{"title":"Poesia come pane","description":null,"products":[{"product_id":"linferno-della-speranza","title":"L'inferno della speranza","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eAlcune stelle sono spente da molto \/però si vedono lo stesso,\/lo loro luce viaggia senza corpo.\/Così è il dolore nel posto\/della gamba amputata,\/così sono i risvegli di Ante Zemljar\/prigioniero cinque anni sopra l’Isola Nuda,\/Goli Otok, pietraia penale del compagno Tito.\/Da cinquant’anni il prigioniero Ante\/non abita più all’isola\/ma si risveglia ogni mattina lì.\/Alcune stelle sono spente da molto\/Ma puzzano lo stesso di cimici e percosse. (erri de luca)\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb\u003ePER UNA POETICA DEL MARTIRIO\u003c\/b\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eHo conosciuto Ante Zemljar molto più tardi della maggior parte dei poeti della sua generazione nella ex-Yugoslavia. Quando feci il mio ingresso nel mondo della letteratura, da giovane studente, le sue opere non erano accessibili. Un editore mi aveva proposto di fare una antologia della “Poesia della Resistenza” - non ho inserito le poesie di Zemljar che non conoscevo. Un vecchio amico, Sime Vucetić, anch’egli poeta, me lo ha rimproverato e mi ha presentato Ante Zemljar. È stato allora che ho avuto l’occasione di leggere e conoscere la sua biografia.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eZemljar è nato nell’Adriatico del Nord (nel 1922), sull’isola di Pago, nell’omonima città, in seno ad una povera famiglia di pescatori e coltivatori di una terra arida. I suoi parenti credettero di assicurargli un avvenire mettendolo in un seminario cattolico. Egli ben presto si ribellò alla vita monastica e ai dogmi della religione, impegnandosi, alla vigilia della guerra, nel movimento dei giovani comunisti, contro l’ingiustizia sociale ed il fascismo che si riavvicinavano dalle frontiere del nostro paese. Allo scoppio della guerra, la Jugoslavia fu occupata come tanti altri paesi europei, e divisa tra differenti conquistatori (aprile 1941), egli subì la prigionia, la tortura e la tubercolosi. Ognuna di queste cose era mortale. Esse troveranno una profonda risonanza nell’opera del giovane poeta. Ante Zemljar farà parte dei primi gruppi di insorti: del nucleo della futura armata dei partigiani di Tito. Si dedicò, corpo ed anima, alla lotta antifascista di liberazione, sia contro gli ustascia della Croazia di Pavelić che contro i fascisti italiani di Mussolini che avevano occupato la Dalmazia con le sue isole. Conobbe, da giovane, una delle guerre più sanguinose, vittorie entusiasmanti e disfatte disperate, la morte di qualche amico fraterno, una persecuzione quasi costante: “la corsa sull’isola” dove fuggiva talvolta da un capo all’altro, da solo, per far finta di essere una brigata. Il suo piccolo zaino di guerriero si riempiva di fogli umidi di pioggia e sgualciti dal vento, sui quali furono scritti o iscritti i suoi poemi. Durante un attacco molto duro, affidò il suo piccolo fagotto ad un compagno che, cercando di salvarsi, lo perse o l’abbandonò. I poemi che erano lì dentro sono scomparsi per sempre, rimasti da qualche parte in un burrone, forse bruciati o annientati dal nemico. L’autore ne scrisse altri, nutriti da una passione bruciante che si coniugava con la sua attività di militante partigiano e di rivoluzionario. Sognava una situazione che cambiasse una semplice libertà d’espressione in una espressione di libertà il più radicale possibile, senza per questo tradire la disciplina che esigeva il combattimento. Inviò qualche saggio della sua poesia ai compagni incaricati di dirigere le “risorse culturali” al Comitato del Partito e ne ricevette una risposta scoraggiante: le sue opere non sono sufficientemente comprensibili “per il popolo”, le sue ricerche sono troppo poco “accessibili al lettore”; sono prossime a quelle “dei surrealisti” la cui rivolta si è rivelata “sterile” ed è stata “abbandonata dalla maggior parte dei poeti francesi” ed anche condannata dal movimento comunista. Questa fu la prima e forse l’unica critica di questo genere emessa nel corso della lotta partigiana nel suo paese. L’idea che difendeva una simile condanna si riallacciava all’arsenale ideologico di uno Zdanov e dei suoi compari