suonata qui, ritmi distinti, una costante qualità onirica, un equilibrio contrappuntistico di umorismo sferzante e terrore amorfo... ti fa galleggiare lungo la sinuosa corrente del poeta, non sapendo o preoccupandoti di dove sei, dove stai andando o dove sei stato.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eBooklist\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913027397,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Copertinaok.jpg?v=1706366673"},{"product_id":"lamore-disinterrato-e-altre-poesie","title":"L'amore disinterrato e altre poesie (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eIl linguaggio di Jorge Enrique Adoum, manifesta esuberanza verbale, ampio repiro, tono colloquiale profondamente antilirico, straordinariamente demistificatore e espressamente sperimentale che contribuisce alla ricerca di nuove forme per raccontare e sopportare la solitudine propria dell'essere umano. Un'ampia antologia di uno dei maggiori autori dell'America Latina.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913060165,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/l-amore-disinterrato-jpg-eventi-dettaglio.png?v=1706343860"},{"product_id":"arcani","title":"Arcani (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\" data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cstrong\u003eSono poemi di morte e d'agonia della civiltà contemporanea ai quali però Hirschman riesce a dare sempre un segno di speranza, fiducioso com'è nella politica e nell'organizzazione. Gli \u003cem\u003eArcani\u003c\/em\u003e scelti si sviluppano secondo un ordine cronologico dal 1983 al 1998. Spesso prendono il via da commemorazioni (la morte del figlio David, del padre Shupsl, dei poeti Bob Kaufman, Allen Ginsberg, Pasolini) o da \"occasioni\" (la rivolta di Los Angeles, la guerra del Golfo, le chiese nere bruciate, ma anche un amore che finisce ed uno nuovo che nasce), ed esplodono in frammenti di ricerca poetica nei quali emergono i temi e le immagini preferite del poeta, che miscela sapientemente la realtà con il metafisico, l'attualità con la memoria del passato.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eGli Arcani rappresentano, nella vasta produzione di Jack Hirschman, un tassello importante e straordinario, la punta più avanzata della sua ricerca. Si tratta di componimenti lunghi che fondono l'impegno politico e i temi sociali, sempre presenti nella sua poesia, con la tradizione della cabala, procedimenti di scrittura surrealista, associazioni mentali.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSono poemi di morte e d'agonia della civiltà contemporanea ai quali però Hirschman riesce a dare sempre un segno di speranza, fiducioso com'è nella politica e nell'organizzazione. Gli arcani scelti si sviluppano secondo un ordine cronologico dal 1983 al 1998. Spesso prendono il via da commemorazioni (la morte del figlio David, del padre Shupsl, dei poeti Bob Kaufman, Allen Ginsberg, Pasolini) o da \"occasioni\" (la rivolta di Los Angeles, la guerra del Golfo, le chiese nere bruciate, ma anche un amore che finisce ed uno nuovo che nasce), ed esplodono in frammenti di ricerca poetica nei quali emergono i temi e le immagini preferite del poeta, che miscela sapientemente la realtà con il metafisico, l'attualità con la memoria del passato. Recupera Hirschman, questa volta senza paura e senza vergogna, la sua vastissima conoscenza, i suoi riferimenti culturali e la straordinaria capacità di scrittura: la cabala, la cultura yddish, il surrealismo, le invenzioni lessicali e linguistiche, la solennità del sacro, l'eros sempre presente nei suoi versi, l'ossesione delle terribili immagini dell'olocausto e degli orrori del nazismo vecchio e nuovo. I volti di David, Allen, Shupsl, Pasolini, Kaufman, sembrano sovrapporsi e confondersi, incontrarsi e scontrarsi, il dolore personale e quello \"politico\" confluiscono in una straordinaria poesia in cui la compassione, la pietas, raggiunge le vette più alte.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913092933,"sku":"","price":12.5,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Foto_2024-08-17_195756.jpg?v=1723927899"},{"product_id":"its-not-love-its-love","title":"It's not love it's love (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eLe sue percezioni, sia del paesaggio dell'io che del mondo, sono uniche. C'è una giocosità beffarda con il linguaggio e sempre una chiarezza sorprendente, sia che scriva dello Yorkshire, dell'America Centrale o di San Francisco. (Judi Benson)\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa poesia di Agneta Falk riflette la sua costante convinzione che l'apice dell'espressione umana deve affermare un'atmosfera libera, senza confine, come una specie di sommità di montagna internazionale che è contemporaneamente la nuova terra millenaria. Questa contraddizione, di altitudine e condizione terrena, è ciò che alimenta il suo lavoro, sia che scriva una poesia d'amore e la natura che la ispira, che una poesia che condanna l'ingiustizia sofferta dagli esseri umani a causa dei sistemi di sfruttamento e oppressione.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eUna donna del mondo, accetta il fardello di negazione e caos nella vita contemporanea ma solo per rivelare, nel processo della sua creazione, che né la negazione, né il caos sono in realtà negativi. Piuttosto, essi sono stimoli per una più profonda affermazione dell'amore e della vittoria globale dello spirito che la sua poesia consegue. Per Agneta, la precisione del sentimento descritto non è mai disgiunta da un tono di fiducia filosofica che sostiene, in realtà inchioda, le sue visioni concentrate le cui succinte costruzioni evocano sentieri di saggezza verso un futuro più maturo e migliore.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e*\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\"Sono entusiasta delle poesie dello Yorkshire di Agneta Falk, danno a noi americani la possibilità di capire fino in fondo la coscienza in un paesaggio grigio molto lontano dal nostro.\"\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eLawrence Ferlinghetti\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913125701,"sku":"","price":12.5,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Foto_2024-08-17_224520.jpg?v=1723928325"},{"product_id":"soglia-infinita","title":"Soglia infinita","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eRistampa (aggiornata e revisionata) del libro che nel 1993 ha fatto conoscere e dato visibilità in Italia a Jack Hirschman, una leggenda della poesia e della controcultura degli Stati Uniti.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eSoglia infinita\u003c\/em\u003e\u003cspan\u003e (Endless threshold) è poesia della gente. Non il tipo di letteratura che è espressione individuale, brillante introversione o esibizione di un grido, è una poesia che fa della sofferenza e resistenza di molti, la credibile essenza della vita negli Stati Uniti oggi. Hirschman esplora l'amore, la vita nelle strade, la fame, l'essere senza tetto e la censura, con uno stile lirico diretto. Attivista profondamente impegnato, Hirschman scrive una poesia che è imperturbabilmente politica, accesa di passione e humor.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\"Hirschman è tenero ma brutale, con un pugno d'acciaio in un guanto di velluto.\"\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eThe San Francisco Chronicle\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\"Quello che questo poeta ci offre, oltre l'ideologia, è la semplice verità che già conosciamo e riconosciamo immediatamente: dobbiamo smetterla di odiarci l'un l'altro, di ucciderci, violentarci e cominciare ad amarci.\"\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003ePoet News\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913158469,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/SogliaInfinita2018_1.jpg?v=1706280470"},{"product_id":"parola-di-vecchio-orso-ricordi-dinfanzia-di-orso-che-corre-indiano-cherokee","title":"Parola di Vecchio Orso - (Ricordi d'infanzia di Orso-che-corre indiano Cherokee)","description":"\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e\"Parola di Vecchio Orso\" è una raccolta delle storie d'infanzia di Orso-che-corre, un'infanzia vissuta al margine della civiltà dei bianchi e spesso segnata dalla miseria, dal razzismo e dalla discriminazione. Racconti scritti nel braccio della morte, dove il suo autore, Ray Allen (Orso che corre) era rinchiuso. Nel 2006, quasi ottantenne, cieco, cardiopatico e ridotto su una sedia a rotelle, è stato giustiziato con un'iniezione letale.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eParola di Vecchio Orso\u003c\/em\u003e è una raccolta delle storie d'infanzia di Orso-che-corre, un'infanzia vissuta al margine della civiltà dei bianchi e spesso segnata dalla miseria, dal razzismo e dalla discriminazione.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eQuesto volume non va semplicemente letto, ma va \"raccontato\", condiviso, come un testamento di saggezza e di sapienza rivolto a tutti, grandi e piccoli. \"Raccontare - dice Minnella nella prefazione - per creare un'atmosfera, una fusione tra chi parla e chi ascolta, in una sorta di evento audiovisivo, creativo, immaginativo, socializzante, collettivo, interattivo, che la solitaria lettura individuale, la parola scritta e muta, adagiata in bella fila sulla pagina silenziosa, forse, non potrà mai dare\". Il libro è arricchito da un alfabeto di segnali (pittografie) cherokee prodotti dallo stesso autore, che ne ha voluto far dono a tutti i suoi lettori e dai disegni che l'illustratore Mauro Brozzu ha dedicato ad ognuno dei diciassette racconti\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913191237,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/parola-di-vecchio-orso.jpg?v=1706367512"},{"product_id":"giustizia-da-morire-voci-umane-dei-bracci-della-morte-degli-stati-uniti","title":"Giustizia da morire. Voci umane dei bracci della morte degli Stati Uniti","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eVorrei che questo libro venisse letto da quante più persone possibile, donne e uomini di ogni età e condizione, ragazze e ragazzi soprattutto. È un libro bellissimo, generoso e commovente. Ci aiuta a capire che l'esecuzione capitale è un crimine peggiore dei delitti che vuol punire, perché non solo uccide ma insegna a uccidere. Ci aiuta a capire che fino a quando la pena di morte esisterà, anche in un solo angolo della terra, l'umanità non sarà uscita dalla barbarie\". (Luigi Pintor)\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQualcuno sta uccidendo gli autori che riempiono le pagine di questo volume. Gli autori in questione sono i prigionieri rinchiusi nei bracci della morte, mentre gli assassini sono i tribunali, le autorità statali e federali e i boia statunitensi.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eAnche la popolazione degli Usa, in buona percentuale, è più o meno attivamente consenziente alle uccisioni legalizzate. Ma, nell'immaginario collettivo dei cittadini americani, i condannati a morte assumono cliché ben determinati: killer spietati, bruti perversi, mostri assetati di sangue e via dicendo. Tale faziosità, in gran parte indotta dalle autorità governative e dai mass-media, nel rappresentare i prigionieri in attesa d'esecuzione, determina una diffusa predisposizione a desiderarne la soppressione. È proprio sul lavoro metodico di disumanizzazione dei condannati a morte che si riesce a rendere accettabile, talvolta irrinunciabile, la pena capitale agli occhi della collettività. Ma se questi condannati venissero in qualche modo riumanizzati, se emergessero i loro sentimenti, le loro paure, le loro debolezze, allora, anche in caso di colpevolezza o responsabilità accertata del crimine di cui sono accusati, non ci sarebbe più la stessa vasta propensione popolare a volere la loro morte. Questo è uno dei motivi per cui le autorità politiche e carcerarie non prevedono alcun programma di riabilitazione in favore dei prigionieri, al contrario, cercano di abbrutirli quanto più possono per giustificarne l'eliminazione fisica e sociale.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eGli Stati Uniti d'America, questo grande paese che viene considerato e si autoconsidera paladino planetario del progresso e della civiltà, della cultura e dell'etica morale, delle libertà civili e dei diritti umani, sono anche l'ultimo paese occidentale a prevedere e ad attuare la pena di morte. Qui la vita umana viene ancora estirpata in nome della collettività e con la pretesa che tale assassinio, che resta sempre e comunque un assassinio, acquisti un valore e una sacralità che non gli spettano.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCon questo libro si ha l'intenzione, in special modo a partire dal capitolo \"Voci umane\", di andare oltre la pur nobile retorica e di mettere il lettore nella condizione di poter approfondire l'argomento attraverso le dirette testimonianze dei condannati alla pena capitale.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eI contributi qui pubblicati, provenienti dai bracci della morte, sono prevalentemente frutto di corrispondenze epistolari. Nei rapporti umani che intercorrono tra i prigionieri in attesa d'esecuzione e le persone del mondo libero, si è stimolati a ragionare oltre i consueti termini di innocenza o colpevolezza, e si aprono porte inattese che lasciano intravedere i nostri stessi lati oscuri.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eOgni condannato a morte di questo volume, ognuno tra i tanti, meriterebbe un'intera pubblicazione; cosa che per alcuni è già avvenuta. Ma quello che si vuole evitare è proprio la personalizzazione eccessiva o l'accentramento di attenzione su un unico caso giudiziario. Prese una alla volta, queste persone dalle vite a perdere, non darebbero mai l'immagine di iniquità, immoralità e ingiustizia subìte che l'intero coro dei \"senza voce\" è in grado di dare. L'urlo silenzioso dei condannati in attesa d'esecuzione deve scuotere le sopite coscienze delle cosiddette società civili, e dev'essere motivo di profonda indignazione per ogni essere umano che voglia ancora sentirsi degno di chiamarsi tale. Non si riuscirà a intravedere un benché minimo barlume di equità e di giustizia fino a quando gli omicidi legali non verranno giudicati alla stregua di quelli illegali; oppure, più ragionevolmente, sin quando non si cancellerà la pena di morte in ogni luogo della Terra.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eÈ duro ammetterlo, ma è possibile che durante il tempo trascorso tra lo scrivere, il pubblicare e il far leggere questo libro, alcuni degli autori saranno stati già privati della loro vita. Purtroppo, oggi, è ancora questa la realtà che si va consumando nella \"civile\" America. Una realtà spietata, dove i \"figli di un dio minore\" vengono soggiogati, brutalizzati, torturati, eliminati, nella feroce mattanza travestita da giustizia, ma che è, in verità, l'espressione più vergognosa della crudeltà umana: la pena di morte. Ma impartire una lezione di morte per insegnare a non uccidere è una contraddizione tanto evidente quanto inaccettabile. Sarebbe come pretendere di insegnare la non-violenza con la violenza.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCome può uno Stato considerare immorale e improponibile legalizzare e far propri reati come il furto o la truffa, e non esitare a legalizzare e far proprio, in modo freddo, spietato e premeditato, il peggiore dei reati: l'omicidio?\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cb\u003eMarco Cinque\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913224005,"sku":"","price":12.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2fb95df7-bc1e-4213-a536-eca7933ed1d4.jpg?v=1724309877"},{"product_id":"questa-mano-peritura","title":"Questa mano peritura (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eIl verso di Sarah Menefee risale e trae voce dall’umanità ridotta a contar meno della spazzatura a causa della povertà e dell’emarginazione sociale e ne esprime l’abbandono e il dolore; è un verso ridotto a scheggia da una grande rabbia che ha fatto esplodere la poesia in atroci frammenti.\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e(...)Sempre più in questi ultimi anni la poesia di Sarah Menefee è andata verso un'essenzialità e una condensazione che attingono ad una dimensione di assoluta pregnanza e profondità. Da raccolte precedenti come \u003cem\u003eI'm not Thousandfurs\u003c\/em\u003e o \u003cem\u003ePlese Keep My Word\u003c\/em\u003e sino all'ultima opera tradotta in italiano prima di questa \u003cem\u003eThe Blood about the Heart (Il sangue intorno al cuore) \u003c\/em\u003equesta tendenza si è accentuata e si è fatta strumento di una penetrazione acuta e straziante nei punti più nevralgici del tessuto umano sociale e psichico. Il suo verso risale e trae voce dall'umanità ridotta a contar meno della spazzatura a causa della povertà e dell'emarginazione sociale e ne esprime l'abbandono e il dolore, è un verso ridotto a scheggia da una grande rabbia che ha fatto esplodere la poesia in atroci frammenti. Questa scheggia tremenda è il gergo della strada con le sue crudezze e le sue fioriture fuso con una componente visionaria (\u003cem\u003ethe visionary inpouring\u003c\/em\u003e) che a momenti evoca tratti di un'apocalissi o di una catastrofe# o emerge da una nebbia che è già oscurità sintomo e sfondo dell'assenza e della solitudine. Qualcosa viene detta dal buio qualcuno si allontana nella nebbia che si fa buio. Tale assenza di luce evoca il suo opposto: se tutto si crepa e si spacca vengono fuori fuoco e luce? Se c'è un brandello di gioia nel cuore può mai essere estinto? (...)\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913256773,"sku":"","price":3.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/cop_mano.jpg?v=1706386351"},{"product_id":"bistro","title":"Bistrò","description":"\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003ePiù che epigrammi, sono acri distillati di puro veleno quelli che Tommaso Di Francesco ha dedicato ai suoi colleghi della redazione del \"manifesto\". O meglio, ai suoi ex colleghi, perché mentre dagli strali di Di Francesco chi ancora milita nel giornale si salva (a Luigi Pintor è dedicato un affettuoso «Arretro a avanzo \/ se vado da Costanzo??») chi ha commesso il peccato di andarsene non ha scampo.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913322309,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/bistro-jpg-eventi-dettaglio.png?v=1706345375"},{"product_id":"racconti","title":"Racconti","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003eRacconti d'amore e di guerra, in cui l'ironia acquista un sapore d'amaro ma resiste tenacemente, insieme ad un grottesco che non è mai eccessivo, ma è piuttosto delicato, patetico, proprio di quei \u003ci data-mce-fragment=\"1\"\u003emontevideanos\u003c\/i\u003e, un po' sprovveduti e tenacemente nostalgici, lanciati sulle strade dell'esilio. 23 racconti di uno dei più grandi autori latinoamericani del secondo Novecento.\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv class=\"Content\"\u003e\n\u003cdiv class=\"Content\"\u003e\n\u003cdiv id=\"L17V\" class=\"block vgallery-detail view introduzione noajax\"\u003e\n\u003cdiv id=\"L17VGintroduzione\" class=\"Libriintroduzione_group\"\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003eIl nome di Benedetti è ben noto al pubblico italiano, tanto tra gli studiosi che tra i critici militanti e i lettori attenti, come esempio coerente di un impegno intellettuale e politico (o meglio, civile) quarantennale, ma anche di difesa dell'autonomia di tale impegno, scevro di ogni servilismo e ossequio alle scelte dominanti. Spesso coinvolto in polemiche aspre sì, ma sempre a un livello altissimo di dignità e coerenza - con Mario Vargas Llosa, Octavio Paz, Angel Valente - di cui abbiamo testimonianza nei volumi che raccolgono i suoi interventi giornalistici, Benedetti ha sempre difeso, con dignità e coraggio, la condizione dei sudacas esiliati, dei tercermundistas, delle minoranze e di quanti, anche se apparentemente integrati, sono in realtà tenuti ai margini delle cupole della intelligentia occidentale e nordista.