in una Unione Sovietica stalinizzata. Zemljar non accettò di “correggere” la sua poetica proseguendo nella propria attività. All’inizio del dopoguerra, i primi attacchi sul piano estetico in Croazia ebbero come obiettivo, tra gli altri, una grandissima poetessa chiamata Vesna Parun e lui stesso. Le loro metafore erano considerate troppo “ermetiche”, esageratamente “moderniste”, quasi “decadenti” (questo termine fu utilizzato come un’accusa politica). Fu così fino al 1948, data fatidica della rottura Tito-Stalin. Nel momento in cui si annunciava nelle lettere jugoslave una nuova fase marcata da un “disgelo” artistico ed ideologico, unico allora nell’Europa dell’Est, che permetteva alla poesia ed alle arti plastiche di prendere uno slancio insperate, Ante Zemljar stava per vivere i giorni più tragici della sua vita. Dopo aver formulato qualche giudizio critico concernente il partito ed alcuni dei suoi antichi compagni che avevano cambiato troppo rapidamente la loro posizione rispetto all’U.R.S.S., fu imprigionato e deportato sull’Isola Calva (Goli otok in croato) - un atroce campo di concentramento nel nord dell’Adriatico. Temendo un’invasione dell’Armata rossa, i cui carri armati si trovavano già alle frontiere della Jugoslavia, su questo isolotto carsico, battuto in inverno da una bora violenta e bruciato in estate da una siccità insopportabile, furono “isolati” quelli che avevano approvato le critiche al partito comunista jugoslavo pronunciate dalla “Risoluzione del Kominform”, emanata da Stalin stesso. Un buon numero di quelli che furono internati non avevano nulla a che vedere con questa “Risoluzione”. Con Zemljar si trovò anche in questo campo più di un compagno italiano, fedele alla “linea di Togliatti”. Le condizioni di vita o di sopravvivenza erano spaventose, più difficili che nelle peggiori battaglie della Resistenza. “La paura del peggio rimpiazzava completamente l’attesa del meglio”, ricorda il testimone. Gli antichi compagni, diventati inquisitori, volevano estorcere delle confessioni che confermassero che i detenuti avevano collaborato con lo spionaggio sovietico o avevano voluto scalzare il regime titoista. Sotto un calore infernale i detenuti frantumavano i blocchi di roccia non per farne ciottoli di macadam, ma per gettarli semplicemente in mare - al fine di riempire l’abisso. Nessun Sisifo avrebbe inventato nulla di più crudele. Una serie di altre vessazioni, una più umiliante dell’altra, erano praticate contro quelli che osavano disobbedire o soprattutto rivoltarsi. Non era permesso scrivere alcunché su un pezzetto di carta. Zemljar trovò qua e là dei frammenti di sacchi di cemento, fatti di carta dura, gialla, ruvida. Scriveva su questi le s ue poesie e le nascondeva in mille modi, usando spesso un linguaggio cifrato, comprensibile soltanto a lui stesso. Dopo poco meno di cinque anni di lavori forzati e di torture patite, questo isolano lasciò l’isola della “colonia penitenziaria” dove questi antichi compagni l’avevano esiliato. Tutta la sua opera futura sarà marcata da questa esperienza - da una sorta di grande stupore. Egli ha continuato a vivere, ovvero a scrivere. Ha nascosto a lungo i suoi “scritti di laggiù” e la censura non gli ha permesso per molti anni di pubblicarne di nuovi. Questo vi spiega, caro lettore di questa umile introduzione e di questo libro patetico, la ragione per cui ho conosciuto anch’io, con tanto ritardo l’opera di Ante Zemljar e la sua leggenda personale. Essa occupa nella poesia dei campi e dei gulag un posto a parte. Il suo autore è rimasto, questo è altrettanto eccezionale, fedele ai suoi ideali di gioventù, opponendosi con un coraggio straordinario alla distruzione della Jugoslavia ed ai regimi ultra nazionalisti istaurati in alcune delle sue componenti. La traduttrice Stevka Smitran, poetessa anche lei, si è sforzata di trovare in italiano un’espressione che convenga allo stesso tempo al lirismo di Zemljar e alla sua parola ansiosa di rendere testimonianza. È fiera quanto me di presentare questa opera e questa vita, indissociabili l’una dall’altra, al pubblico di un paese vicino ed amico.