\u003cbr\u003eStranamente, invece, non altrettanta fortuna ha avuto in Italia come scrittore creativo: e dico stranamente non perché le due espressioni debbano assolutamente combaciare e complementarsi allo stesso livello qualitativo, ma perché effettivamente Benedetti è uno scrittore di rango, come tale riconosciuto internazionalmente (lo dimostrano le molteplici edizioni e traduzioni delle sue opere) ma rimasto fuori dal boom, a suo tempo, sia per ragioni editoriali (il boom della narrativa latinoamericana degli anni '70 fu fenomeno e creazione europea, mentre Benedetti in quegli anni risiedeva spesso a Cuba, cioè più che mai dall'altro lato del mondo) che artistiche (si privilegiò la corrente del realismo magico e del fantastico rioplatense). La scrittura realista di Benedetti, invece, in quanto specchio critico di una realtà in cui convivono apparenze e aspirazioni europeiste e contraddizioni e sofferenze sudamericane, senza quella 'aura magica' presente in tanta narrativa e cultura afro-indigena del resto del continente, non poteva attirare noi occidentali stanchi di città, di routine, di apatie, di uomini e donne senza qualità e senza mistero. Rispetto agli 'esotici' - i cui nomi sono troppo noti per doverli fare - che tanta fortuna hanno avuto presso il vorace lettore europeo, Benedetti ci rimanda un mondo apparentemente troppo simile al nostro, e non è facile andare oltre le apparenze del suo narrato per scorgervi le cifre specifiche di una latinoamericanità soffusa, di una sottile ironia, di un narrare che mostra le voragini distruttive che si aprono tra la necessità di apparire e la volontà di essere, tra la banalità del quotidiano e la tragedia del singolo, tra l'umanità del torturatore e il tradimento dell'amico. Solo più tardi, nei tempi lunghi, stanchi dei moduli narrativi e stilistici del magico latinoamericano, intellettuali ed editori europei hanno rivalutato Mario Benedetti: in Spagna e Francia è ora tra gli scrittori latinoamericani più letti. Non ancora in Italia.\u003cbr\u003eProporre pertanto una antologia dei suoi racconti può apparire una sfida, ma lo abbiamo fatto perché convinti sia della sempre alta temperatura di questi testi sia della risvegliata attenzione di lettori e critici italiani verso il racconto breve, per decenni quasi ignorato o considerato genere secondario e ora finalmente riconosciuto come espressione fra le più adeguate al vivere moderno, alla frammentarietà dell'esperienza e alla disintegrazione dell'identità. Già Lukacs molti anni fa aveva colto la peculiarità di questa forma narrativa che, \"legata alla estensione immanente della rappresentazione\", può prescindere da contesti ampi e articolati, da problematiche e coordinate, per estrapolare e narrare un hinc et nunc unico, irripetibile e, se si vuole, perfino astorico. Ciò spiegherebbe anche la fortuna - di scrittura e di lettura - che il racconto ha avuto e ha in America Latina, terra di sconvolgimenti rapidi e convulsi, di stratificazioni non assimilate, di esperienze e concetti di estrazione europea, in cui convivono millenarie culture magiche e 'naturali' ed esasperate manifestazioni dell''american way of life'. Inoltre, il Río de la Plata costituisce certamente una regione di alta e antica tradizione cuentista: dal modernista Leopoldo Lugones al nativista Horacio Quiroga, che inaugurarono le correnti del fantastico e del realismo, inevitabili punti di riferimento per Borges e Cortázar, Benedetti, Onetti, Bioy Casares...\u003cbr\u003eMario Benedetti, nato a Paso de los Toros (Uruguay) nel 1920, narratore, poeta, drammaturgo, giornalista e saggista, è, come Julio Cortázar, García Márquez, Eduardo Galeano, Ernesto Cardenal, uno dei grandi intellettuali latinoamericani segnati dalla necessità di coniugare impegno civile e attività artistica, di inventare una lingua, un modo di essere, una letteratura, una identità per un continente in continuo fermento, stretto tra il sottosviluppo endemico e le pressioni economico-sociali del mondo occidentale, tra la necessità di una letteratura engagé e l'aspirazione alla libera espressione della diversità e del sincretismo latinoamericani.\u003cbr\u003eL'impegno politico di Benedetti, cresciuto all'ombra della rivoluzione cubana - ha vissuto a Cuba sul finire degli anni '60 - si è concretizzato a livello continentale nella denuncia della ingerenza yankee - economica e politica, quando non militare - nell'aspirazione all'autodeterminazione, svincolata dai modelli egemoni degli anni '70 e '80 - capitalismo nordamericano e comunismo sovietico - nella ricerca di una via latinoamericana al comunismo. In Uruguay, ha partecipato alla fondazione del Frente Amplio, lo schieramento di forze che riuniva le tendenze più progressiste del paese sia di estrazione cattolica che di formazione laica e marxista. Il golpe militare del '73 - fatto isolato nella storia recente uruguayana, sviluppatasi sul modello delle democrazie parlamentari occidentali e non del caudillismo latinoamericano - troncò tragicamente quel tentativo di coalizione teso a scardinare la struttura profonda dell'Uruguay, arcaica e oligarchica dietro le apparenze di una moderna democrazia. L'andata al potere delle forze più reazionarie causò un esodo massiccio. Anche Benedetti prese la via dell'esilio prima in Argentina, poi in Cile e Spagna, dal 1973 al 1985. Attualmemte vive parte dell'anno a Madrid e parte a Montevideo.\u003cbr\u003eNelle sue opere quest'impegno civile e politico è ben presente ma, lungi dallo scadere nel pamphlet (alcuni suoi testi creativi che denunciano l'intento propagandistico sin dal titolo, come Letras de emergencia, 1973, non sono entrati nelle raccolte successive, in verso - Inventario - e in prosa - Cuentos completos), fornisce terreno fertile per una continua ricerca formale e linguistica atta a rappresentare la cangiante realtà della sua America e delle sue esperienze senza mai rinunciare alla dignità artistica, alla sperimentazione, alla ricerca del miglior rapporto forma-contenuto: ne fanno fede il romanzo in versi El cumpleaños de Juan Angel (1971), sull'evoluzione di un giovane montevideano da tranquillo impiegato di banca a guerrigliero tupamaro, straordinaria opera sperimentale non solo per l'infrazione alla tradizionale opposizione prosa\/poesia ma anche per il modernissimo trattamento del tempo narrativo, compresso e soggettivizzato; il romanzo polifonico Primavera con una esquina rota (1982) in cui prendono la parola diversi personaggi accomunati dalla stessa esperienza dell'esilio; Despistes y franquezas (1990), libro-contenitore, quasi un homenaje al lettore, in cui Benedetti offre una summa della sua creatività, libera da condizionamenti ed esigenze editoriali.\u003cbr\u003eCome ha recentemente scritto José Emilio Pacheco nel Prólogo all'edizione dei Cuentos Completos, Benedetti \"ha superato tutti gli ostacoli, ha realizzato la totalità dell'esercizio letterario che avevano praticato i grandi scrittori dei secoli scorsi e ha creato un pubblico che lo segue dappertutto, di libro in libro e anche sui periodici, sulla scena, sui dischi\".\u003cbr\u003eLa presente antologia, come tutte le operazioni arbitrarie, rispecchia criteri personali che è necessario esplicitare. Se la più immediata e scontata motivazione nasce sempre dal gusto soggettivo, un più distanziato criterio di scelta ci ha spinto a includere anche quei racconti che meglio diano ragione della varietà di stile, di temi, di tono, della grande duttilità e flessibilità non solo dell'autore ma anche del genere racconto.\u003cbr\u003eAttraverso i testi selezionati è così possibile seguire la storia e l'evoluzione dell'intellettuale e dello scrittore che ha rappresentato, raccontato e analizzato, con tenerezza, ironia, rabbia, nostalgia o volontà di denuncia, l'Uruguay degli ultimi cinquant'anni, passato da una democrazia senz'altro imperfetta, ma che assicurava tranquillità e un certo benessere, a uno stato prima di incertezza e crisi economica ed etica, poi di guerra civile e di dittatura, colpito infine dalla depauperizzazione dell'esilio e dal difficile desexilio (suo è il neologismo).\u003cbr\u003eAllo sperimentalismo della prima raccolta, Esta mañana (1949), dove Benedetti dimostrava grande perizia tecnica ma ancora un'immatura interiorizzazione ed elaborazione personale, e su cui incombeva il magistero joyciano, ma come forzato per adattarsi alla realtà uruguayana, segue la grande, sommessa epopea urbana di Montevideanos in cui prende corpo e vive autonomamente quella città, quel popolo descritto amaramente e lucidamente nel contemporaneo El país con la cola de paja (1960) in cui viene invocata quella \"revolución de las conciencias\" che forse avrebbe salvato l'Uruguay dal baratro insondabile del 'decenio negro' (1973-1983). 'Realismo critico urbano' è l'etichetta comunemente utilizzata per questa raccolta e per la produzione intera di Benedetti - e della 'generación crítica' o 'del '45' di cui fa parte - etichetta che non rende conto dell'ironia, della sottigliezza, dell'estrema puntualità stilistica e del significato metaforico che acquista il mondo della pubblica amministrazione e della burocrazia, mondo kafkiano puntigliosamente radicato nel quotidiano, in cui l'assurdo è una categoria insita nel reale, non una sua deformazione.\u003cbr\u003eIl grande salto verso lo scardinamento del principio di verosimiglianza lo tenta Benedetti con La muerte y otras sorpresas per raccontare di un Uruguay sprofondato in una crisi economica ed etica senza precedenti: con improvvise incursioni nel fantastico esprime tutto il disorientamento e l'angoscia di chi si vede privato delle antiche certezze, e che, incredulo come il lettore davanti ad avvenimenti inverosimili, assiste ai primi casi di violenza urbana, di torture, di intercettazioni telefoniche, di odi profondi e implacabili che si ammantano di disputa ideologica (eccellente e rappresentativo di questa tendenza e di questa raccolta è Ganas de embromar - Voglia di scherzare - non presente qui perchè già tradotto in italiano).\u003cbr\u003eQuesto nuovo modo di convivenza, che in La muerte y otras sorpresas era appena accennato e costituiva un elemento da rimuovere come un corpo estraneo, non ancora assimilato, nella successive raccolte, Con y sin nostalgia e Geografías, scritte e pubblicate in esilio, si impone decisamente, ma ormai come una realtà accettata, 'normale', e come tale narrabile: racconti di guerriglia e di resistenza, o dall'esilio e sull'esilio, in cui il fatto contingente - il des-tierro - e l'esilio esistenziale dell'uomo moderno sembrano combattersi e annullarsi vicendevolmente, in una nuova dimensione di solidarietà e di impegno. Racconti d'amore e di guerra, in cui l'ironia acquista un sapore d'amaro ma resiste tenacemente, insieme a un grottesco mai eccessivo, delicato, patetico piuttosto, proprio di quei montevideanos, un po' sprovveduti e tenacemente nostalgici, lanciati sulle strade dell'esilio e di quella cultura occidentale in cui l'Uruguay pacifico delle decadi precedenti aveva cercato ispirazione e modelli. In queste due raccolte Benedetti dà la parola \"agli uni e agli altri\", agli 'insiliati' e agli esiliati, dando a entrambi pari dignità di dolore e di lotta, perchè \"tutti siamo stati amputati: loro della libertà, noi del contesto\" (da Articulario. Desexilio y perplejidades, 1994).\u003cbr\u003eL'ultima raccolta, Despistes y franquezas, inclusa solo parzialmente nei Cuentos completos (non vi sono i componimenti poetici), è un compendio delle diverse modalità fin qui espresse. Come lo definisce Benedetti nell'introduzione al volume del '90, è un \"entrevero\", un intreccio barocco di temi e forme, un luogo di libertà e una immagine di sé: \"Questo libro è un intreccio che, è giusto dirlo, io avrei desiderato particolarmente allegro, qualcosa come un brindisi privato tra autore e lettore, in commemorazione dei nostri 45 anni di mondo condiviso, ma è evidente che di questi tempi è quasi impossibile schivare totalmente il dolore. Malgrado ciò, spero che, qui e lì, siano sopravvissuti la volontà e la vocazione al gioco\". Queste stesse parole vorrei che idealmente comparissero come epigrafe di questa antologia che, anche se storicamente rispecchia un quarantennio di lotte e di dolore, aspira a evidenziare, nell''entrevero' dell'intero corpus benedettiano, uno spiraglio di humor e di ottimismo.\u003cbr\u003ePur con gli inevitabili mutamenti che la vita comporta, Benedetti è sempre rimasto caparbiamente fedele a se stesso e alla sua etica, lui non impassibile testimone e narratore di quasi mezzo secolo di storia degli uomini del suo paese.\u003cbr\u003ePur basandoci sull'ultima edizione dei Cuentos completos (1994), che ha rispettato l'originaria collocazione dei racconti, ci siamo permessi la libertà di includere anche i componimenti poetici che, nel volume Geografías, accompagnano i racconti configurando una unità superiore, una sezione poetico\/narrativa complessa. Quando è stato possibile, abbiamo indicato anche la data di composizione, per evidenziare la maggiore o minore compattezza, anche cronologica, dei singoli volumi (l'unico scarto rilevante è il racconto L'espressione, datato 1950, quindi contemporaneo dei testi di Montevideanos, ma coerentemente incluso in La muerte y otras sorpresas perchè di fatto appartenente a quel mondo dell'assurdo e del grottesco). In questo modo si è voluto dare al lettore una visione d'insieme della scrittura di Benedetti, e nello stesso tempo fornirgli gli strumenti per una interpretazione critica delle diverse tappe che hanno segnato il suo percorso di scrittore e di intellettuale.\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\"\u003e\u003cb\u003e\u003c\/b\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cem\u003e\u003cb\u003eRosa Maria Grillo\u003c\/b\u003e\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e1995\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913355077,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Documento_2024-08-17_211734.jpg?v=1723928430"},{"product_id":"il-ragazzo-e-il-cervo","title":"Il ragazzo e il cervo","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\"\u003cspan id=\"L8VNome_description\" class=\"AutoriNome\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eTomaž\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan id=\"L8VCognome_description\" class=\"AutoriCognome\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eŠalamun\u003c\/span\u003e è un mostro?\" Sicuramente è una persona fuori dagli standard della corporazione, generosa, galante, capace di witz e di slanci mistici del tutto privi di affettazione, che cammina e si muove elegantemente come i veneziani del tempo di Lord Byron. Le sue capacità linguistiche sono tremendamente acuite dalla curiosità e da una pietà sensuale per le immagini. (Edoardo Albinati). \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eUna raccolta di uno dei più grandi poeti contemporanei.\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eGiocose e incombenti, meditative e declamatorie, queste poesie affermano lo status di \u003cspan id=\"L8VCognome_description\" class=\"AutoriCognome\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eŠalamun \u003c\/span\u003ecome uno dei più importanti poeti dell’Europa centrale.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eThe New Yorker\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eUna poesia che picchia, che palpita, malinconica, voluttuosa. Che fa “gelare il sangue dei fiori e sconvolgere l’armonia”\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eNicole Zand, “Le Monde des livres”\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913387845,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/88b1b341-8dbe-4d3a-8ead-d2c6d85552ab.jpg?v=1723991457"},{"product_id":"lalbero-che-cammina","title":"L'albero che cammina","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eJosip Osti: l'albero che cammina, corre vola e la poesia con lui. Il libro che raccoglie il meglio di uno dei maggiori poeti europei contemporanei.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuesto è il miglior libro di poesia scritto finora da Josip Osti. Privo di immagini di morte, contiene pura poesia. Sarajevo si rallegra di aver ricevuto un libro d’amore e di devozione da questo suo concittadino e a me dispiace di non potergli conferire qualche medaglia ufficiale: perciò gli conferisco la Medaglia per la devozione alla nostra città.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eIzet Sarajlić\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCaro Josip, non solo hai conquistato una nuova lingua, ma hai scritto una delle migliori raccolte di poesia della lirica slovena contemporanea.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMilan Dekleva, poeta sloveno, su Il Narciso carsico, nella sua lettera del 29 marzo 1999).\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eJosip Osti, un poeta affascinato dall’amore e dall’intimismo. Votato all’amore interamente: cuore, animo e mente.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMarjan Tomšić,\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eAd un tratto sembra che con il passaggio a un'altra e diversa lingua la voce poetica di Osti abbia subìto certi cambiamenti nella sua tonalità: le poesie diventano più soavi, come se lo sloveno lo avesse aiutato a istaurare una distanza nei confronti della tragedia della sua patria bosniaca distrutta dalla guerra.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eBoris A. Novak, poeta sloveno, nella recensione de Il Narciso carsico.\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eOsti crede di poter salvare con le parole il mondo, la vita, l'anima umana... Sembra che la parola amore sia la più frequente in questo libro. L'amore traspira dai versi di Osti, da ogni sua parola, da ogni sua lettera.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eSimona Vozelj, giornalista slovena, nella recensione radiofonica de Il Narciso carsico, il 15 maggio 1999\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913420613,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/lIBROoSTIcopy.jpg?v=1723883159"},{"product_id":"nero-cuore-dellalba","title":"Nero cuore dell'alba","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eQuesta raccolta di Martha Canfield dimostra ancora una volta che la poesia è l'istanza più alta di cui l'uomo possa servirsi per vincere il tempo e le sue gravi astuzie, per situarsi nel posto giusto dell'universo, dove tutto quello che ci circonda è incidentale e passeggero. Ma, nello stesso tempo, questa poesia annuncia e definisce la presenza, sempre viva e tangibile, delle forze naturali che ci accompagnano nel nostro transito sulla terra. \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eNel nominarle Martha Canfield lo fa con un linguaggio interamente limpido e trasparente, e scarta ogni artifizio letterario, per dare spazio alla metafora soltanto quando essa va più lontano della semplice enunciazione verbale. Voglio ripetere qualcosa che ho detto recentemente e che, a mio giudizio, si addice con perfetta fedeltà alle poesie riunite in questo libro. Ho detto che ogni poesia è in fondo una preghiera. La poesia ci conduce verso quell'altra sponda dove la realtà di ogni giorno ci sorprende nel trasformarsi in un mondo in cui tutto acquista un senso trascendente e s'illumina con un'aura che gli dona una sorta d'eternità dove tutto è salvo.\u003cbr\u003eMartha Canfield raggiunge con questi versi, in maniera sorprendentemente efficace, ciò che Odysseas Elytis preconizza per la poesia: \"La poesia incomincia laddove l'ultima parola non spetta alla morte... Dobbiamo svuotare la morte di quello con cui l'hanno riempita e portarla verso la trasparenza assoluta\".\u003cbr\u003eEcco quello che ottiene Martha Canfield, con una pienezza senza ombra, nelle sue poesie raccolte in Nero cuore dell'alba. Celebriamo con lei questo miracolo.