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003ePredrag Matvejević\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560912830789,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/968d1871-2c74-4d4d-b29b-595eec379c55.jpg?v=1723991398"},{"product_id":"anime-scalze","title":"Anime scalze","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eMaram al-Masri realizza un ritratto di donne vittime di violenza in Francia e nel mondo. Ispirate da storie vere, da incontri con donne vere, queste poesie - di scrittura semplice e diretta - procurano grande emozione. Esprimono, con grande tenerezza, il dolore, ma anche la dignità, la volontà di resistere e vivere in libertà, gioia e a volte umorismo, il sogno e la fantasia.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eÈ sempre difficile individuare il momento in cui nasce una poesia così come tutte le circostanze che la circondano e l’accompagnano. Anche se si conosce la data in cui è stata scritta, una poesia è sempre una lunga storia che alla fine va a deporsi su una pagina bianca. Una poesia che senza dubbio si legge in pochi secondi o in qualche minuto è il risultato di un processo che si sviluppa in diversi anni.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eQuando ho ricevuto il mio primo schiaffo, schiaffo che ahimè doveva essere seguito da molti altri, fisici o morali, come succede a tante donne su cui si esercita ogni giorno una forma di crudeltà corporale o mentale… cosa ho fatto? Ho pianto amaramente di impotenza, e ancora oggi, se provo rabbia nel subire ciò che mi viene imposto, non riesco a fare altro che soffrire. Ma ciò mi ha permesso di avere una conoscenza più acuta della razza umana e di comunicare in maniera più stretta con tutte quelle e tutti quelli che soffrono per violenza. Perché non sono solo le donne ad essere vittime, ma anche popoli interi, bambini, anziani, i soggiogati, gli umiliati di ogni tipo e di ogni paese\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eIl giorno in cui sentii un liquido caldo colare tra le mie gambe, con la mia paura di bimba, decisi che nessuno al mondo aveva diritto di minacciarmi, neanche con la voce. Da quella umiliazione, da quella sofferenza subita tanto tempo fa, alla quale si aggiunse la sottrazione del mio primo figlio, nacque la donna che sono. Una donna che non sa restituire gli schiaffi, ma che sa che esiste una via d’uscita, una sublimazione di tutto lo squallore subito.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eQuesto sussulto, questo superamento della condizione umana attraverso la condizione femminile… è la poesia.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eDa questa intuizione è nato in me il sentimento della mia partecipazione alla vita di tutti, della mia presa in carico della gioia e del dolore di tutti. È stata per me la rivelazione folgorante che la bellezza non esclude la bruttezza, ma la supera e la assimila…\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSono stata incredibilmente sorpresa il giorno in cui la poesia “Le donne come me” è stata scelta in Palestina, a Ramallah, per un programma didattico nelle scuole per ragazzi dai 12 ai 18 anni e poi anche in Francia nelle classi del secondo ciclo in cui un’allieva è riuscita a parlare della violenza subita. Ho capito che la poesia è uno specchio di tutto e che in essa si può trovare rimedio.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMaram al-Masri\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560912863557,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Immagine2024-08-18100304.jpg?v=1723968317"},{"product_id":"ballata-per-metka-krasovec","title":"Ballata per Metka Krašovec","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eIl libro probabilmente più importante e rappresentativo di un poeta unico, originale, dissacrante, stella in ascesa irresistibile nel panorama internazionale. Tradotto magistralmente dalla grande Jolka Milič con prefazione di Tatjana Rojc.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eTomaž Šalamun è un poeta vero, un uomo infiammato dalla parola, che ha dedicato la sua vita e il suo considerevole talento ad incendiare il linguaggio. E non soltanto in lingua slovena: la sua poesia in inglese esercita una profonda influenza sui più giovani poeti americani, che adorano la sua immaginazione selvaggia, le sue linee ribelli, il suo pathos. Nei suoi versi l’universo rivela la sua essenza più profonda, anarchica, misteriosa e magica. Dal momento in cui l’ho conosciuto sono stato consapevole di trovarmi alla presenza di un grande, e la nostra amicizia negli anni ha soltanto potuto confermare quell’impressione.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eNon sto nella pelle dall’impazienza di leggere il suo nuovo libro di poesie, che già mi brucia dentro!\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eChristopher Merrill\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCome Dostoevskij, per il quale la coscienza è stata malattia e salvezza, Šalamun celebra l'arte sia come punizione che come trascendenza. La visione poetica assale chiunque voglia sfuggire il vivere vitale... Immaginando mogli e amanti di Šalamun, maschi e femmine, la Ballata fonde e celebra l’arte e l’amore senza confini.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMichele Levy, World Literature Today\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eUna delle più grandi meraviglie filosofiche di tutta l’Europa.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eJorie Graham\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eC’è una musica che viene suonata qui, ritmi distinti, una costante qualità onirica, un equilibrio contrappuntistico di umorismo sferzante e terrore amorfo... ti fa galleggiare lungo la sinuosa corrente del poeta, non sapendo o preoccupandoti di dove sei, dove stai andando o dove sei stato.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eBooklist\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913027397,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Copertinaok.jpg?v=1706366673"},{"product_id":"its-not-love-its-love","title":"It's not love it's love (esaurito)","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eLe sue percezioni, sia del paesaggio dell'io che del mondo, sono uniche. C'è una giocosità beffarda con il linguaggio e sempre una chiarezza sorprendente, sia che scriva dello Yorkshire, dell'America Centrale o di San Francisco. (Judi Benson)\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa poesia di Agneta Falk riflette la sua costante convinzione che l'apice dell'espressione umana deve affermare un'atmosfera libera, senza confine, come una specie di sommità di montagna internazionale che è contemporaneamente la nuova terra millenaria. Questa contraddizione, di altitudine e condizione terrena, è ciò che alimenta il suo lavoro, sia che scriva una poesia d'amore e la natura che la ispira, che una poesia che condanna l'ingiustizia sofferta dagli esseri umani a causa dei sistemi di sfruttamento e oppressione.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eUna donna del mondo, accetta il fardello di negazione e caos nella vita contemporanea ma solo per rivelare, nel processo della sua creazione, che né la negazione, né il caos sono in realtà negativi. Piuttosto, essi sono stimoli per una più profonda affermazione dell'amore e della vittoria globale dello spirito che la sua poesia consegue. Per Agneta, la precisione del sentimento descritto non è mai disgiunta da un tono di fiducia filosofica che sostiene, in realtà inchioda, le sue visioni concentrate le cui succinte costruzioni evocano sentieri di saggezza verso un futuro più maturo e migliore.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e*\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\"Sono entusiasta delle poesie dello Yorkshire di Agneta Falk, danno a noi americani la possibilità di capire fino in fondo la coscienza in un paesaggio grigio molto lontano dal nostro.\"\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eLawrence Ferlinghetti\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913125701,"sku":"","price":12.5,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Foto_2024-08-17_224520.jpg?v=1723928325"},{"product_id":"bistro","title":"Bistrò","description":"\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003ePiù che epigrammi, sono acri distillati di puro veleno quelli che Tommaso Di Francesco ha dedicato ai suoi colleghi della redazione del \"manifesto\". O meglio, ai suoi ex colleghi, perché mentre dagli strali di Di Francesco chi ancora milita nel giornale si salva (a Luigi Pintor è dedicato un affettuoso «Arretro a avanzo \/ se vado da Costanzo??») chi ha commesso il peccato di andarsene non ha scampo.