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eÁlvaro Mutis\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913453381,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-21_090922.jpg?v=1724224945"},{"product_id":"leggende-della-trasformazione","title":"Leggende della trasformazione","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eQuattordici autori di esperienze e orizzonti diversi, uniti soltanto da un'appartenenza generazionale forse più immaginata che anagrafica, sono chiamati a raccolta in un convivio nel quale il mito personale e collettivo della metamorfosi si trasforma in leggenda: leggenda\/legenda del mondo, e trasformazione del mondo, in rimandi infiniti. Trasformazione, deformazione, metamorfosi, modificazione, alterazione, muda, prodigio, satori, spostamento, transito, scambio...\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e*\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003cb\u003eQuattordici racconti\u003c\/b\u003e\u003cbr\u003ea cura di Tiziana Colusso\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e(Francesca Alfano Miglietti, Pino Blasone, Mohamed Chairet, Tiziana Colusso, Daria De Florian, Tommaso Di Francesco, Stefano Grossi, Elisabeth Joannès, Fiamma Lolli, Lorenzo Mango, Toni Maraini, Lorenzo Perrona, Marcello Sambati, Ivo Scanner).\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913486149,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/leggende-della-trasformazione.jpg?v=1706386529"},{"product_id":"la-sabbia-dellesilio","title":"La sabbia dell'esilio (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eL'elemento dominante della poesia di Paul Laraque è l'esilio, che l'arricchisce di un sapore struggente e mai patetico, e la rende una delle voci più alte che ci provengono dal nuovo mondo, in cui ben si fondono il lirismo e la lotta politica. Una delle grandi voci \"di liberazione\" della poesia haitiana del secondo Novecento.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa poesia di \u003c\/span\u003e\u003cb\u003ePaul Laraque\u003c\/b\u003e\u003cspan\u003e si inserisce nel solco di quel particolare surrealismo noto da noi soprattutto attraverso la \"négritude\" di Aimée Césaire, che ad Haiti prende il nome di \"Indigenismo\". Alla rivendicazione dei caratteri originali della propria cultura (religione vudù e lingua creola innanzitutto) ed alla lotta contro il colonialismo imperialista, si fondono l'erotismo, la tenerezza dell'amore, l'incantevole immaginario onirico e la resa pittorica della rigogliosa natura caraibica, fino a creare una cifra stilistica inconfondibile.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eMa l'elemento dominante della poesia di Laraque è l'esilio, che la arricchisce di un sapore struggente e mai patetico, e la rende una delle voci più alte che ci provengono dal nuovo mondo, in cui ben si fondono il lirismo e la lotta politica. Dal punto di vista formale l'autore usa in alcune sue composizioni il verso libero, tipico del Surrealismo, in altre, strutture più rigide, caratterizzate da rime e rime interne (ma c'è perfino una ripresa del canonico commiato all'interno della \"Ballata dell'esilio\") a cui si presta particolarmente bene la musicalità della lingua francese, che Laraque utilizza parallelamente al creolo.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913715525,"sku":"","price":9.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Bigliettodavisita_2024-08-17_230955.jpg?v=1723929201"},{"product_id":"il-sangue-intorno-al-cuore","title":"Il sangue intorno al cuore","description":"\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eUna concisa, immaginifica raccolta di poesie legata da una storia a tema che tratta della vita nelle strade. Le poesie di Sarah Menefee impongono la riflessione e sono profondamente commoventi poiché pongono l'intimo all'interno dello spoglio paesaggio sociale e dell'essere senza casa e del bisogno. Al centro del testo c'è il cuore umano, le voci dell'\"io\" e dell'\"altro\".\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLe poesie di Menefee sono legate alla terra ed umanamente reali. Sono politiche nel senso più profondo; offrono attenzione, emozione e sostegno alla vita stessa.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\"Molti ancora in Italia pensano che la Beat Generation rappresenti il fenomeno più vitale della cultura degli Stati Uniti. Invece la Beat Generation è morta. In ogni caso, non ha più nulla da dire.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eGià la traduzione di due libri di Jack Hirschman (\u003cem\u003eQuello che conta\u003c\/em\u003e per la Mongolfiera di Bologna e \u003cem\u003eSoglia Infinita\u003c\/em\u003e per la Multimedia edizioni di Salerno) voleva proporre al lettore italiano una base più autentica di riflessione poetica e un'esperienza più complessa e dolorosa, però chiaramente rivoluzionaria, della realtà statunitense.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eIl sangue intorno al cuore\u003c\/em\u003e di Sarah Menefee si inserisce in questa stessa linea di chiarificazione e di approfondimento. Con questo libro il lettore è in grado di accostarsi, io credo, ai microcosmi di oppressione, violenza e miseria su cui poggia il grande impero. La parola di Sarah Menefee nasce dai non-luoghi formali del vivere politico e sociale. Anzi, del vivere in quanto tale, cioè della vita di tutti i giorni. È questa, la cinica rappresentazione del nostro (cioè, non unicamente americano) vivere distopico, l'essenza della poesia di Sarah Menefee, dove si traduce il suo assiduo lavoro rivoluzionario. (...)\"\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eBruno Gullì\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913748293,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-17_220236.jpg?v=1723928222"},{"product_id":"luccello-che-pulisce-il-mondo","title":"L'uccello che pulisce il mondo","description":"\u003cdiv class=\"Content\"\u003e\n\u003cdiv class=\"Content\"\u003e\n\u003cdiv id=\"L17V\" class=\"block vgallery-detail view introduzione noajax\"\u003e\n\u003cdiv id=\"L17VGintroduzione\" class=\"Libriintroduzione_group\"\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003eSemplicità e saggezza sono due delle più straordinarie caratteristiche di questa raccolta del popolo Maya Jakaltek raccontate con poetica chiarezza dall’autore Victor Montejo, un maya che ha imparato queste storie dagli anziani del suo villaggio in Guatemala. L’uccello che pulisce il mondo è senza dubbio la migliore e più autentica raccolta di racconti popolari che io abbia mai incontrato nella tradizione nativa centroamericana. Alcune storie sono divertenti, altre di tono serio, ma tutte sono estremamente leggibili ed invitano alla lettura collettiva più che a quella individuale. Nessuna biblioteca con interesse per il folclore, i racconti nativi americani, o la cultura centroamericana, potrà fare a meno di questo volume veramente significativo.\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cem\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\"\u003eJoseph Bruchac\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"Footer\"\u003e\n\u003cdiv class=\"Footer\"\u003e\n\u003cdiv id=\"L59\" class=\"block file footeraddresssocial\"\u003e\n\u003cdiv class=\"footadrsoc\"\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913781061,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-17_194626.jpg?v=1723928272"},{"product_id":"nellera-delle-cavallette","title":"Nell'era delle cavallette","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eUn piccolo volume di Casa della poesia che raccoglie un'antologia delle più belle poesie di una grande protagonista della beat-generation.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eJanine Pommy Vega, a soli 16 anni andò da Union City, New Jersey, dove viveva, a New York in cerca della Beat Generation che aveva conosciuto attraverso i libri che leggeva. Incontrò Gregory Corso, e tramite lui gli altri scrittori. Dopo essersi diplomata si trasferì definitivamente a New York. Nell’autunno del 1962 lasciò l’America insieme a Fernando Vega e viaggiò con lui per tre anni in Israele ed Europa. Dopo la sua morte nel 1965 tornò in America e completò il suo primo libro Poems to Fernando, che fu pubblicato da City Lights Books nel 1968. A San Francisco frequentò i Diggers, Hell’s Angels, e gli scrittori di North Beach, e perse quattro volte di seguito i manoscritti del suo secondo libro.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eNel 1971 partì per il Sud America e visse in Perù, Colombia e Bolivia per i successivi quattro anni. Durante il suo soggiorno all’Isola del Sole nel Lago Titicaca in Bolivia, terminò Journal of a Hermit (Cherry Valley Editions, 1979) e Morning Passage (Telephone Books, 1976). Tornata a New York nel 1975 cominciò ad insegnare poesia ai bambini di lingua inglese e bilingue nelle scuole pubbliche e ai prigionieri del Sistema Penitenziario dello Stato di New York. I suoi viaggi nel corso degli anni ottanta e novanta furono le basi per Drunk on a Glacier, Talking to Flies (Tooth of Time Press, 1988); Threading the Maze (Cloud Mountain Press, 1992); Red Bracelets (Heaven Bone Press, 1992); Tracking the Serpent: Jorney to Four Continents (City Lights, 1997); Island of the Sun (Longhouse, 1991) e Mad dogs of Trieste (Black Sparrow Press, 2000).\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eAttualmente dirige Incision\/Arts, un’organizzazione che porta gli scrittori nelle prigioni. Membro del PEN American Center’s Prison Writing Committee, è coautrice con Hettie Jones di Words over Walls, un manuale sull’attivazione di laboratori di scrittura in prigione. Ha ricevuto borse di studio dal New York State Council per le Arti, S.O.S., e dalla Puffin Foundation. Rappresenta il suo lavoro con o senza musica in molti paesi.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913813829,"sku":"","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-18_133338.jpg?v=1723980905"},{"product_id":"testimonianza","title":"Testimonianza","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eLa testimonianza di Montejo disegna una situazione drammatica, fatta di violenza indiscriminata, di paura, di miseria. Il suo racconto non ha bisogno di commenti, gli eventi parlano da soli, e l'autore sapientemente lascia che sia così. Montejo non indulge mai nello sfogo personale o in lunghe requisitorie contro il governo ed i militari: descrive con cura, con la precisione di chi ha visto, di chi è stato testimone la distruzione del villaggio in cui faceva il maestro, la paura dei \u003cem\u003epatrulleros\u003c\/em\u003e, le torture nei distaccamenti militari, le esecuzioni di massa, il cinismo degli ufficiali ma anche qualche raro caso di umanità in alcuni soldati. \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eL'autore si concentra esclusivamente sulla descrizione degli eventi, tralasciando quasi del tutto i riferimenti personali inessenziali, perché sa che la storia sua e del suo villaggio è simile alla storia di tanti altri indigeni e di tanti altri villaggi. L'intento, forse anche il bisogno di Montejo è di comunicare la sua esperienza a tutti coloro che fuori dal suo paese, ma anche all'interno del Guatemala, ignorano la terribile repressione che ancora oggi è scatenata contro gli indigeni, nelle aree rurali del paese. Raccontando le cose semplicemente, così come sono avvenute, Montejo mostra la tragedia della popolazione indigena del Guatemala. Nel caso particolare del suo villaggio, tutto comincia con uno scontro tra l'esercito e le PAC. Le pattuglie di autodifesa civile (Patrullas de Autodefensa Civil,PAC) sono state create con un duplice scopo: sottrarre uomini alla guerriglia o alle organizzazioni popolari e controllare la popolazione. Gli uomini, dai tredici anni ai settanta, sono costretti ad arruolarsi e a fare turni di sorveglianza intorno ed all'entrata dei villaggi. Armati il più delle volte solo di bastoni e pietre o con vecchissimi fucili, sono mandati all'avanguardia nelle azioni contro la guerriglia, sono obbligati a compiere esecuzioni di massa, a colpire manifestanti, a compilare liste di sospetti. Una delle più importanti conseguenze della presenza delle PAC, è quella di dividere la popolazione indigena, sgretolandone il caratteristico tessuto di solidarietà interna. In questo modo, i contadini maya, costretti ad arruolarsi nell'esercito o nelle PAC, diventano carnefici e vittime allo stesso tempo. Da questo punto di vista la testimonianza di Montejo è emblematica.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSullo sfondo della scena dominata dai militari che mettono a lutto il villaggio di Montejo, si muovono le donne ed i bambini, che spesso non sono altro che suoni: nella piazza del villaggio si sentono il pianto, il brusio delle preghiere sussurrate, le urla dei bambini terrorizzati. Rumori che commentano come da lontano la tragedia della comunità devastata. Una comunità che muore, come suggerisce il titolo del libro.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eMontejo, maestro di scuola, è testimone e vittima della violenza dei militari: viene catturato, torturato, sottoposto ad una pressione psicologica insostenibile. Eppure, non si presenta mai come eroe. I suoi pensieri, i suoi atteggiamenti, la sua angoscia, sono quelli di un uomo comune, uno dei tanti che viene accusato di essere guerrigliero e quindi condannato a morte. Forse non è un eroe anche perché lo squallore della violenza militare è tale che sembra non esserci spazio per nient'altro.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLa testimonianza non ha bisogno di commenti, si era detto. Piuttosto una domanda potrebbe sorgere spontanea in chi non conosce la realtà di questo paese: da dove nasce tanto odio, che cosa spinge militari e governi ad agire con tanta violenza contro la popolazione? Ci vorrebbero molte pagine per raccontare una lunga storia iniziata con l'irruzione degli spagnoli nel 1524. Per rispondere brevemente e semplicemente, basti dire che la violenza in Guatemala serve a mantenere intatta una struttura sociale fortemente gerarchizzata e razzista, eretta sullo sfruttamento economico delle risorse umane e naturali. La classe dominante, cioè l'élite latifondista, alleata e spesso identificata con l'esercito, tramite governi espressamente militari o democratici in apparenza ha mantenuto attraverso gli anni il suo potere, riducendo in estrema povertà la popolazione indigena e meticcia (ladina), violando i più elementari diritti umani nella totale impunità. Di fronte a quest'élite spregiudicata, che pur costituendo il 2% della popolazione è padrona dell'80% della terra del paese, la popolazione maya ed i ladinos poveri hanno risposto organizzandosi in gruppi che pacificamente cercano di recuperare le terre dei loro padri, oppure sono \"andati in montagna\", sono diventati guerriglieri. La volontà di resistenza della popolazione ha scatenato la violenza, e il villaggio di Montejo non è che uno delle centinaia di villaggi distrutti, soprattutto al principio degli anni '80, come dimostrano anche i numerosi ritrovamenti di fosse comuni di questi ultimi mesi. Il conflitto interno in Guatemala dura da trent'anni, e la repressione è stata feroce ed indiscriminata: dal '54 sono morti oltre 100.000 guatemaltechi mentre 70.000 sono desaparecidos. Nonostante questa repressione, la popolazione resiste e la guerriglia è riuscita ad ottenere il negoziato di importanti accordi preliminari alla firma della pace con il governo. Mentre si accendono nuove speranze per la popolazione maya, la cui identità ed i cui diritti vengono finalmente sanciti (sulla carta), la violenza, adesso più selettiva, continua. La pubblicazione in italiano della testimonianza di uno scrittore rifugiato all'estero nasce dalla volontà di comunicare, anche a chi vive così lontano dal Guatemala, l'angoscia ed il coraggio delle classi sfruttate di questo paese. Una denuncia che nasce in un paese senza prigionieri politici e in cui trionfa, accanto alla violenza isituzionalizzata, l'impunità. E se Montejo ci racconta drammaticamente le forme della violenza, le organizzazioni popolari e la guerriglia, ciascuna a suo modo, ci mostrano, concretamente, le forme della resistenza.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eI ventidue gruppi culturali maya, che insieme costituiscono la maggioranza degli abitanti del Guatemala (68%), parlano lingue proprie e spesso conoscono poco o per niente il castigliano. Per questo Montejo, riproducendo la lingua parlata nei dialoghi, ha riportato spesso errori e forme sgrammaticate tipiche dello stentato spagnolo degli indigeni. La traduzione italiana ha inevitabilmente tradito la spontaneità dei dialoghi di Montejo, e si è cercato di rendere quell'approssimazione linguistica con costrutti italiani imperfetti, cesure o parole tronche. La stessa difficoltà di traduzione si è incontrata anche per il turpiloquio da caserma (benché non sia stato in alcun modo censurato), riportato da Montejo per sottolineare più che la violenza verbale dei militari, il loro stato di abbrutimento. La descrizione dettagliata delle situazioni rende forse in alcuni momenti il discorso narrativo poco fluido, ma si è voluto conservare questa caratteristica del racconto perché risponde al desiderio dell'autore di fare della propria testimonianza una denuncia reale e credibile. Per le parole \"intraducibili\" si rimanda al glossario.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eEmanuela Jossa\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913879365,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/testimonianza-jpg-eventi-dettaglio.png?v=1706381900"},{"product_id":"12-arcani","title":"12 Arcani (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003eGli Arcani rappresentano, nella vasta produzione poetica di Jack Hirschman, un tassello importante e straordinario, la punta più avanzata della sua ricerca. Si tratta di lunghi componimenti nei quali la sua scrittura si esalta e si libera, nei quali confluiscono i suoi saperi, le sue sensibilità, le sue ossessioni e i suoi amori; essi fondono l'impegno politico e i temi sociali, sempre presenti nella sua poesia, con gli strumenti letterari acquisiti negli anni; essi miscelano sapientemente la vita di strada con la storia, gli incontri reali o immaginari con la solennità del sacro, l'eros sempre presente nei suoi versi con l'ossessione dell'olocausto e degli orrori del nazismo vecchio e nuovo.\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa scrittura degli Arcani accompagna la produzione letteraria di Hirschman da circa 30 anni. In questo momento l’insieme di queste sue opere raggiunge quota 119, un oceano al quale il lettore difficilmente ha accesso per le dimensioni del corpus letterario e l’impossibilità di reperimento dell’opera. Da questo oceano abbiamo estratto dodici Arcani di epoca più recente che ci indicano le strade scelte dal poeta in questi ultimi anni carichi di violenza e di sangue. Essi guardano al mondo e alla storia, agli accadimenti, alle modificazioni del mondo contemporaneo, al declino e all’agonia della civiltà occidentale, al ruolo dei nuovi sistemi di comunicazione nelle lotte del “movimento dei movimenti”, agli orrori delle guerre mai giuste.\u003cbr\u003eI \u003cem\u003e12 Arcani\u003c\/em\u003e scelti si sviluppano secondo un ordine cronologico che va dal 1998 al 2004: attraversano la storia di questi ultimi anni (dal Kossovo all’Iraq, passando attraverso l’incancellabile, ineludibile, ferita dell’11 settembre) e le vicende personali e politiche dell’autore.\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003eSalutiamo con gioia la pubblicazione in Italia dei nuovi 12 Arcani di Jack Hirschman!\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913912133,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/LibroArcaniJack2004.jpg?v=1706373164"},{"product_id":"iperpoesie","title":"Iperpoesie","description":"\u003cp\u003e\u003cspan\u003ePotessimo disporre di un atomo di senso, un frammento, una scheggia soltanto del significato riposto nel destino riservato alla nostra civiltà! Un punto diverso di osservazione forse ci consentirebbe di leggerne la direzione, di cogliere la geometria del movimento sottesa all'esistenza e all'evoluzione dell'uomo in questo angolo remoto dell'universo. L'orizzonte dei segni esteriori posti davanti ai nostri occhi e fin dentro le nostre esistenze sembra eludere ogni tentativo di comprensione: sappiamo quanto il nostro tempo appaia sempre più perdutamente dominato dalla superficialità e dall'indifferenza, da uno spreco dissennato e iniquo, dall'esibizione di potenza e dalla violenza di una scienza sempre più asservita alla tecnologia della produzione. Le antropologie del quotidiano, già narcotizzate, ne restano ancor più sommerse, soggette a percorsi brevi senza gusto, meccaniche, prive di partenze e di arrivi, in una condizione che spesso sottrae definitivamente all'individuo la possibilità di interrogarsi sul proprio rapporto fra sé e il mondo, di ipotizzare una ricerca, di intraprendere un cammino. La scena è dominata dagli oggetti; più esattamente da merci il cui valore non risiede nella risposta che esse possono fornire alle nostre esigenze primarie, né tanto meno a quelle di ordine superiore: sono, al contrario, idoli, icone di un sistema potente di rappresentazione del reale di cui il reale stesso sembra nutrirsi sino a scomparire, per far posto a simboli che seducono per le qualità straordinariamente vitali di cui l'uomo le ha dotate. Cosicché v'è uno spostamento linguisticamente condiviso, certamente epocale, dalla concretezza delle cose alla virtualità della rappresentazione, tale da averci indotto a consegnare la nostra storia ad una metamorfosi dell'habitat culturale totalmente governata dai mass-media, un cambiamento antropologico che non riguarda più in modo esclusivo lo scambio delle merci, con esse l'uomo e il suo lavoro, la materia di cui la Terra dispone o la Terra stessa nel suo insieme, ma il vissuto ed il significato che l'uomo conserva della sua relazione intima con se stesso e la natura.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCosa sia un luogo entro tale orizzonte è cosa assai complessa a dirsi. Alberto Mori, con lo strumento della poesia, qui indaga su una delle situazioni più ricche di stratificazioni comportamentali e con maggiori implicazioni sociali: il supermercato; non il luogo abituale dell'offerta e della vendita delle merci, si badi, ma una nuova e complessa articolazione sintetica dello spazio, nella quale è possibile interagire in tempo reale con gli oggetti della simulazione. Nel supermercato c'è tutta la vita condensata e riorganizzata in un caleidoscopio di opportunità; c'è tutto e il contrario di tutto, offerto in una baldanzosa parata iperbolica che celebra il prodigio dell'utopia realizzata, della possibile democrazia. Con l'avvento dell'ipermercato la televisione, come strumento di falsificazione, muore o, quanto meno, si avvia verso un lento declino. Mori riesce a penetrare la resistenza di un sistema così articolato e implosivo servendosi dell'ambiguità della parola e della sua forza evocativa, ma anche di un'osservazione sagace e attenta che, a mio avviso, è l'ingrediente più sapido di questa bella raccolta. E' proprio la qualità della sua attenzione che sorregge il testo, per certi versi esemplare, in quanto si colloca ben oltre la critica ideologica e filosofica delle stagioni appena trascorse e, al contempo, non è sostenuto, almeno non in modo esclusivo, dalla prospettiva estetica appartenuta a diversi movimenti del contemporaneo, dall'arte pop alla poesia della Liverpool scene degli anni Sessanta, che degli atteggiamenti e dei prodotti di consumo avevano fatto l'oggetto privilegiato della propria indagine artistica e della propria analisi sociale. Che cos'è, dunque, un Luogo? Di quali sostanze aggiunte s'alimenta? Le energie depositatevi nel tempo, le più fini di cui gli esseri possano disporre, sembra si fissino per sempre nella materia circostante; un luogo, come un oggetto, vive grazie alla vita che gli si concede. Qui, nelle navate di questo grande tempio della stupidità, tutto è morto, produttore e consumatore davanti ad un feretro di plastica, dice Mori. Ed è in questo transitare catacombale dell'avventore che giace la trasgressione dello scambio e la transizione del valore aggiunto: l'attore-spettatore-cliente cede più che acquisire, alimenta più che alimentarsi. Tragica ma vera l'immagine, per altro poeticissima, di cui si serve l'autore per richiamare uno dei temi portanti della sua scrittura: Individui in serie verso gli sconti \/ per scontare le esistenze. \/ Scambiarle agli oggetti come oggetti. Ed ancora più icastico il verso: Dal virtual appetito sortito \/ ti troverai già digerito, in cui la rima e l'antitesi della figura ironizzano su una struttura tipica dello slogan pubblicitario ma presagiscono in modo pungente il destino dell'ignaro visitatore. L'architettura concorre alla finzione: un'analisi attenta delle soluzioni architettoniche adottate e della loro evoluzione negli ultimi vent'anni rivelerebbe la tendenza a far sì che l'ipermercato divenga sempre più un luogo nel luogo, antico stratagemma illusionistico già di certi dipinti rinascimentali a soggetto architettonico o, in tempi più recenti, della disposizione a regola d'arte di finti ruderi medievali nelle grandi tenute borghesi del secolo scorso. L'ipermercato è il luogo della non esistenza, della morte in vita. Certo, un bosco alpino, una cattedrale borgognona o un atollo corallino sono ormai simulacri anch'essi, significanti di una catena di referenti che non è dato più conoscere, ordinariamente, nella loro essenza; la loro unicità e la funzione che ognuno di essi svolge all'interno del metabolismo del Pianeta sfugge al sistema, che sempre più assomiglia ad un grande animale cresciuto a dismisura durante il sonno profondo d'una notte. Tra i luoghi del quotidiano il supermercato assume una connotazione metalinguistica in quanto è il luogo dove per eccellenza si proietta la falsificazione. Parlarne fuori dal contesto è imbarazzante, appare inopportuno, quasi indelicato, proprio come quando ci si colloca nell'ambito, normalmente rimosso, delle proprie funzioni corporee. Il non parlarne ha un forte valore scaramantico poiché allontana da sé, così come accade per l'idea della morte, il ricordo della propria frequentazione - quasi inevitabile come la fine della vita - di uno spazio collocato ai confini del reale, dove il reale penetra solo come una chiave di lettura o, più semplicemente, funge da strumento di orientamento.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSicché il testo di Alberto Mori è audace in quanto egli sa che la sua lingua non può che essere afasica, continuamente interferita dall'estrema prossimità alla stazione di ripresa. Egli si colloca all'interno dello spazio con una telecamera in grado di riprendere la scena ma anche l'operatore, il quale, nella finzione poetica, ripete il linguaggio del sistema, diviene il sistema stesso che si autodocumenta. Mori blocca lo sguardo sull'irrealtà, cerca di sostenerne le ragioni rimarcando l'odissea inventata dal flusso degli astanti, stringe su di sé l'intensa tentazione di evadere in una coazione volontaria che ripete, poeticamente, l'andamento masochistico della folla addormentata, si contiene entro le coordinate dettate dai binari dell'assurdo. Ma poi non regge, finge di non reggere, e la ripresa si interrompe con chiaroscuri che donano solarità alla tensione, si sposta dentro di sé, diviene osservazione mirata dei personaggi o lo sguardo dei personaggi stessi: ora è un bambino che ritmicamente alterna all'elicottero sky fox lo sguardo rassicurante del padre, ora è una frase sospesa pronunciata in dialetto lombardo che accenna alle pensioni o gli occhi nirvana della cameriera Adriana, sui quali si posa l'incanto d'un vecchio dall'eskimo stinto. Anche le assonanze e talvolta l'allitterazione assolvono una funzione emulativa del discorso pubblicitario, procedendo per inquadrature con numerose soluzioni di continuità, in una sorta di flusso di coscienza, qua e là illuminato da scene vivide e tuttavia dal sapore irreale come certi paesaggi di Aldous Huxley, capaci di rievocare i bagliori di coscienza reale vissuti nell'osservazione, ma anche l'atmosfera onirica e grottesca dell'impianto: le unghie laccate e veloci della cameriera al banco della Coca-cola o dell'uomo che scompare in alto sulla scala mobile sono pregevoli opere visive alla stregua dei dipinti di Lichtenstein o delle sculture iperrealiste di Segal.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eL'ipermercato è un piccolo deserto la cui aridità fa crescere i frutti di tutte le stagioni e di tutti i luoghi della Terra, è un anti-Eden in cui l'uomo adamitico perisce ad ogni istante, non tanto per la scelta paradigmatica di un cibo che egli sa essere simbolicamente proibito, quanto per la concertazione degli oggetti che egli allestisce alla stregua di un discorso sulla pagina del proprio carrello a sbarre; perisce per la propria adesione completa a quel linguaggio, divenendo abitante di diritto del Giardino ed elaborando un atto di complicità volontario con il quale è lui a conferire una qualità insperabile d'esistenza alla merce che sceglie. Sarcastico quanto emblematico il verso Attorno scrutano i prodotti, dove l'assenza ambigua e allusiva di un soggetto capovolge il senso dell'azione, liberando il campo all'occhio onnipresente delle cose, che assumono così il ruolo dominante nel paesaggio. Il viaggio del cliente appare a volte proprio come quello di un cacciatore preistorico alla scoperta del territorio, altrove come una processione blasfema, scandita da stazioni che il poeta ha disegnato in ognuna delle parti che compongono il testo. Sono scene multimediali abbaglianti, che producono una fibrillazione epidermica nell'ulisside che vi giunge; una nota di entusiasmo s'accende per qualche istante nella sua percezione sollecitata, lasciando che qualcosa nel corpo divenga più frizzante, una speranza flebile che si agita nella sua identificazione: è la coazione all'acquisto, un'emozione di quart'ordine che subito si spegne nel passo successivo verso il banco adiacente.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eNon v'è dubbio che l'ipermercato di Mori sia anche uno spazio mitico, sacrale, concepito intorno all'archetipo del tempio. Anche in questo l'autore mantiene il gioco dell'ambigua dislocazione del suo incedere. Il salmo che introduce il testo, se da una parte ha la funzione narrativa di presentare il tema e costituire di fatto un monito, dall'altra elegge la sacralità che gli è propria a registro linguistico della poesia che segue. Il lettore rinverrà numerose allusioni alla pretesa sacralità del luogo, fra angeli, santi poverelli e monaci voyeur con cui celebrare un'iperpasqua dello sconto. Pure percepirà l'atmosfera di confine che v'è del tempio, il modello cosmologico con cui è costruito, idealmente al centro dell'universo, qui passaggio obbligato non per il Cielo degli spiriti ma per l'Inferno dei viventi.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eGaetano Barbarisi\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913944901,"sku":"","price":7.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Bigliettodavisita_2024-08-21_093756.jpg?v=1724226725"},{"product_id":"storie-da-el-barrio","title":"Storie da El Barrio","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\"Le storie contenute in questo libro sono legate alle fantasie e alle illusioni, come pure alle dure realtà che furono tanta parte della mia vita crescendo nei barrios di Nueva Yawk 50 anni fa. Mentre le droghe a disposizione e parte del linguaggio possono essere cambiate, le condizioni nel ghetto sono oggi praticamente le stesse di allora: povertà, razzismo, violenza. In realtà, alcune cose sono addirittura peggiorate.\" \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cem\u003ePiri Thomas.\u003c\/em\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eIn queste otto storie Piri Thomas ci conduce con lui nel barrio - Portorico a New York City - e ricrea scene che egli conosce fin dalla propria infanzia. Ci guida attraverso strade brulicanti di vita, su ballatoi sgretolati, giù lungo scuri corridoi, dentro stanze affollate e nei cuori e nelle menti della sua gente. Ci porta sul ring per un duro incontro di boxe e fuori dalla città per una gita di boy scout. Ci mette seduti su una sedia da barbiere proprio sotto lo scalpo infuocato di un ragazzo che si fa stirare i capelli. Ci introduce nella mente di un ragazzo per un viaggio di fantasia sfrenata e nel cuore di un sedicenne che cerca di impressionare una bella ragazza. Dipinge storie vivaci dalle sue esperienze passate e ci fa provare che cosa significa essere povero e orgoglioso e generoso; essere navigato e pieno di coraggio ma anche spaventato; lottare per andare avanti; vergognarsi di aver vergogna; sognare. Piri Thomas che ha raggiunto migliaia di lettori con la sua autobiografia \u003cem\u003eDown These Mean Streets\u003c\/em\u003e, offre ai giovani lettori un vivace scorcio della vita nel barrio - un luogo in cui la gente affronta i suoi problemi con energia, ingenuità e amore. Parlando con la voce delle strade e dal profondo del cuore cattura il loro spirito, la loro risata e la loro speranza.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913977669,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-17_211454.jpg?v=1723928393"},{"product_id":"qualcuno-ha-suonato-cd-audio","title":"Qualcuno ha suonato + CD Audio","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eAnche i versi sono contenti quando la gente s'incontra\". La straordinaria raccolta antologica del \"cantore di Sarajevo\", \u003cspan id=\"L8VNome_description\" class=\"AutoriNome\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eIzet \u003c\/span\u003e\u003cspan id=\"L8VCognome_description\" class=\"AutoriCognome\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eSarajlić, \u003c\/span\u003eil più grande poeta slavo del secondo Novecento. Con cd allegato.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003ePER IZET\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eGuardo le date delle tue poesie. Sono geloso del millenovecento che tu hai esplorato con vent'anni di vantaggio su di me. Apparteniamo entrambi all'intero secolo, anche alla parte in cui non eravamo nati. Sono geloso del tempo che tu hai amato di più.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eBisogna abitare in una città fluviale per trovarsi in poesia a una confluenza di acque correnti. In te scorrono russi, tedeschi, spagnoli, francesi e qualche italiano, tu li contieni. La Mliacka di sarajevo non è il Guadalquivir né la Neva, però il suo piccolo letto regge l'onda di piena e di raccolto dello scroscio di versi di un secolo, un torrente passato nel tuo cranio di \"mentsch\", persona del genere umano.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eHo bevuto con te e così, per la misteriosa proprietà transitiva dei poeti e dei bicchieri, io mi sono trovato seduto a tavole remote, dove mai mi sarei azzardato a chiedere permesso. Dietro un nostro bicchiere ho potuto stare con Bohumil Hrabal nella birreria di Praga, al suo tavolo che non ospitava scrittori né lettori, ma solo bevitori amici. Ho potuto sapere come lui portava il vetro all'altezza dei denti e come ci appoggiava sopra il silenzio. Ho tirato tardi con Nazim Hikmet, Alfonso Gatto, Esenin, all'ombra dei nostri bicchieri e ora so con che dita si stropicciano gli occhi. Ho ascoltato la parola comunismo senza inflessioni di invettiva o inno, senza versione ufficiale, come uno pronuncia la parola pioggia, sandalo, balcone.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLa storia del nostro millenovecento si è tanto preoccupata di infilarsi nelle case, staccare genitori da figli, mogli da mariti, stabilire diete di scarsità nelle cucine spente, distribuendo addii come biglietti da visita. Questa invadente storia maggiore nei tuoi versi è ridotta a margine slabbrato della pagina. Conta di più la storia minore di avere amato una donna, di avere tremato meno per gli scoppi delle granate e molto di più per la febbre di una figlia, per la tosse notturna di un nipotino. È potente per te, molto più che per me, l'esclusiva della vita personale, prepotente il diritto alla felicità, scippata al volo, gustata pure prima di noi non ha avuto nessuno\". Dici giusto: anche se siamo gli ultimi di una serie innumerevole, con poco e niente margine di novità, ecco che nella felicità possiamo essere primizia assoluta, sicuri che nessuno può essere stato così felice prima di noi. È antica, ovvia, ripetuta, l'ingiustizia, la guerra, rime stantie delle generazioni, ma la felicità, quella è strepitosamente nuova, vergine per il poeta e per ognuno di noi che è poeta quando sa riconoscerla in tempo, mentre succede, mentre in cucina una pentola bolle. Poeta è chi trova la felicità nella stanza accanto e mai dice dopo: quelli erano bei tempi. Mai la felicità è retroattiva, o riconosciuta all'istante o perduta.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eMa quando è insopportabile la pena, allora servi tu, poeta, tu e non un romanziere che la tira in lungo, tu con dei versi da imprimere a memoria quando si è alle strette e viene tolta la biblioteca e la luce del giorno. Là servi tu che puoi rispondere di tutto. Ricordi Izet la fila davanti alla prigione di Leningrad, era il cinquantasette e Anna Achmatova da un anno si incolonnava insieme ai parenti dei prigionieri nella fila delle visite, al freddo. E qualcuno la riconosce, è lei la famosa poeta, perché in Russia i poeti erano famosi. E una donna che sta in fila dietro di lei, che non l'ha mai sentita nominare, le domanda a bassa voce: \"A eto vi mojete opisat'?\", e questo voi lo potete descrivere?, e lei risponde con altrettanto soffio: \"Mogù\", posso. E finisce il racconto scrivendo: \"Allora qualcosa di simile a un sorriso scivolò su quello che era stato un volto\". Ecco, mio Izet, dentro ogni tuo verso di guerra subita, di lutto, c'è la risposta alla domanda di uno come me che sta in qualche fila all'addiaccio delle molte prigioni e chiede: \"Questo voi potete descriverlo?\" e tu con la carta piena del segreto dell'aria, rispondi: \"Mogù\", posso.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eHo visto la tua patria, Izet, città al buio, le file per l'acqua, ho visto la guerra tornare in Europa e lasciarla illesa e uguale. La Bosnia degli anni novanta era migliaia di miglia più lontana del Vietnam del sessantasette. Sono gli anni a fare la geografia, non le distanze. Oggi si può prendere un aereo per Sarajevo, Belgrado, io ho amato le tue città quando non si poteva prendere un caffè. Amo il tuo suolo, amo: un verbo che è stato la tua sola bandiera e ha sventolato sul bavero della tua giacca per una vita intera. Da te imparo di nuovo a dire: amo. A cinquant'anni bisogna pronunciarlo spesso, in quante più lingue possibile, lavandosi i denti al mattino, sciacquandoli bene e poi asciugandoli con l'aria di quel verbo all'indicativo presente. Tutte le tue poesie vengono da questa igiene del verbo amare, da questa soglia delle labbra. Bentornato in italiano, benvenuto col tuo verbo a grattare la ruggine della nostra pentola e a farla profumare, noi t'invitiamo ma tuo è il fuoco e la pietanza, tuo il vino che dà profondità ai nostri occhi, un grano d'infrarosso per vedere al buio.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cb\u003eErri De Luca\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914010437,"sku":"","price":22.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2.jpg?v=1706301098"},{"product_id":"larcano-xibalba","title":"L'Arcano Xibalba (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\"...\u003cem\u003eThe Xibalba Arcane\u003c\/em\u003e è una crudele radiografia del suo paese... Versi polemici con un'America che non ha più niente di sogno-mito. La tragedia del sogno americano è un continuo scricchiolare di ossa (preferibilmente povere, il colore a questo punto è solo questione di gradazione!) in ogni angolo del vasto continente, di pattumiere frugate da mille mani, di uomini e donne confusi dalla loro stessa immagine riflessa da valigette 24 ore...\"\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\u003cem\u003eAnna Lombardo\u003c\/em\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914043205,"sku":"","price":2.