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913322309,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/bistro-jpg-eventi-dettaglio.png?v=1706345375"},{"product_id":"il-ragazzo-e-il-cervo","title":"Il ragazzo e il cervo","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\"\u003cspan id=\"L8VNome_description\" class=\"AutoriNome\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eTomaž\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e \u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003cspan id=\"L8VCognome_description\" class=\"AutoriCognome\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eŠalamun\u003c\/span\u003e è un mostro?\" Sicuramente è una persona fuori dagli standard della corporazione, generosa, galante, capace di witz e di slanci mistici del tutto privi di affettazione, che cammina e si muove elegantemente come i veneziani del tempo di Lord Byron. Le sue capacità linguistiche sono tremendamente acuite dalla curiosità e da una pietà sensuale per le immagini. (Edoardo Albinati). \u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eUna raccolta di uno dei più grandi poeti contemporanei.\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eGiocose e incombenti, meditative e declamatorie, queste poesie affermano lo status di \u003cspan id=\"L8VCognome_description\" class=\"AutoriCognome\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eŠalamun \u003c\/span\u003ecome uno dei più importanti poeti dell’Europa centrale.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eThe New Yorker\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eUna poesia che picchia, che palpita, malinconica, voluttuosa. Che fa “gelare il sangue dei fiori e sconvolgere l’armonia”\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eNicole Zand, “Le Monde des livres”\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913387845,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/88b1b341-8dbe-4d3a-8ead-d2c6d85552ab.jpg?v=1723991457"},{"product_id":"lalbero-che-cammina","title":"L'albero che cammina","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eJosip Osti: l'albero che cammina, corre vola e la poesia con lui. Il libro che raccoglie il meglio di uno dei maggiori poeti europei contemporanei.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuesto è il miglior libro di poesia scritto finora da Josip Osti. Privo di immagini di morte, contiene pura poesia. Sarajevo si rallegra di aver ricevuto un libro d’amore e di devozione da questo suo concittadino e a me dispiace di non potergli conferire qualche medaglia ufficiale: perciò gli conferisco la Medaglia per la devozione alla nostra città.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eIzet Sarajlić\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCaro Josip, non solo hai conquistato una nuova lingua, ma hai scritto una delle migliori raccolte di poesia della lirica slovena contemporanea.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMilan Dekleva, poeta sloveno, su Il Narciso carsico, nella sua lettera del 29 marzo 1999).\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eJosip Osti, un poeta affascinato dall’amore e dall’intimismo. Votato all’amore interamente: cuore, animo e mente.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMarjan Tomšić,\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eAd un tratto sembra che con il passaggio a un'altra e diversa lingua la voce poetica di Osti abbia subìto certi cambiamenti nella sua tonalità: le poesie diventano più soavi, come se lo sloveno lo avesse aiutato a istaurare una distanza nei confronti della tragedia della sua patria bosniaca distrutta dalla guerra.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eBoris A. Novak, poeta sloveno, nella recensione de Il Narciso carsico.\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eOsti crede di poter salvare con le parole il mondo, la vita, l'anima umana... Sembra che la parola amore sia la più frequente in questo libro. L'amore traspira dai versi di Osti, da ogni sua parola, da ogni sua lettera.