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-19_003700.jpg?v=1724045485"},{"product_id":"illuminazioni","title":"Illuminazioni","description":"\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eSotto la luce più viva e diafana si nascondono le ombre e negli anfratti vivono le creature rifiutate da un mondo che rifugge il dolore, la vecchiaia, la malattia, la morte. La sua 'poetica della scoria', recupera e cinge nel canto anche le cose e gli esseri bizzarri, grotteschi, deformi, imbruttiti nel loro abbandono e nella loro solitudine, sia che si tratti di relitti di navi sia che si tratti di alienati nei manicomi o di ubriachi e vecchi sulle panchine delle piazze\". Un'antologia magistrale del grande poeta brasiliano.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv class=\"Content\"\u003e\n\u003cdiv class=\"Content\"\u003e\n\u003cdiv id=\"L17V\" class=\"block vgallery-detail view introduzione noajax\"\u003e\n\u003cdiv id=\"L17VGintroduzione\" class=\"Libriintroduzione_group\"\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cb\u003eIL POETA CHE ABITA IL MOMENTO\u003c\/b\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cbr\u003eQuando nel 1983 Lêdo Ivo ha dovuto organizzare una sua antologia personale, ha sentito, sorprendentemente, “che tutte le sue poesie erano state scritte simultaneamente”, che non avvertiva “l’emblema del passato o lo stigma del presente. Tutte erano contemporanee, abitavano lo stesso momento” . Nel suo percorso poetico non si verifica, in effetti, come talvolta occorre per alcuni poeti, una qualche progressione verso la maturità o, comunque, verso l’essenzializzazione di contenuti e forme, giacché il poeta s’inaugura pienamente adulto, nella padronanza della sua materia, dal primo libro,\u003cem\u003e As imaginações\u003c\/em\u003e (Le immaginazioni), del 1944, all’ultimo, \u003cem\u003eCurral\u003c\/em\u003e \u003cem\u003ede Peixe\u003c\/em\u003e (Bovile di pesci), del 1995. Anche Sergio Alves Peixoto, il curatore della nuova edizione di \u003cem\u003eOs melhores poem\u003c\/em\u003eas de Lêdo Ivo (Le migliori poesie di Lêdo Ivo), del 1998, ha abbandonato il rigido criterio cronologico, raggruppando poesie pubblicate in periodi diversi, tratte da libri distinti, tutte sincrone e coerenti perché “unite nell’uomo e nel poeta che le ha create, nello stesso momento ed eternamente” . In questa antologia, pur fondata sul criterio della serializzazione temporale dei vari libri, il lettore troverà una raccolta intrinsecamente organica, in cui tutto coesiste ed è attuale.\u003cbr\u003eLêdo Ivo debutta negli anni ‘40, quando un gruppo di poeti, fra i quali il nostro autore, emerge con proposte polemiche nei confronti della generazione modernista brasiliana che li aveva preceduti. Detti della “Generazione del ‘45”, tali autori ribadiscono l’importanza dell’accuratezza del linguaggio poetico e, spinti dall’esigenza di misura e ordine che accompagna e segna la letteratura del dopoguerra, recuperano l’uso dei metri regolari, che i modernisti avevano accantonato in funzione del verso libero e di un rapporto più vivo con la lingua parlata.\u003cbr\u003ePur se incluso in questa generazione restauratrice rispetto alla precedente , Lêdo Ivo ha tracciato un percorso originale e del tutto solitario. È indicativo, in effetti, che già nel 1944 egli sia salutato come un poeta singolare nel panorama letterario nazionale. Scrittori e critici quali Murilo Mendes, Afonso Arinos, Otávio de Faria, Roger Bastide, Sérgio Milliet e lo stesso Mário de Andrade lo accolgono come una delle voci più originali di quegli anni. Fecondo e versatile, Lêdo Ivo non ha fatto che confermare tali giudizi, mantenendo la forza della sua ispirazione anche in altri settori frequentati con estro, come il romanzo, la saggistica e la memorialistica.\u003cbr\u003eIl poeta nasce maturo, nasce dalla forza del proprio mondo interiore, scavato nella solitudine del bambino che impara a scrutare il mondo:\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003eFoi na infância que aprendi a ver-te,\u003cbr\u003eó sol que me ilumina. E um arco-íris\u003cbr\u003eabriu-se entre arraias no céu pálido.\u003cbr\u003e(...)\u003cbr\u003eDe cima das dunas eu via o mundo:\u003cbr\u003eescória azul ao longe,\u003cbr\u003emar curvo de navios.\u003cbr\u003e“Fu nell’infanzia che imparai a vederti,\u003cbr\u003eo sole che m’illumini. E un arcobaleno\u003cbr\u003esi aprì fra le linee di un cielo pallido.\u003cbr\u003e(...)\u003cbr\u003eDa sopra le dune io vedevo il mondo:\u003cbr\u003escoria azzurra in lontananza,\u003cbr\u003emare curvo di navi.”\u003cbr\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003eMa se il poeta nasce compiuto, lo sguardo vergine del bambino che vede con nitore ogni elemento della realtà non lo abbandona mai. Dall’infanzia, dal mondo bagnato da una luce sempiterna e impietosa, sgorgano le immagini più vivide che hanno continuato ad alimentare la sua ispirazione. La scoperta della bellezza – “Come l’universo era bellissimo” – non è disgiunta da quella della povertà più cupa, circondata dai segni di abbandono e decadimento: E, nos monturos, homens e urubus, \/ na lei da livre concorrência, ganham \/ o pão que Deus amassa (“E, nell’immondezzaio, uomini e avvoltoi, \/ secondo la legge della libera concorrenza, si guadagnano \/ il pane che Dio impasta”).\u003cbr\u003eLa sua poesia è pervasa da influssi della terra natia, il Nordeste brasiliano, soprattutto la sua Maceió, città portuale, capitale dello Stato di Alagoas, dove ha vissuto per molti anni e dove sembra ogni volta ritornare, alla ricerca delle immagini che lo hanno segnato. E all’epifania della luce s’avvinghia un sordo dolore di persone, strade e cose che s’impregnano di brezze, venti, salsedine, umidità dell’oceano e che, nell’abbandono, lentamente si decompongono:\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cbr\u003eE de tudo o que foi vida e clamor\u003cbr\u003ee dor dos homens, e gesto de amor\u003cbr\u003epara sempre perdido, resta apenas\u003cbr\u003ea languidez do céu crepuscular .\u003cbr\u003e“E di tutto quello che fu vita e clamore\u003cbr\u003ee dolore degli uomini, e gesto d’amore\u003cbr\u003eper sempre perduto, rimane solo\u003cbr\u003eil languore del cielo crepuscolare.”\u003cbr\u003eE se il poeta si sente contemporaneo di se stesso, ciò avviene perché il tempo non è avvertito come una successione lineare-cronologica: i suoi vivi e i suoi morti gli stanno sempre accanto. Per le stradine dei quartieri poveri di Maceió, vicino al porto, sull’orlo del mare, sugli scogli, sulle dune, nei luoghi solitari che il bambino e l’uomo hanno frequentato, egli ritrova i personaggi essenziali della propria storia, incisa nella pelle e nel sangue; la sua visione comprende, nel tempo-spazio del testo, ogni attimo di luce e di vita, ogni essere, non importa se visto solo di sfuggita o se amato con lo struggimento e la pena di chi sa che l’amore ha sempre due volti:\u003cbr\u003eFui hoje em sonho a São Miguel dos Campos\u003cbr\u003ee vi todos os meus mortos passeando.\u003cbr\u003e(...)\u003cbr\u003evi-me morto entre os mortos, vi-me vivo\u003cbr\u003eentre os mortos bebidos pelo vento .\u003cbr\u003e“Sono stato oggi in sogno a São Miguel dos Campos\u003cbr\u003ee ho visto tutti i miei morti a passeggio.\u003cbr\u003e(...)\u003cbr\u003emi son visto morto tra i morti, mi son visto vivo\u003cbr\u003etra i morti succhiati dal vento.”\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cbr\u003eImmagini ricorrenti sono il mare, la luce, le navi abbandonate nel porto, i cani randagi, i mendicanti, i pazzi del manicomio cittadino, i gabbiani, i granchi, le formiche, i molluschi, gli angeli barocchi scrostati delle piccole chiese di periferia, il vento del mare che carezza e sferza uomini e cose. Il poeta si sente partecipe di questo mondo: Sou como os caranguejos \/ que afundam na lama \/ dos mangues (“Sono come i granchi \/ che affondano nel fango \/ delle paludi”). Anche la ruggine è un elemento costante, la corruzione provocata dal mare – che pure è bellezza –, il sale che consuma lentamente i relitti delle navi che non conosceranno più le distanze.\u003cbr\u003eLa forma dà conto della molteplicità e ampiezza della sua cosmovisione e il poeta spazia dai metri fissi, come il sonetto di cui è un fine cultore, al verso libero, talvolta anche molto lungo, che segue le inflessioni della materia trattata; il tutto con grande libertà, assimilando sia la lezione dei classici della lirica in lingua portoghese, sia le innovazioni introdotte dai modernisti. Basta vedere l’uso che fa del sonetto, in lui sempre nuovo e originale, ironicamente dissacrante, a corrodere qualsiasi velleità di ripristino delle retoriche neoparnassiane, da lui profondamente avversate.\u003cbr\u003ePoesia riflessiva, levigata, lucida, ma anche torrenziale e onirica, poiché il poeta avverte il bisogno di esplorare tutte le dimensioni dell’essere, anche quelle che sfuggono ad una percezione immediatamente e riduttivamente razionale. È per questo che egli, come si è visto, sfugge all’incasellamento automatico nelle linee di rigore e disciplina della Generazione del ‘45. Lêdo Ivo sente che il mondo è anche inquietudine, trasalimento, sogno. Si colloca, in questo modo, agli antipodi dell’altro grande poeta nordestino, João Cabral de Melo Neto, l’ingegnere del verso che traccia con riga e compasso ogni libro. “Tutto in noi è mistero”, afferma invece Lêdo Ivo .\u003cbr\u003eSotto la luce più viva e diafana si nascondono le ombre e negli anfratti vivono le creature rifiutate da un mondo che rifugge il dolore, la vecchiaia, la malattia, la morte. Possiamo definire la sua una “poetica della scoria”, che recupera e cinge nel canto anche le cose e gli esseri bizzarri, grotteschi, deformi, imbruttiti nel loro abbandono e nella loro solitudine, sia che si tratti di relitti di navi sia che si tratti di alienati nei manicomi o di ubriachi e vecchi sulle panchine delle piazze.\u003cbr\u003eLêdo Ivo è poeta antitetico, del chiaro e scuro, del vasto e angusto, dell’alto e basso, del sordido e puro. È aspro e tenero ad un tempo, ossessivo nelle sue immagini che si rincorrono e ci riportano sempre a quel nucleo di consunzione e dolore che è dentro la coscienza offesa dell’uomo. La poesia è allora intesa come superamento dei limiti, diluizione dei confini, luogo in cui gli opposti possono convivere.\u003cbr\u003eMa se la poesia è lo spazio dell’essere, è il luogo d’esilio dalla realtà tragica di ogni giorno, essa non ci allontana dal quotidiano, non ci distoglie dal mondo. Attraverso di essa, anzi, noi ci avviciniamo di più alla pienezza della realtà effettuale, per vederla in tutti i suoi contorni, penetrarla con tutti i sensi. È in questo modo che la poesia di Lêdo Ivo è anche quotidiana e sociale, attenta ai grandi problemi del Brasile, all’ingiusta distribuzione delle ricchezze derivata da una concentrazione e polarizzazione di reddito tra le più alte nel mondo.\u003cbr\u003eAfferma la studiosa Lúcia Helena che la presenza del quotidiano in Lêdo Ivo indica una frattura, una “contraddizione fra l’eterno e l’effimero, un’ansia di vivere il presente, di allargare le sue frontiere, ora vivificando il passato, ora anticipando il futuro, ma sempre denunciando la precarietà degli uomini, intrappolati nel sogno di infinito e di eternità” .\u003cbr\u003eC’è nella sua poesia una visione negativa della vita e del tempo, come lenta e dolorosa perdita, consunzione inesorabile che accomuna esseri viventi e cose nello stesso destino. Da qui forse il suo tentativo di annullare la linearità e la successione del chrónos, il dare spessore agli oggetti scartati, il soffermarsi su animali infimi, come formiche e molluschi, l’abbracciare nel suo essere-qui-ora tutto ciò che egli ha vissuto e vive con partecipazione commossa. Pure il genere umano è visto con sguardo pungente, critico, che denuda l’indifferenza e il cinismo con cui gli uomini spesso scrutano il dolore altrui e il male di cui sono frequentemente la causa. Una visione – la sua – che smaschera i falsi umanitarismi di coloro che, in un pietismo ambiguo, non possono non notare che i “poveri puzzano” .\u003cbr\u003eLa poetica di Lêdo Ivo è immanente ma vi convivo realtà e memoria con una tale intensità e concrettezza da darci l’impressione che esse siano la stessa cosa. Si è cercato qui di rilevare il nitore e la materialità di queste parole che aderiscono all’essere, che graffiano il sangue, con le quali il poeta recupera e rivela il suo paese – l’eccessivo, pungente Brasile, di cui il Nordeste è emblema – e che si radicano anche nella coscienza di ogni lettore per quel che hanno di assoluto, di ecumenico e di universale:\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cbr\u003eEste é o meu lugar, entranhado em meu sangue\u003cbr\u003ecomo a lama no fundo da noite lacustre.\u003cbr\u003eE por mais que me afaste, estarei sempre aqui\u003cbr\u003ee serei este vento e a luz do farol\u003cbr\u003e“Questo è il mio luogo, penetrato nel mio sangue\u003cbr\u003ecome il fango in fondo alla notte lacustre.\u003cbr\u003eE per quanto mi allontani, sarò sempre qui\u003cbr\u003ee sarò questo vento e la luce del faro”\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cbr\u003eE in questo suo luogo di poesia, di luci e di ombre, entriamo anche noi lettori alla ricerca di una casa comune, giacché, come afferma Antonio Prete, tradurre è come accogliere in casa un ospite. E se la casa è “disadorna” e talvolta “inappropriata”, per quel che di una poesia – connaturata alla lingua in cui fu generata – si perde, “da sempre nell’ospitalità quel che conta è il tempo-spazio di un ascolto, la convivialità di un colloquio” . Così sia anche per Lêdo Ivo, in questa casa in cui lo invitiamo a entrare, con tutti i suoi teneri e disperati vivi e morti che ci guardano, ci chiamano, ci chiedono di raggiungerli nel tempo-spazio della memoria e della realtà.\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\"\u003e\u003cb\u003e\u003c\/b\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cb\u003eVera Lúcia de Oliveira\u003c\/b\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"Footer\"\u003e\n\u003cdiv class=\"Footer\"\u003e\n\u003cdiv id=\"L59\" class=\"block file footeraddresssocial\"\u003e\n\u003cdiv class=\"footadrsoc\"\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914075973,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-17_195235.jpg?v=1723929234"},{"product_id":"lo-stato-dei-luoghi","title":"Lo stato dei luoghi (esaurito)","description":"","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914108741,"sku":"","price":1.5,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/c8ea5882-4e60-4966-bcde-15eb45242644.jpg?v=1724309590"},{"product_id":"percezione","title":"Percezione","description":"\u003cp\u003e\u003cspan\u003eDal tempio del consumismo allo zapping, dai nuovi dèi del supermercato ai \"lacerti\" dei canali televisivi. Alberto Mori torna a colpire. A provocare. A donare emozioni. Lo fa allargando gli orizzonti, dilatando i confini della \"percezione\". Lo fa con immagini shock che rivelano un'umanità lacerata, dissociata, capovolta. Lo fa da attento \"testimone\" del nostro tempo, un testimone che ha il coraggio di guardare \"oltre\", di aprire dei varchi alla ricerca di un'umanità perduta.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSiamo lontani dalle origini: dalla ricerca esistenziale, dal viaggio dentro se stesso nel tentativo di definire il suo \"io\", dalla fuga dal mondo delle \"apparenze\", delle mode, della politica, dello spettacolo alla riscoperta della sua ricchezza interiore. Siamo lontani dalla folgorazione di Rimbaud, l'artista maledetto che ha stregato generazioni di poeti. Lontani dall'autoreferenzialità. Alberto Mori è ormai da tempo alla ricerca dell'uomo d'oggi, dei suoi \"luoghi\". Un lungo percorso approdato ai nuovi santuari in cui tutto è mercificato - anche il linguaggio -, in cui si consuma \"tutta la vita\", in cui l'uomo si trasforma in \"sepolcro imbiancato\", in cui gli \"idoli\" - che non vedono, non parlano... - sono destinati a rendere i consumatori simili a sé (\"Iperpoesie\", 1997) e che oggi si materializza in \"Percezione\". Una raccolta provocatoria dalle immagini \"forti\", dagli audaci accostamenti tra reale e irreale, dalle inquadrature fulminee. Una raccolta che getta luce sui \"lacerti\", sui \"frammenti\" in cui si è ridotto l'uomo contemporaneo, sul gioco di rimozione con cui il margine è stato spostato al centro, il secondario al primario. Una raccolta che culmina nella poesia sperimentale costruita con lo zapping: un montaggio di frammenti catturati dai più diversi canali televisivi (anche stranieri). Una raccolta che è una testimonianza.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eNessun urlo. Nessun ribellismo di maniera. Nessun gesto plateale di denuncia. La denuncia presuppone delle certezze. Ma Alberto Mori non ha certezze da vendere. Non ha \"rivelazioni\" di sorta. È solo \"testimone\": il testimone di una umanità che sta smarrendo se stessa.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003ePossiamo parlare di un testimone della \"verità\"? Non è il caso di tirar fuori termini troppo impegnativi. Il poeta - è vero - ha avuto questo riconoscimento da intellettuali di grande livello. Vi è chi, addirittura, è arrivato a considerare l'arte come l'unico canale di accesso all'Intero, alla Verità - cioè - che coincide con la Totalità. Si tratta di cliché che hanno fatto il loro tempo. Viviamo in un'epoca in cui sono letteralmente crollati tutti gli \"assoluti\", tutti i punti di riferimento. Il poeta non ha verità come non le ha lo scienziato che ha preso consapevolezza della fragilità della sua ricerca. Come non l'ha il filosofo che, pure, in non poche stagioni culturali si è ritenuto il possessore della verità. Se vogliamo rubare una fortunata espressione di un guru di fine secolo, possiamo dire che \"Dio è morto\". È morto per tutti. Anche per i poeti. Il poeta non ha alcuna \"ispirazione\", né divina né soprannaturale. Non ha canali privilegiati che lo distinguano dal resto dei mortali. È un mortale che vive tra i mortali. Qual è, allora, il valore della sua testimonianza? Il valore di un'opinione tra le tante? Il mondo degli umani è certamente costituito da \"opinioni\" (il sapere - il sapere in senso pieno - non appartiene all'uomo). Ma questo non significa che le opinioni abbiano lo stesso valore, che siano indistinguibili come nella hegeliana notte in cui tutte le vacche sono nere: vi è il punto di vista di chi è tuffato nel quotidiano, vi è quello dello scienziato e vi è quello del filosofo... I più, assorbiti da mille occupazioni, non hanno tempo o non hanno voglia di riflettere o, addirittura, temono il terremoto esistenziale che potrebbe scaturire dallo stesso pensare. Del resto, nella convulsa vita di oggi, vi è ben poco che possa stimolare la riflessione: gli uomini sono letteralmente regolati da una pioggia di messaggi pubblicitari. Siamo di fronte ad una sorta di nuova religione, a nuovi \"dèi\" creati dal Potere economico. Una nuova religione che - come ogni altra religione - dà un senso \"forte\" alla vita, al mondo, ma che - a differenza delle altre - non provoca angosce, non minaccia castighi ultraterreni: promette il paradiso a tutti, un paradiso in qualche misura \"platonico\" incarnato dalle \"immagini\" artefatte dei mass-media. E il Potere non ha nulla di personale: non è un \"grande fratello\", non è un \"grande vecchio\" che decide le sorti degli uomini. È un \"sistema\" (che risponde, naturalmente, a corposi interessi): il sistema fondato sulla libera concorrenza che oggi sta conquistando l'intero Pianeta grazie alla sua \"razionalità\", ai suoi effetti benefici determinati dalla provvidenziale \"mano invisibile\". Un sistema che oggi sta omologando tutti con i suoi \"feticci\", con i suoi sempre nuovi status symbol, con i crescenti bisogni artificiali che induce.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eVi è, tuttavia, chi si ribella: chi ha tanta innocenza da dire \"il re è nudo\", chi non se la sente di vendere la sua \"anima\" al demonio, chi si rifiuta di inginocchiarsi ai nuovi dèi e perdere la propria ricchezza interiore. Tra questi i \"poeti\". Costoro, anzi, sono in qualche misura avvantaggiati rispetto a tanti altri: grazie al loro viaggio interiore, alla dimestichezza che hanno con le emozioni, alla \"sensibilità\" che hanno affinato, alle \"antenne\" che hanno sviluppato, avvertono - forse prima di altri - la pericolosità del sistema, l'inferno dietro l'Eden promesso, la rapina dell'uomo dietro la grande abbuffata offerta. E Alberto Mori è sicuramente tra questi: un poeta che da tempo svolge il ruolo socratico di \"tafano\", del pungolatore, del provocatore. Lo fa con immagini-lampo.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLampi che trafiggono: \"Un totogol come un'avventura medievale\/del Santo Graal\/fino ad un'unione mistica\/in una ricevitoria incantata\"; \"La risposta personificata comincia a camminare\/Un profeta che scende la montagna al tramonto\/ed entra nell'identità con il mondo\/certo che quest'ultimo l'ha abbandonato.\" \"Il mendicante nero.\/Il pesco fiorito.\/le foglie ormate\/dal calpestio sull'asfalto.\"; \"Lo spot sarà griffato dalla luce,\/poi patinerà il gioiello elegante.\/Ci allontaneremo con bellezza e coscienza\/in sicuri abitacoli asonori\/scansando gli extracomunitari ai semafori.\"; \"Un biberon Kossovaro.\/Un errore di ventun morti\/sulla vetrina degli abbonati.\"; \"Noi siamo tarpati con le mani in tasca,\/angeli ubriachi guardiamo dalla finestra\/fatti sapori biondi nel Veuve Cliquot.\"; \"Cuociono il cibo all'aperto davanti al furgone.\/Le automobili sono incidentate e hanno targhe misteriose.\/Le bambine hanno monete nelle mani sporche e\/implorano con nenie insistenti agli incroci.\"; \"È vecchia, con un cappotto rosso.\/Non sa contare il denaro.\/Non sa cosa sia la differenza\/ o l'indifferenza. \/Lei stessa o gli altri,\/ ma lo spazio per chi lo vede\/ è soltanto di sua esclusiva interpretazione.\/Un luogo che comincia e finisce\/ in un buco della mente\".\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eImmagini di straordinaria efficacia: \"Il paracadute terrestre appeso ad una stella\"; \"I pugni che stringono le code dei pesci\/fermi in stasi parallela\/fra la costellazione e l'universo\"; \"Le due lampade abbracciate ad un semaforo cieco\"; \"Nel cosmo si allarga\/la camicia Hawaiana dell'obeso.\/Lo scoiattolo si spancia dalle risate.\"\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eImmagini surreali: \"Un treno con la rotaia in bocca entra\/nella lontananza\"; \"La pedalata di un cavallo in sella al proprio sogno\"; \"L'ala dell'aereo decapita\/il monumento luminoso\/di una chitarra elettrica.\"; \"sono una formica digitale.\/Sto trascinando un chicco di riso analogico\".\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSi tratta solo di qualche assaggio catturato qua e là.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\"Percezione\" è una raccolta straordinariamente ricca. Ricca anche di colpi di scena, di immagini del tutto imprevedibili. Una raccolta capace pure di regalare - a chi si pone in ascolto - emozioni intensissime.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003ePiero Carelli\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914141509,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Foto_2024-08-21_094804.jpg?v=1724226761"},{"product_id":"in-diretta-dal-braccio-della-morte","title":"In diretta dal braccio della morte","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eMumia Abu Jamal è il più famoso prigioniero politico e condannato a morte negli Stati Uniti. Il libro raccoglie i suoi scritti dal braccio della morte degli anni 90. Tradotto e commentato da \"prigionieri politici\" italiani.\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003ePer molti in Europa la pena di morte è causa di incredulità.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eHo ricevuto innumerevoli lettere, in modo particolare dall’Italia, che esprimono questo senso di profondo stupore.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003ePosso solo sorprendermi della loro sorpresa.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eIn LIVE FRON DEATH ROW tento di esprimere parte di questa orribile realtà americana, dato che scrivo direttamente dalle sue celle della morte.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e– Quali sono le condizioni di vita? – - chiedono alcune lettere.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e– Quali sono veramente – chiedono altre.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eIl libro risponde a queste ed altre domande.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eEsso rivela il sottosuolo che è il complesso industria-prigione che sta crescendo mentre l’economia americana si sposta oltreoceano.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eÈ un racconto veritiero, e spesso doloroso, di come appare l’America se guadata dal basso verso l’alto – una terra non di promessa ma di minaccia di morte; una terra lacerata da razza, classe, ricchezza, potere.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSi può solo sperare che le società europee non seguano la strada dei loro cugini americani e non istituiscano di nuovo la pena di morte.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003ePer questo, hanno ben ragione di essere orgogliose.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCiao\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLong Life John Africa\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cb\u003eMUMIA ABU-JAMAL\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914174277,"sku":"","price":12.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/in-diretta-dal-braccio-della-morte-jpg-eventi-dettaglio.png?v=1706386176"},{"product_id":"chiapas-la-questione-indigena","title":"Chiapas. La questione indigena (esaurito)","description":"","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914207045,"sku":"","price":6.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-21_090700.jpg?v=1724225018"},{"product_id":"andre-breton-ad-haiti","title":"Andrè Breton ad Haiti (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eIl racconto di un grande protagonista della poesia haitiana dell'evento culturale e politico del 1945: il viaggio compiuto di André Breton ad Haiti.\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914239813,"sku":"","price":1.5,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-18_073312.jpg?v=1723991491"},{"product_id":"peter-szondi-la-storia-le-forme-lunita-della-parola","title":"Peter Szondi. La storia, le forme, l'unità della parola","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eUn'ampia scelta dalle lettere di Peter Szondi è stata pubblicata nel '93 a Francoforte per Suhrkamp, curatori Christoph König e Thomas Sparr. Dedicato a Szondi, l'anno seguente, in primavera si è tenuto un incontro di studi, nell'Aula delle mura greche dell'Istituto Universitario Orientale. Le due occasioni sono all'origine di questo libro. I saggi di Eberhard Lämmert, di Gert Mattenklott, di Christoph König e di Thomas Sparr, provocati in qualche modo dalla pubblicazione francofortese, sono qui raccolti insieme con gli interventi degli studiosi italiani che hanno preso parte alle giornate di studio napoletane.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLo ha reso possibile Elena Agazzi, germanista, che prima in Italia, e in Europa, a Szondi ha dedicato una monografia.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eIn Germania la pubblicazione delle lettere ha offerto l'occasione per un ripensamento complessivo dell'opera di Szondi e ha anche fornito materiali di riflessione sulla situazione degli intellettuali nei tardi anni '60. Dall'intreccio di questi motivi con momenti della vicenda personale dello studioso risulta il profilo a più voci che qui Lämmert e Mattenklott, König e Sparr disegnano di Szondi. Il tratto che concisamente lo compone si trova in apertura del libro, nelle parole di Karl Pestalozzi riportate da Lämmert. Riserbo, Diskretion è la parola che di Szondi commette la vita e l'opera. \"Parlava volentieri degli altri e conosceva molte storie, ma di se stesso non rivelava mai nulla. Non si veniva a sapere certamente da lui che a quindici anni era stato in campo di concentramento, dal quale si era salvato per il rotto della cuffia. La discrezione con la quale proteggeva la sua vita privata dipendeva senz'altro dal fatto che rifiutava di intendere la sua persona come qualcosa di separato dalla sua attività scientifica\".\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003ePrecedeva di poco l'incontro di Napoli la ristampa per Einaudi della Introduzione alla ermeneutica letteraria presentata, come la prima, da Giorgio Cusatelli. Altre traduzioni da Szondi sono seguite. Nel '95 Antico e moderno nell'era di Goethe, con introduzione di Remo Bodei promosso dall'Istituto italiano per gli studi filosofici, per Guerini e Associati; recentissimo per Einaudi il Saggio sul tragico, introdotto da Sergio Givone. Sta a significare questa fortuna szondiana una ripresa d'interesse per la Teoria critica, della quale Szondi a Berlino rappresentò l'autorevole sponda filologica? La provoca una rinnovata attenzione alla attività scientifica, alla sua dimensione pubblica, alla organizzazione delle discipline? La vicenda accademica di Szondi offre eccellenti motivi di riflessione. Per Giorgio Cusatelli, che dapprima con Cesare Cases lo ha fatto conoscere in Italia, è uno sconfortante eclettismo a far da sfondo a questo secondo tempo della fortuna italiana di Szondi.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eNel suo intervento Cusatelli indica il nucleo ora utilizzabile di Szondi in quella più libera relazione con le opere e con temi non soltanto tedeschi inaugurata con il saggio su Diderot, e insieme nella richiesta di rivalutazione del nucleo sociologico presente nella sua lezione. L'indice storico che un'opera reca non si lascia cogliere ponendo la storia nelle opere, ma cercando la storia in esse, questa cognizione già metteva Szondi al riparo da una sociologia dogmatica, e dava una inflessione caratteristicamente conoscitiva alla sua ermeneutica. Le distinzioni di Cusatelli, che non manca di segnalare tratti monumentali nell'opera di Szondi mirano a promuovere e raccomandano forme d'attenzione nell'esercizio critico, una rinascita morale, capace di rompere la soffocante cappa della estetologia nostrana: in Szondi, nell'intellettuale e nella sua opera, si troveranno argomenti per premunirsene.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSe e come queste indicazioni siano già all'opera nei contributi italiani qui raccolti, chi legge potrà giudicare. Essi sono orientati su temi e motivi particolari della materia szondiana. Non ultimo Hölderlin. E i materiali dell'Antigone di Hölderlin, alla sua prima esecuzione in Italia, \"mise en oeuvre\" da Lenz Teatro, alla Galleria Toledo, la sera fra le due giornate di studio, chiudono la sezione degli italiani. Per dare da ultimo la parola a Szondi, negli ampi passaggi dalle lettere riportati da Lämmert e König.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eNon poté essere ospite dell'incontro, come avremmo voluto Giancarlo Mazzacurati. Lo ricorderò qui per un aspetto. Nel fondare presso la Freie Universität berlinese l'Institut für Allgemeine und Vergleichende Literaturwissenschaft, Szondi si riprometteva un superamento delle filologie distinte su basi nazionali, a favore di un'attività di ricerca e di apprendimento riferita alle diverse culture europee messe a confronto fra loro. Una novità negli studi comparatistici. Ciò cui Szondi mirava, è lezione esemplare nei lavori che Giancarlo Mazzacurati ci ha lasciato.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCome un buon auspicio per gli orientamenti comparatistici presenti nella Facoltà di Lettere dell'Orientale, Mario Agrimi salutò i lavori napoletani su Szondi. A lui va il grazie per avere incoraggiato e reso possibile quell'incontro e questo volume. A lui, e ai colleghi del Dipartimento di filosofia e politica, per questa impresa che non è più mia che di Giulio Raio, il quale in Szondi ha trovato un prezioso punto di riferimento per i suoi studi sull'ermeneutica e la simbolica, oltre che di Elena Agazzi. E ancora grazie a chi poco o punto pagato ha dato la sua collaborazione: Michela Lo Presti per le traduzioni, Adriana Macaro per l'organizzazione del convegno, Eugenia Gagno per l'indice dei nomi e il controllo delle bozze. A Raffaella Marzano e Sergio Iagulli, infine, che con Szondi aprono la Multimedia Edizioni alla saggistica.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cb\u003eGiovanni La Guardia\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914272581,"sku":"","price":12.5,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-21_091734.jpg?v=1724224982"},{"product_id":"mondializziamo-la-resistenza-dossier-per-conoscere-il-g7","title":"Mondializziamo la resistenza! (Dossier per conoscere il G7) (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eUno strumento di pensiero critico, una testimonianza dell'esistenza di saperi di opposizione, accomunati dal rifiuto dell'idea stessa che un manipolo di paesi, specie se ricchi e potenti, si arroghino il diritto di decidere le sorti del mondo intero, determinando come debbano vivere interi popoli. Non solo, ma se devono sopravvivere o no\"\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003cstrong\u003eISTANT-BOOK DEL CERCHIO DEI POPOLI\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003eInediti di:\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eDavid Barkin, Tissa Belasuriya, Walden Bello, Shea Cunningham, Bill Rau, Humberto Campodonico, Francois Houtart, Sohail Inayatullah, David Korten, Rosario Nasti, Felice Pignataro, Salvatore Minolfi.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914305349,"sku":"","price":8.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/foto074.jpg?v=1706378467"},{"product_id":"in-parata-con-i-veterani-delle-guerre","title":"In parata con i veterani delle guerre \"straniere\". (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eUna piccola raccolta di una delle voci più importanti rappresentative ed autorevoli della scrittura nativa nordamericana.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003eCarter Revard\u003c\/b\u003e\u003cspan\u003e è nato a Pawhuska, in Oklahoma nel 1931, ed è un nativo americano di ascendenza Osage. Dopo aver studiato all’Università di Tulsa, ad Oxford e a Yale, ha intrapreso l’insegnamento universitario presso la Washington University di St. Louis.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eHa insegnato anche all’Amherst College, University of Tulsa e all’Università dell’Oklahoma. È andato in pensione nel 1997. Oltre che su riviste letterarie, le sue poesie sono state raccolte in tutte le principali antologie di poesia indiana contemporanea e nei volumi \"Ponca War Dancers\" (1980), \"Cowboys and Indians\", \"Christmas Shopping\" (1992) e \"An Eagle Nation\" (1993), \"Family Matters\", \"Tribal Affairs\" (1998) (una raccolta di saggi pubblicata dalla University Arizona Press. Recentemente, sempre la University Arizona Press, ha pubblicato la sua autobiografia \"Winning the Dust Bowl\".\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eViene considerato uno dei più importanti ed autorevoli scrittori nativi americani. In Italia le sue opere sono state raccolte nell’antologia \u003cem\u003eLe parole nel sangue\u003c\/em\u003e (Mondadori), \u003cem\u003ePiste perdute, piste ritrovate\u003c\/em\u003e (Jaca Book).\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914633029,"sku":"","price":2.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Ricevuta_2024-08-21_101002.jpg?v=1724227906"},{"product_id":"viaggio-al-monte-tamalpais","title":"Viaggio al Monte Tamalpais (esaurito)","description":"\u003cp\u003e«Una volta davanti ad una telecamera mi hanno chiesto: \"Qual è la persona più importante che lei ha conosciuto?\" e ricordo di aver risposto: \"Una montagna\". Ho scoperto così che Tamalpais era al centro stesso del mio essere.» (Etel Adnan)\"Viaggio al Monte Tamalpais\" è un riflessione sulla natura# sull'arte e sulle relazioni tra esse, saggio che fluisce tra poesia e prosa. È la descrizione di un esperimento estetico ed esistenziale \"vivere con la montagna e con un gruppo\". È un viaggio di scoperta# di analisi# di conoscenza# un cerimoniale. Leggere il libro è come entrare a far parte di un rituale# di quell'esperimento# e di quella realtà magica. Iniziazione pericolosa# a cui sottoporsi con cautela e rispetto.I disegni completano il viaggio# forti della certezza della Adnan che affida alla pittura un ruolo fondamentale nella conoscenza \"i pittori hanno un sapere che va oltre le parole.(...)«Quando dipingi un acquerello sai come si sente il mare# all'inizio del giorno# in prossimità della luce». (Etel Adnan)\"Ci sono libri che creano la magia nella nostra vita\" ha scritto Sherey Beniker# riuscendo a percepire \"la meraviglia di essere trasformati dalle parole di un libro. (...) Viaggio al Monte Tamalpais# come lo I-Ching# apre alla saggezza ad ogni pagina\".Sogni# conversazioni# riflessioni# osservazioni quotidiane# ricordi# miti indiani# citazioni di astronauti#pagine di diario# brandelli di libri# sono solo alcuni degli ingredienti che Etel Adnan ha utilizzato nella sua originalissima e frammentata scrittura. Parla di Klee# naturalmente di Cezanne e Hokusai e delle loro montagne# di Dürer. Tamalpais è una navicella spaziale# un grande fungo bianco# lo straordinario miracolo della materia# la Vecchia Donna# l'ago della bilancia.\"Etel Adnan è un genio della Percezione che ha fatto un pellegrinaggio e ci ha portato una rivelazione\".\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914665797,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/3aa010d0-95aa-4e82-a1a1-83833e110a5a.jpg?v=1724309632"},{"product_id":"crescere-per-essere-scrittrice-in-libano","title":"Crescere per essere scrittrice in Libano (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eLa breve ed intensa biografia \"Crescere per essere scrittrice in Libano\" (Growing Up to be a Woman Writer in Lebanon) è stata presentata al primo meeting della Associazione of Middle Eastern Women's Studies nel corso del convegno annuale della American Eastern Studies Association a Boston. In seguito è stata pubblicata nell'antologia \"Opening the Gates\", Virago Press Londra, 1990.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914698565,"sku":"","price":3.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-21_1003162.jpg?v=1724227654"},{"product_id":"miei-cari-vivi","title":"Miei cari vivi","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eCarlos Nejar, è una delle grandi voci della poesia brasiliana. \"Proficuo come poeta, generoso come intellettuale, la poesia per lui è il dono più caro e per noi è il pegno più gradito. E questo libro è un altro appello toccante rivolto a tutti coloro che non sono completamente inquadrati in un sistema che non rispetta l'individuo, ai non violenti, a coloro che credono e sognano, affinché abbiano il coraggio di corrodere l'indifferenza e l'apatia, il coraggio di porsi domande e di agire, anche se questo è un processo difficile e doloroso. \u003cem\u003eMiei cari vivi\u003c\/em\u003e è un libro pieno di speranza e di partecipazione, uno di quelli di cui tanto abbiamo bisogno in tempi di tedio e morte delle utopie\".\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914731333,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/miei-cari-vivi.jpg?v=1706341969"},{"product_id":"volevo-che-voi-lo-sapeste","title":"Volevo che voi lo sapeste","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eLe poesie raccolte in questo volume propongono una selezione da più di 50 anni di scrittura e rappresentano un vero viaggio nel corpus poetico di Jack Hirschman. Dagli anni '50, dove, pur nell'originalità della scrittura, sono riscontrabili le influenze giovanili, le letture dei primi anni (Crane soprattutto) e la tendenza a una scrittura creativa e sperimentale (si è laureato con una tesi su Joyce), si prosegue nelle decadi successive dove emergono i temi e gli strumenti letterari, culturali e politici fondamentali per il grande poeta statunitense (il surrealismo, la cabala, la cultura yiddish, Mayakovsky, Hemingway, Artaud, Ginsberg, il jazz, la generazione beat, il comunismo).