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eSimona Vozelj, giornalista slovena, nella recensione radiofonica de Il Narciso carsico, il 15 maggio 1999\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560913420613,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/lIBROoSTIcopy.jpg?v=1723883159"},{"product_id":"qualcuno-ha-suonato-cd-audio","title":"Qualcuno ha suonato + CD Audio","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eAnche i versi sono contenti quando la gente s'incontra\". La straordinaria raccolta antologica del \"cantore di Sarajevo\", \u003cspan id=\"L8VNome_description\" class=\"AutoriNome\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eIzet \u003c\/span\u003e\u003cspan id=\"L8VCognome_description\" class=\"AutoriCognome\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eSarajlić, \u003c\/span\u003eil più grande poeta slavo del secondo Novecento. Con cd allegato.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003ePER IZET\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eGuardo le date delle tue poesie. Sono geloso del millenovecento che tu hai esplorato con vent'anni di vantaggio su di me. Apparteniamo entrambi all'intero secolo, anche alla parte in cui non eravamo nati. Sono geloso del tempo che tu hai amato di più.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eBisogna abitare in una città fluviale per trovarsi in poesia a una confluenza di acque correnti. In te scorrono russi, tedeschi, spagnoli, francesi e qualche italiano, tu li contieni. La Mliacka di sarajevo non è il Guadalquivir né la Neva, però il suo piccolo letto regge l'onda di piena e di raccolto dello scroscio di versi di un secolo, un torrente passato nel tuo cranio di \"mentsch\", persona del genere umano.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eHo bevuto con te e così, per la misteriosa proprietà transitiva dei poeti e dei bicchieri, io mi sono trovato seduto a tavole remote, dove mai mi sarei azzardato a chiedere permesso. Dietro un nostro bicchiere ho potuto stare con Bohumil Hrabal nella birreria di Praga, al suo tavolo che non ospitava scrittori né lettori, ma solo bevitori amici. Ho potuto sapere come lui portava il vetro all'altezza dei denti e come ci appoggiava sopra il silenzio. Ho tirato tardi con Nazim Hikmet, Alfonso Gatto, Esenin, all'ombra dei nostri bicchieri e ora so con che dita si stropicciano gli occhi. Ho ascoltato la parola comunismo senza inflessioni di invettiva o inno, senza versione ufficiale, come uno pronuncia la parola pioggia, sandalo, balcone.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLa storia del nostro millenovecento si è tanto preoccupata di infilarsi nelle case, staccare genitori da figli, mogli da mariti, stabilire diete di scarsità nelle cucine spente, distribuendo addii come biglietti da visita. Questa invadente storia maggiore nei tuoi versi è ridotta a margine slabbrato della pagina. Conta di più la storia minore di avere amato una donna, di avere tremato meno per gli scoppi delle granate e molto di più per la febbre di una figlia, per la tosse notturna di un nipotino. È potente per te, molto più che per me, l'esclusiva della vita personale, prepotente il diritto alla felicità, scippata al volo, gustata pure prima di noi non ha avuto nessuno\". Dici giusto: anche se siamo gli ultimi di una serie innumerevole, con poco e niente margine di novità, ecco che nella felicità possiamo essere primizia assoluta, sicuri che nessuno può essere stato così felice prima di noi. È antica, ovvia, ripetuta, l'ingiustizia, la guerra, rime stantie delle generazioni, ma la felicità, quella è strepitosamente nuova, vergine per il poeta e per ognuno di noi che è poeta quando sa riconoscerla in tempo, mentre succede, mentre in cucina una pentola bolle. Poeta è chi trova la felicità nella stanza accanto e mai dice dopo: quelli erano bei tempi. Mai la felicità è retroattiva, o riconosciuta all'istante o perduta.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eMa quando è insopportabile la pena, allora servi tu, poeta, tu e non un romanziere che la tira in lungo, tu con dei versi da imprimere a memoria quando si è alle strette e viene tolta la biblioteca e la luce del giorno. Là servi tu che puoi rispondere di tutto. Ricordi Izet la fila davanti alla prigione di Leningrad, era il cinquantasette e Anna Achmatova da un anno si incolonnava insieme ai parenti dei prigionieri nella fila delle visite, al freddo. E qualcuno la riconosce, è lei la famosa poeta, perché in Russia i poeti erano famosi. E una donna che sta in fila dietro di lei, che non l'ha mai sentita nominare, le domanda a bassa voce: \"A eto vi mojete opisat'?