\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eFondamentale l’incontro con il marxismo e l’impegno politico e la conseguente capacità di commuoversi e di partecipare concretamente alle povertà e ai disagi dei più deboli nelle periferie degradate dell'impero o in qualsiasi altra parte del mondo. I testi più apertamente politici, si affiancano a bellissime poesie d’amore (per le donne della sua vita, per la madre, per gli amici più cari), conservando un’inaspettata e originale unità. Molte le poesie dedicate alla vita di strada e alla umanità varia che la frequenta, rapidi bozzetti nei quali entrano i protagonisti dell’“incubo americano”, un’umanità esclusa, dolente e sofferente nel cuore dell’opulento occidente. Avvicinandoci ai nostri giorni la scrittura di Hirschman è sempre più libera, più creativa e i temi contemporanei a lui più cari si evidenziano, si espandono, esplodono in invenzioni limpidissime. L’irruzione nel nuovo millennio è vista e descritta come una sorta di furente colpo di coda di una civiltà occidentale in agonia, senza controllo e in preda ad una arrogante frenesia autodistruttiva. Dopo il crollo dei muri e dell’altro impero, Hirschman non può esimersi dal gridare con forza il suo sdegno e la sua rabbia per le persistenti ingiustizie del mondo, continuando però ad avere fiducia negli uomini e nella poesia.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914764101,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/LibroJack2004.jpg?v=1706366983"},{"product_id":"the-arcanes","title":"The Arcanes","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eL'Opus Magnum del grande poeta americano Jack Hirschman. 126 lunghi componimenti, 35 anni di lavoro. Un'opera che fa la storia della poesia. Tutta in americano. \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eThe Arcanes\u003c\/em\u003e represent, in Jack Hirschman’s vast poetic production, a fundamental and extraordinary element, the most advanced point of his questing. It comprises 126 long and orchestrated compositions, collected from more than thirty years of a particular poetic inquiry, which ground the political engagement and social themes, ever present in his poetry, with stormy leaps of mind, heart and soul, and personal events and references.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eThe volume is presented in its chronological development from 1972 to 2006, encompassing its entire output. In these works, fragments of poetic insight explode, from which the themes and images engaged by the poet emerge, which knowingly fuse reality with metaphysics, actuality with the memory of the past.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eOne will find here all his poetic bounty: his cultural references and his extraordinary capacity as a poet of kabbala, yiddish culture, surrealism, neologistic invention, the solemnity of the sacred, eros in contradistinction to pornography, and his obsession with the awful images of the holocaust and with the horrors of fascism old and new. The faces of David, Nellie, Shupsl, Allen, Pasolini, Kaufman and Olson seem superimposed and fused, meeting and encountering each other, and personal and “political” grief and joy flow into one another in this extraordinary poetry in which compassion and the pietas reach the highest summits.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eThe Arcanes\u003c\/em\u003e look at the life and at history, at the happenings and changes in the contemporary world, at the decline and agony in western civilization, at the role of new systems of communication, at the struggles of the new movements, at the horrors of wars that are never just. But Hirschman always succeeds in giving a sign of hope, confident as he is in human beings and above all in poetry.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eWe joyously welcome the publication of \u003cem\u003eThe Arcanes\u003c\/em\u003e of Jack Hirschman in their entirety.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914927941,"sku":"","price":50.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/copertina_529648cf-cb81-460d-81ab-5c61afb723d3.jpg?v=1706366635"},{"product_id":"the-arcanes-special-edition","title":"The Arcanes (Special Edition)","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong data-mce-fragment=\"1\"\u003eL'Opus Magnum del grande poeta americano Jack Hirschman. 126 lunghi componimenti, 35 anni di lavoro. Un'opera che fa la storia della poesia. Tutta in americano. Edizioni speciale: contiene una piccola, ma unica, opera d'arte dell'autore.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong data-mce-fragment=\"1\"\u003eThe Opus Magnum of the great American poet Jack Hirschman. 126 long compositions, 35 years of work. A history-making work of poetry. All in American. Special edition: contains a small, but unique, work of art by the author.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eThe Arcanes\u003c\/em\u003e represent, in Jack Hirschman’s vast poetic production, a fundamental and extraordinary element, the most advanced point of his questing. It comprises 126 long and orchestrated compositions, collected from more than thirty years of a particular poetic inquiry, which ground the political engagement and social themes, ever present in his poetry, with stormy leaps of mind, heart and soul, and personal events and references.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eThe volume is presented in its chronological development from 1972 to 2006, encompassing its entire output. In these works, fragments of poetic insight explode, from which the themes and images engaged by the poet emerge, which knowingly fuse reality with metaphysics, actuality with the memory of the past.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eOne will find here all his poetic bounty: his cultural references and his extraordinary capacity as a poet of kabbala, yiddish culture, surrealism, neologistic invention, the solemnity of the sacred, eros in contradistinction to pornography, and his obsession with the awful images of the holocaust and with the horrors of fascism old and new. The faces of David, Nellie, Shupsl, Allen, Pasolini, Kaufman and Olson seem superimposed and fused, meeting and encountering each other, and personal and “political” grief and joy flow into one another in this extraordinary poetry in which compassion and the pietas reach the highest summits.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eThe Arcanes\u003c\/em\u003e look at the life and at history, at the happenings and changes in the contemporary world, at the decline and agony in western civilization, at the role of new systems of communication, at the struggles of the new movements, at the horrors of wars that are never just. But Hirschman always succeeds in giving a sign of hope, confident as he is in human beings and above all in poetry.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eWe joyously welcome the publication of \u003cem\u003eThe Arcanes\u003c\/em\u003e of Jack Hirschman in their entirety.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914960709,"sku":"","price":100.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/copertina_5daf6001-0304-4c54-98ea-d3f753deed35.jpg?v=1706366951"},{"product_id":"epigrammi-romani","title":"Epigrammi romani","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eSinan Gudžević è ormai una leggenda. Nelle letterature dei Balcani, della Mitteleuropa e del Mediterraneo non c'è nessuno che anche minimamente possa essere paragonato a Sinan. Sinan è un unicum, un originale. Sinan è una particolarità sui generis. (Boris Novak)\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eSinan Gudžević è ormai una leggenda. Nelle letterature dei Balcani, della Mitteleuropa e del Mediterraneo non c'è nessuno che anche minimamente possa essere paragonato a Sinan. Sinan è un unicum, un originale. Sinan è una particolarità sui generis.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eI fautori dogmatici del concetto di identità – etica, religiosa, ideologica o qualsiasi altra – credono che l'identità sia esclusiva e monolitica. L'esempio di Sinan dimostra proprio il contrario: la paradossale verità di come l'identità sia molteplice, aperta e fluida. Anche l'originalità di Sinan non è una qualità che rappresenti una critica della tradizione in senso avanguardistico, al contrario, essa è il più nobile risultato, il fiore della tradizione. La parola tradizione nel caso di Sinan dobbiamo usarla al plurale: le tradizioni.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eBoris A. Novak\u003c\/em\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eSinan Gudžević è uno dei rari poeti contemporanei che unisce una vasta cultura moderna a una profonda cultura classica, prevalentemente greco-latina. Questa fusione dà alle sue poesie un’impronta straordinariamente originale... La sua poetica è radicata formalmente nell’epigramma, quel genere letterario, ormai quasi abbandonato, e stilisticamente in un uso molto esigente della litote e della pointe. Nei suoi versi in poche parole egli esprime un mondo, tutto suo, che si innesta poi nel nostro mondo comune.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003ePredrag Matvejević\u003c\/em\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eScritti in distici elegiaci e caratterizzati dal virtuoso gioco musicale reso dall’inconsueta fusione di arcaismi e neologismi e dalle rime ed assonanze interne, per la loro qualità ritmica, questi epigrammi sono una vera e propria maestria linguistica. Gudžević prende in prestito il tono dei grandi classici per commentare la quotidianità della Roma odierna, vista dagli occhi di un immigrato che porta in tasca il passaporto di un Paese distrutto dalla guerra.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eAsmir Kujović\u003c\/em\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eProprio per la sua bravura di gioco sia nella «cucina linguistica» che nel mondo totalizzante degli stimoli a prima vista incompatibili e, allo stesso tempo, la sua consueta dedizione alla cosiddetta poetica del concreto, Sinan Gudžević ha veramente segnato il goal sul suolo italico! In questa occasione non resisto a non citare due dei suoi brillanti epigrammi calcistico-esistenziali da questo libro, il 75 e il 77. Se l’abile giocatore di calcetto Sinan avesse giocato per il Partizan contro la Roma, ci sarebbe forse stata qualche probabilità di batterla.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eIgor Lasić\u003c\/em\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eGudžević sta componendo e sillabando i suoi epigrammi con la più severa disciplina del metro classico, del distico elegiaco. Gli esametri e i pentametri gli scorrono armoniosamente e il rigore del distico gli offre l’obbligo e la possibilità di esprimere in modo estremamente conciso quello che ha da dire, tendendo sempre alla pointe veloce ed efficace.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eTonko Maroević\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914993477,"sku":"","price":12.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/EpigrammiRomani.jpg?v=1706340714"},{"product_id":"quadreria-dellaccademia-e-altre-poesie","title":"Quadreria dell'Accademia e altre poesie","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eDi Alfonso Gatto sembra resistere in Giancarlo Cavallo la tensione morale della poesia come mostrano i poemetti \u003ci data-mce-fragment=\"1\"\u003eSarai Sarajevo\u003c\/i\u003e e \u003ci data-mce-fragment=\"1\"\u003ePoema a matita per Pier Paolo Pasolini\u003c\/i\u003e. Plastici nel loro equilibrio formale, queste due opere offrono l'omaggio a due grandi poeti che, pur distanti tra loro, sono sentiti molto prossimi sul piano dell'etica della poesia: Izet Sarajlic e Pier Paolo Pasolini. (?) Ambedue sembrano da adesso vestire i panni dei lari famigliari con i quali Cavallo vuole ora accompagnarsi \"perché la Storia non è mai finita\" e la poesia può e deve trovare le risposte più appropriate al divenire dell'uomo. (Francesco Napoli)\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e«Il poema occupa una centralità nello sviluppo della poetica di Cavallo. Con la \u003cem\u003eQuadreria\u003c\/em\u003e, infatti, si passa da una sorta di giovanil furore diffuso nella più sciolta e libera forma del poème en prose a una maturata considerazione della misura poematica capace di dare adeguato respiro e illustrazione alla materia. (…) Il verso, come detto, è breve, per lo più pennellato e d’intensa coloritura espressionista. C’è una straordinaria quanto inconsueta plasticità delle immagini sulla quale si fonda la forza evocativa della parola. L’altra materia fondante il tratto pittorico, la luce e il suo battere sulle immagini, si diffonde in un’assimilazione nella quale l’“occhio bramò\/ una fedeltà minuziosa\/ inseguendo\/ la chimera del vero”. (…) ma nella sorpresa della luce riesce a “dar vita\/ in forma di figura”, lontano dall’arte dell’illusione e dell’apparenza, a una riuscita sintonia tra parole e cose. (...) Di Alfonso Gatto sembra resistere in Giancarlo Cavallo la tensione morale della poesia come mostrano i poemetti \u003cem\u003eSarai Sarajevo\u003c\/em\u003e e \u003cem\u003ePoema a matita per Pier Paolo\u003c\/em\u003e \u003cem\u003ePasolini\u003c\/em\u003e. Plastici nel loro equilibrio formale, queste due opere offrono l’omaggio a due grandi poeti che, pur distanti tra loro, sono sentiti molto prossimi sul piano dell’etica della poesia: Izet Sarajlic e Pier Paolo Pasolini. (…) Ambedue sembrano da adesso vestire i panni dei lari famigliari con i quali Cavallo vuole ora accompagnarsi “perché la Storia non è mai finita” e la poesia può e deve trovare le risposte più appropriate al divenire dell’uomo.»\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915026245,"sku":"","price":12.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/copquadrhires.jpg?v=1706301938"},{"product_id":"rosa-mystica","title":"Rosa Mystica","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\"È importante però rimarcare che Josip Osti, quando ha iniziato a scrivere le sue poesie in lingua slovena, ci ha donato un tesoro, un patrimonio che continueremo a scoprire.\" (Igor Divjak). Un nuovo straordinario libro del grande poeta bosniaco che ha deciso di vivere in Slovenia e di adottarne la lingua per meglio scrivere dell'amore e della natura, immerso nel magnifico giardino incantato di Tomaj.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa scrittura ci ha portato lontano dall'origine nel giardino idilliaco di Tomaj dove gli amanti \u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eLa scrittura ci ha portato lontano dall’origine nel giardino idilliaco di Tomaj dove gli amanti si trattengono e, anche se forse apparentemente ci troviamo ancora lì, è sempre più chiaro che ci siamo lasciati ingannare dal misterioso linguaggio poetico dal quale non si vede via d’uscita. Abbiamo dimostrato che dietro la leggerezza intimistica e vitalistica dello stile poetico di Osti si nascondono vortici ontologici magici che si ampliano in un labirinto infinito.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eJosip Osti è bravissimo a rappresentare i complessi stati d’animo, i difficili quesiti esistenziali e le fantastiche visioni poetiche in un modo apparentemente semplice, talvolta persino documentario e aneddotico. Egli uguaglia i motivi fantastici e quelli concreti sullo stesso livello finzionale e quello dello stile poetico, che è apparentemente spesso realistico, e mi sembra che l’etichetta più adeguata della sua poesia potrebbe essere il realismo magico. Ma anche quella è, infine, solo un’etichetta e come tale priva di vitalità. E questo è dopotutto di poca importanza. È importante però rimarcare che Josip Osti, quando ha iniziato a scrivere le sue poesie in lingua slovena, ci ha donato un tesoro, un patrimonio che continueremo a scoprire.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eIgor Divjak\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915091781,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Foto_2024-08-18_132617.jpg?v=1723980587"},{"product_id":"politica","title":"Politica","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eShabtai pone al centro della sua opera la vita privata, svelandola fin nei particolari più intimi, esponendo così la sua intera persona al pubblico. Dal divorzio dalla prima moglie all'intensa storia d'amore con Tanya Reinhart, dai violenti attacchi contro i governanti alle accuse nei confronti dell'establishment letterario israeliano, i temi del privato si uniscono a quelli del politico in un unico corpus poetico. Più spesso è il politico a farsi privato, sfidando non solo lo status della letteratura ebraica, ma anche il senso del pudore, i tabù e le gerarchie della società israeliana in genere.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e*\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa collezione di poesie ebraiche che qui si presenta raccoglie la recente produzione letteraria di Aharon Shabtai, uno tra i maggiori esponenti della poesia politica in Israele. Attento e originale osservatore delle vicende del conflitto israelo-palestinese, Aharon Shabtai è uno degli uomini di cultura in Israele ad avere più apertamente dichiarato il suo dissenso, opponendosi in maniera categorica, attraverso i versi delle sue poesie, all’occupazione israeliana dei Territori palestinesi e alla costruzione del muro di separazione.\u003cbr\u003eEgli è conosciuto in Israele, fin dagli anni Ottanta e Novanta, per la sua poesia erotica, incentrata su una metafisica del sesso e del corpo. In queste composizioni, ordinate secondo brevi frammenti, la personale ricerca delle forme della materialità erotica raggiunge una radicalità, nel linguaggio come nelle ardite immagini evocate, che si ritrova ancor più esaltata nella più tarda produzione politica.\u003cbr\u003eShabtai pone spesso al centro della sua opera la vita privata, svelandola fin nei particolari più intimi, esponendo così la sua intera persona al pubblico. Dal divorzio dalla prima moglie all’intensa storia d’amore con Tanya Reinhart (docente di linguistica e analista politica radicale, recentemente scomparsa), dai violenti attacchi contro i governanti alle accuse nei confronti dell’establishment letterario israeliano, i temi del privato si uniscono a quelli del politico in un unico corpus poetico. Più spesso è il politico a farsi privato, sfidando non solo lo status della letteratura ebraica, ma anche il senso del pudore, i tabù e le gerarchie della società israeliana in genere.\u003cbr\u003eCertamente, sono le violente invettive dell’ultimo Shabtai ad aver suscitato le reazioni più risentite. Molte delle poesie qui raccolte, apparse la prima volta sull’inserto letterario del quotidiano Ha’aretz, hanno causato una serie di lettere di protesta, ed anche minacce di annullamento degli abbonamenti.\u003cbr\u003eNella poesia di Aharon Shabtai, i temi del politico sono affrontati con una ricca gamma di registri, dal satirico al sarcastico, dal sublime al sentimentale, fino al kitsch e al comico. La cronaca del drammatico conflitto tra israeliani e palestinesi emerge attraverso i diversi usi retorici, che l’autore sperimenta con l’intento di mettere a prova la scrittura poetica e calarla sui toni bassi del reale. È in questa operazione radicale e provocatoria che si concentra la carica d’opposizione della poesia di Shabtai.\u003cbr\u003eAl presente di una società fantasma, chiusa a riccio davanti ai pericoli di una guerra totale, Shabtai oppone un’attenzione per l’evento nella sua traumatica, dolorosa essenzialità. Per contro a un dibattito pubblico miope, che sempre più colpevolmente mette in secondo piano la barbarie dell’occupazione, Shabtai si propone in veste di informatore, di educatore e maestro. Come un poeta che, affrontando l’orrore del suo tempo, si guarda allo specchio, e parla al suo popolo.\u003cbr\u003eLe poesie di Shabtai spingono a far riflettere il lettore sugli effetti della logica dell’occupazione israeliana, non solo sulla vita degli oppressi ma anche su quella degli stessi oppressori. Shabtai si chiede come possa esistere ancora cultura, e come possa nascere poesia, in uno Stato che si macchia di crimini efferati, in mezzo a un popolo che soggioga un altro popolo.\u003cbr\u003eLa poesia trova il suo posto nel dissenso: suo dovere è quello di opporsi, denunciare, farsi dunque strumento d’accusa. In questo J’accuse rivolto al suo paese, grande importanza ha la personale esperienza di vita di Shabtai: egli fa continuamente appello ai valori fondanti della società ebraica nata in Palestina e ai principi democratici dello Stato ebraico sorto sul modello socialista.\u003cbr\u003eLe poesie incluse in questa collezione sono state composte sull’onda dei fatti, e pertanto vengono a configurare una sorta di “diario politico” dell’occupazione. L’apparato di note posto in fondo al volume è stato pensato in questo senso, per ricordare al lettore le figure dei politici e la cronaca dei fatti citati dall’autore.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eDavide Mano\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cb\u003e* \u003c\/b\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cb\u003ePrefazione\u003c\/b\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eQuesta raccolta di poesie di Aharon Shabtai esce in un momento per molti aspetti particolare, che può pregiudicarne una fruizione attenta a tutte le articolazioni del discorso poetico e alla ricerca formale, spesso innovativa e disinvolta che l’Autore porta avanti con determinazione, pur affrontando spesso temi di impegno civile che facilmente possono spostare l’attenzione e la sensibilità del lettore nel campo dell’emozione e della drammaticità del messaggio comunicato.\u003cbr\u003eLa pesante, difficile particolarità congiunturale, determinata sia dall’iniziativa politica e sia dal comportamento internazionale dello stato di Israele – l’ambito sociale dove si sviluppa quotidianamente l’attività del poeta – si complica in questi giorni per le polemiche suscitate in Francia e in Italia dall’invito allo stato di Israele come ospite d’onore delle fiere internazionali del libro di Parigi1 e di Torino. L’invito è stato sollecitato dalla diplomazia israeliana, e conseguentemente formulato dagli interlocutori europei, in occasione del sessantesimo anno dalla fondazione dello Stato Ebraico. L’iniziativa si qualifica immediatamente come “di parte”, sia rispetto alla situazione conflittuale che si registra in Medio Oriente, tra Israele e Palestina, e sia rispetto alla disputa politica interna alla società israeliana, dove l’opposizione alla linea aggressiva e oppressiva del governo attuale è da quello stesso governo duramente conculcata, per non dire perseguitata.\u003cbr\u003eIn questa situazione, le composizioni di Aharon Shabtai potranno incontrare polemiche e provocare fraintendimenti che non gioveranno, forse, a una lettura critica intesa soprattutto a cogliere la caratterizzazione molto originale della scrittura di uno dei più interessanti poeti contemporanei di ispirazione “civile”. La struttura stessa della compilazione, che mette insieme versi di raccolte recenti, è organizzata in modo attentamente significativo.\u003cbr\u003eDopo alcuni componimenti che documentano un sottofondo generale, un ambiente ostile e coercitivo (Aeroporto Ben Gurion, Sharon, Il muro…), si liberano a sorpresa brevi, lineari ed eleganti invocazioni, le preghiere che auspicano la sconfitta dell’esercito di Israele impegnato nella recente guerra del Libano. Inaspettatamente, queste preghiere si organizzano in un canto. “È possibile cantare in tempi oscuri? – Si domandava Bertolt Brecht – Si può cantare l’oscurità dei tempi”.\u003cbr\u003ePoi, il canto di Aharon Shabtai si sviluppa su altri temi, dell’attualità o della memoria, con la stessa linearità, traendo ispirazione – con incredibile immediatezza, verrebbe da dire “freschezza” – da frammenti di una realtà quotidiana, intima ed evocativa, che si definiscono dettagliatamente emergendo dal marasma di un paesaggio di guerra, sconvolto dalla violenza o reso impenetrabile dalla devastazione – e magari congelato da un implicito giudizio morale, determinato soltanto con la scelta icastica di parole che non giudicano, dicono. La parola del poeta comunica al lettore le sensazioni della sua attenta partecipazione a una realtà difficile, a volte colta soltanto attraverso la struggente incongruità di particolari sorprendenti.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eEgi Volterrani\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915124549,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-21_092948.jpg?v=1724225530"},{"product_id":"undefeated","title":"Undefeated","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eLa parola può cambiare il mondo, specie quando essa è il riflesso scritto di un'azione compiuta o di una voce urlata contro le ingiustizie del mondo. Questa è la poesia di Polansky: lo specchio di un uomo che non ha mai permesso che gli eventi gli scorressero addosso, ma al contrario si è lasciato toccare e ferire dalla vita propria ed altrui.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003ccenter\u003e\u003cb\u003eTI DO LA MIA PAROLA:\u003cbr\u003eLe azioni di Paul Polansky\u003c\/b\u003e\u003c\/center\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eIl modo migliore per introdurre al lettore l’opera di Polansky è quello di raccontare una storia, perché le sue stesse poesie sono spesso racconti (ma con qualità molto speciali): una sera, negli anni 70, a San Francisco andai ad una grande mostra delle opere di Man Ray, un importante esponente dell’arte moderna. Fu una mostra formidabile, realizzata con molti mezzi espressivi. Le gallerie erano invase di fiumi di gente desiderosa di vedere le opere di Man. Anche io lo ero, specialmente perché gli avevo fatto visita nel 1967 nella sua casa in Rue Ferou di Parigi, dove avevo trascorso un bel pomeriggio con lui e la moglie Julia, ad ammirare le maschere che stava creando a quel tempo. Alcune di queste furono esposte al MOMA di San Francisco.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eMentre stavo osservando una parete di sue foto, — il lettore ricorderà che Man faceva foto “lente”, cioè teneva l’otturatore aperto per un tempo più lungo del solito, il mio occhio, o il suo angolo, fu attratto da una foto lontana circa 5-6 metri, appesa ad una colonna del museo. Mi avvicinai alla foto.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eEra una foto di corpi in movimento, che infatti si spostavano ondeggiando rapidi da una parte all’altra come nella corsa dei tori a Pamplona, in Spagna. A destra della foto vidi scritto un cartoncino: Ernest Hemingway mi chiese di prestargli la mia macchina fotografica. Questo è il risultato.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSe pure avessi avuto in precedenza dei dubbi sul fatto che la fotografia fosse un’arte, tali dubbi svanirono quando vidi la foto di Hemingway. VIDI, con una chiarezza che non avevo pienamente realizzato negli scritti di Hemingway, che il moto della sua mente è movimento inteso come Azione sposata alla parola, e nel sopracitato esempio, la macchina fotografica era soltanto un altro mezzo per dire quel qualcosa che sta alla base dell’essenza della sua espressività.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCome Hemingway, Paul Polansky ha a che fare con la parola come Azione. Ma anche con qualcos’altro: nelle opere di Polansky non c’è alcuna artificiosa fuga attraverso lo stile. Queste poesie sono le azioni autobiografiche dell’uomo. Si, lui riesce a dar voce ad una donna vittima dell’Olocausto. Si, è capace di descrivere un sogno con l’elaborazione di immagini. Ma la dinamica che sta alla base della poesia di Paul echeggia in quella frase contenuta in Howl di Ginsberg,\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003ccenter\u003eQUESTO È SUCCESSO DAVVERO.\u003c\/center\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eVale a dire che, o per un innato istinto di giornalista che è in lui, o perché egli rifugge dai voli lirici della poesia, Polansky si è dedicato in modo quasi ossessivo all’arte della Concretezza.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eQuindi ciò che si coglie nella poesia di Polansky è un’azione narrata: Ecco com’è, dice, o Ecco com’è che mi è successo — niente fronzoli —nessun sibilo melodioso — questa è FactiCity, la città in cui per lo più vivo anche io.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eEd è questo ad essere disarmante in queste poesie. Il fatto che non lo siano quasi per nulla. Sono azioni, a volte quasi dei telegrammi scritti con un linguaggio sintetico che riporta un’urgenza, o un’ingiustizia, o, in un centinaio di poesie diverse, mostra le popolazioni Rom, o altri aspetti della vita gitana in luoghi come la Cecoslovacchia o il Kosovo, dove Polansky ha vissuto negli ultimi dieci anni, aiutando gli zingari — intrappolati nel conflitto tra Serbi e Albanesi —, portandoli in ospedale quando hanno bisogno di cure mediche, e facendosi carico delle altre necessità della comunità gitana. Ha diretto il restauro del cimitero ebraico di Nish, in Serbia, in un progetto che coinvolgeva musulmani, Rom, ebrei e protestanti uniti nel lavoro da un nuovo spirito di collaborazione.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eE si può anche dire che tra tutti i poeti americani in Europa, ma anche negli Stati Uniti, Polansky è il più concretamente impegnato nelle cause per i diritti umani che riguardano le vittime dell’olocausto, specialmente quello inflitto alle popolazioni Rom, e questa è una delle ragioni per cui nel 2004 gli è stato conferito il Premio Weimar, il prestigioso riconoscimento tedesco per i diritti umani.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eAndando alla radice della Parola\/Azione di queste poesie — ed è forse proprio questo il cuore dell’autenticità delle opere di Polansky — il lettore entrerà in un mondo che non conosce, come la maggior parte di noi. Apprenderemo, ed impareremo davvero alcune cose su popoli diversi, con modalità che saranno totalmente e straordinariamente indimenticabili — rivelate da un uomo che ha viaggiato per il mondo e che è passato dall’essere un attaccabrighe in una cittadina del Middle West americana, ad essere un pugile di fatto, per poi spostarsi in Europa nel 1963 e continuare la Giusta Battaglia, nei suoi numerosi libri di poesie, con la migliore arma in mano.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cb\u003eJack Hirschman\u003c\/b\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915190085,"sku":"","price":20.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/undefeated-rgb.jpg?v=1706366830"},{"product_id":"ti-guardo","title":"Ti guardo","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\"Un intreccio inscindibile di bellezza e sofferenza, come solo i poeti al mondo sono capaci di sopportare....\" e \"Un canzoniere d'amore luccicante come perle, e tenebroso come la più nuvolosa delle notti\". Giuseppe Conte\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e*\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eHo visto una sola volta Maram Al Masri, e una sola volta l’ho ascoltata leggere le sue poesie. Tanto è bastato per capire la qualità del suo lavoro e cogliere in lei un intreccio inscindibile di bellezza e sofferenza, come solo i poeti al mondo sono capaci di sopportare. E leggendo questo suo libro mi rafforzo in quella mia prima impressione.\u003cbr\u003eMaram al-Masri ci dona un canzoniere d’amore luccicante come perle, e tenebroso come la più nuvolosa delle notti. Invito il lettore a immergersi in questo libro come se fosse una fontana , una di quelle fontane sacre in cui gli antichi amavano pensare di potersi purificare e di celebrare un rito di rinascita.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003ci\u003eGiuseppe Conte\u003c\/i\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915222853,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Ti-guardo.jpg?v=1706380417"},{"product_id":"heart-muscle","title":"Heart Muscle","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eIn naturale continuità con il suo libro precedente (\"It's not love it's love\"), ora da Agneta Falk abbiamo un altro vero libro sull'amore, accogliente come una spaziosa strada da percorrere, universale e profonda. (Alberto Masala)\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb data-mce-fragment=\"1\"\u003ePer Aggie\u003c\/b\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eDifficile per me scrivere di un poeta. Se poi si tratta di Agneta Falk, mia amica ed anche compagna del caro Jack Hirschman, la cosa si fa ancora più complessa ed emotivamente coinvolgente. Conosco Aggie e Jack da tanti anni, numerosi sono gli eventi ed i readings che ci hanno visti insieme, l’affetto è ormai talmente involto nella familiarità — (la Casa della poesia... “la tavola della nostra famiglia italiana”) — che ciò che apparentemente potrebbe sembrare semplice, lo scrivere a proposito dei versi di una cara amica, diventa straniante e davvero complesso. Se aggiungiamo che non ho alcuna dimestichezza con lo sguardo ed il linguaggio della critica...\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eProcedo dunque cercando di dissolvermi nella sua scrittura e, come prima considerazione, mi sento sollevato dal fatto che questa stessa mi facilita il percorso grazie alle qualità che già di per sé esprime.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eAgneta Falk è svedese di nascita, ma raffinata anglofona di adozione, dunque la prima osservazione fondamentale è sulla sua grande capacità di utilizzare una lingua non originaria. Questa prerogativa l’ha certo aiutata ad affrancarsi da eventuali “questioni della lingua” ed a calarsi in maniera diretta in una scrittura che riesce ad aprire gli occhi sulla vita, e sulla sua realtà più frammentata e sofferente, fino a farcene intravedere spietatamente e consapevolmente tutta l’amarezza.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eMa, pur restando sempre colloquiale e diretta, la sua lingua non s’indebolisce, anzi, l’assenza di giochi formali, enfasi, ermetismi... la rende più acuta e penetrante, sostanziale e inevitabile. Dove ci si potrebbe perdere, ci riporta subito all’essenza con immediatezza ironica o concretezza dolorosa. Ma senza violenza di forzature, cercando sempre una risposta, un forte sostegno di speranza, aggrappata profondamente ad una irriducibile coscienza etica.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eIl suo verso, femminile nello sguardo e spesso anche nella sostanza dell’osservazione o dell’affettività (\"Le donne come te\", \"Venduta\", \"Astrid\", \"Madge\", \"Lei\"...), è popolato da umanità di emarginati e vittime di cui rivendica ed espone la sofferenza, tutelandoli con un vigile senso di pietà che mostra ad oltranza la dignità anche nelle sue violazioni più estreme (tante facce\/sull’orlo delle loro vite\/urlano ammutite\/dentro me). Solo un’identità così forte ed onesta poteva impugnarne i simboli per agitarli davanti alle nostre coscienze (I morti ci ammoniscono).\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eVersi di ribellione? Sì, certo, se in questa comprendiamo ciò che anche a noi più sta a cuore, che ci coinvolge senza dubbi: amore e indignazione permanente, senza rassegnazione. Ecco l’amore, accumulato in sedimentazioni interne, che riaffiora sempre diventando linguaggio, ricerca, tensione costante, che emerge e si conforma in dignità ogni volta che ne affronta la mancanza.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eÈ questo paradigma l’elemento che conduce l’esistenza di Aggie. Sia nella sostanza della sua vita pubblica e privata, che dentro le pagine di questo libro, al quale la vita stessa ha chiesto di essere accolta per poter continuare a restare in dialogo.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eUn amore perseguito con sensibile accuratezza e ruvida ostinazione, diretto ed impetuoso nell’affrontarne le pulsioni, quanto tenero di pazienza nel progettarne visioni familiari, desideri, passioni. L’amore, che qui sa confrontarsi con l’amore stesso in modo semplice e diretto, chiama la poesia a dire, accogliendo il sentimento e respingendo i sentimentalismi, rifiutando le sublimazioni, cercando sempre il confronto, assumendo il disagio della differenza. Perché è vivo, quindi capace di trasportare la propria complessità e parteciparla all’interiorità di tutti.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eIn naturale continuità con il suo libro precedente (\"It’s not love it’s love\"), ora da Aggie Falk abbiamo un altro vero libro sull’amore, accogliente come una spaziosa strada da percorrere, universale e profonda.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eAlberto Masala\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915255621,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Foto_2024-08-17_212134.jpg?v=1723927984"},{"product_id":"ricordo-di-alfonso-gatto","title":"Ricordo di Alfonso Gatto","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eIn occasione del Centenario della nascita di Alfonso Gatto, Giacomo Scotti ricostruisce la storia dei suoi incontri con il grande poeta salernitano a partire dal 1948, fino agli anni '70 e fino all'amicizia con Izet Sarajlić. Un ricordo commovente e ricco di notizie e informazioni inedite.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915288389,"sku":"","price":5.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Bigliettodavisita_2024-08-19_003359.jpg?v=1724045457"},{"product_id":"anche-ora-che-la-luna","title":"Anche ora che la luna","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\"I tuoi versi parlano quasi sempre d'amore, e in apparenza potrebbero suonare ora in contrasto con i tuoi capelli bianchi, seppure fluenti. Se questo contrasto non appare, o appare annullato, è proprio perché è stata la poesia a renderti \"folletto\" per sempre. (...) Tu non sei solo poeta di parole scritte, ma anche poeta della vita, questo è il punto.\" (Lia Levi)\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eBeppe Costa, poeta della vita\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eNella schiera di tutti gli amici, estimatori, seguaci “innamorati” di Beppe Costa mi pare di essere arrivata quasi per ultima. Per una delle bizzarrie della vita mi è accaduto di conoscerlo da appena un anno e non ho quindi potuto dividere con lui i tempi d’oro della sua stretta e rutilante vicinanza con i grandi “classici” scrittori italiani, della battaglia per fare ottenere la “Bacchelli” ad Anna Maria Ortese, dei suoi scambi con Dario Bellezza…\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eDi tutto questo fermento ho raccolto solo gli echi, i ricordi che tuttavia mi sono stati raccontati in modo così vibrante da darmi l’impressione che fossero accaduti da poche ore.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eE così, caro Beppe, posso dire che in quei tempi “c’ero anch’io”.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eMa il vero motivo di questa vicinanza, e con tutto quello che ha a che fare con te, è un altro. Tu sei un poeta e la poesia, si sa, ci restituisce ogni singolo attimo, mettendolo continuamente a fuoco.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eC’è di più. I tuoi versi parlano quasi sempre d’amore, e in apparenza potrebbero suonare ora in contrasto con i tuoi capelli bianchi, seppure fluenti. Se questo contrasto non appare, o appare annullato, è proprio perché è stata la poesia a renderti “folletto” per sempre. E il tuo entusiasmo, la capacità di coinvolgere nello stesso girone lettori e scrittori, il tuo continuo metterti in gioco nella fucina di ininterrotte e nuove invenzioni, davvero non hanno età. Tu non sei solo poeta di parole scritte, ma anche poeta della vita, questo è il punto.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eE se, come qualcuno ha scritto, tutti i poeti sono pazzi, evviva la pazzia!\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eLia Levi \u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915321157,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Foto_2024-08-21_090404.jpg?v=1724225050"}],"url":"https:\/\/multimedia.casadellapoesia.org\/collections\/all.oembed","provider":"Multimedia Edizioni","version":"1.0","type":"link"}