\", e questo voi lo potete descrivere?, e lei risponde con altrettanto soffio: \"Mogù\", posso. E finisce il racconto scrivendo: \"Allora qualcosa di simile a un sorriso scivolò su quello che era stato un volto\". Ecco, mio Izet, dentro ogni tuo verso di guerra subita, di lutto, c'è la risposta alla domanda di uno come me che sta in qualche fila all'addiaccio delle molte prigioni e chiede: \"Questo voi potete descriverlo?\" e tu con la carta piena del segreto dell'aria, rispondi: \"Mogù\", posso.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eHo visto la tua patria, Izet, città al buio, le file per l'acqua, ho visto la guerra tornare in Europa e lasciarla illesa e uguale. La Bosnia degli anni novanta era migliaia di miglia più lontana del Vietnam del sessantasette. Sono gli anni a fare la geografia, non le distanze. Oggi si può prendere un aereo per Sarajevo, Belgrado, io ho amato le tue città quando non si poteva prendere un caffè. Amo il tuo suolo, amo: un verbo che è stato la tua sola bandiera e ha sventolato sul bavero della tua giacca per una vita intera. Da te imparo di nuovo a dire: amo. A cinquant'anni bisogna pronunciarlo spesso, in quante più lingue possibile, lavandosi i denti al mattino, sciacquandoli bene e poi asciugandoli con l'aria di quel verbo all'indicativo presente. Tutte le tue poesie vengono da questa igiene del verbo amare, da questa soglia delle labbra. Bentornato in italiano, benvenuto col tuo verbo a grattare la ruggine della nostra pentola e a farla profumare, noi t'invitiamo ma tuo è il fuoco e la pietanza, tuo il vino che dà profondità ai nostri occhi, un grano d'infrarosso per vedere al buio.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cb\u003eErri De Luca\u003c\/b\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914010437,"sku":"","price":22.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2.jpg?v=1706301098"},{"product_id":"illuminazioni","title":"Illuminazioni","description":"\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eSotto la luce più viva e diafana si nascondono le ombre e negli anfratti vivono le creature rifiutate da un mondo che rifugge il dolore, la vecchiaia, la malattia, la morte. La sua 'poetica della scoria', recupera e cinge nel canto anche le cose e gli esseri bizzarri, grotteschi, deformi, imbruttiti nel loro abbandono e nella loro solitudine, sia che si tratti di relitti di navi sia che si tratti di alienati nei manicomi o di ubriachi e vecchi sulle panchine delle piazze\". Un'antologia magistrale del grande poeta brasiliano.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv class=\"Content\"\u003e\n\u003cdiv class=\"Content\"\u003e\n\u003cdiv id=\"L17V\" class=\"block vgallery-detail view introduzione noajax\"\u003e\n\u003cdiv id=\"L17VGintroduzione\" class=\"Libriintroduzione_group\"\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cb\u003eIL POETA CHE ABITA IL MOMENTO\u003c\/b\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cbr\u003eQuando nel 1983 Lêdo Ivo ha dovuto organizzare una sua antologia personale, ha sentito, sorprendentemente, “che tutte le sue poesie erano state scritte simultaneamente”, che non avvertiva “l’emblema del passato o lo stigma del presente. Tutte erano contemporanee, abitavano lo stesso momento” . Nel suo percorso poetico non si verifica, in effetti, come talvolta occorre per alcuni poeti, una qualche progressione verso la maturità o, comunque, verso l’essenzializzazione di contenuti e forme, giacché il poeta s’inaugura pienamente adulto, nella padronanza della sua materia, dal primo libro,\u003cem\u003e As imaginações\u003c\/em\u003e (Le immaginazioni), del 1944, all’ultimo, \u003cem\u003eCurral\u003c\/em\u003e \u003cem\u003ede Peixe\u003c\/em\u003e (Bovile di pesci), del 1995. Anche Sergio Alves Peixoto, il curatore della nuova edizione di \u003cem\u003eOs melhores poem\u003c\/em\u003eas de Lêdo Ivo (Le migliori poesie di Lêdo Ivo), del 1998, ha abbandonato il rigido criterio cronologico, raggruppando poesie pubblicate in periodi diversi, tratte da libri distinti, tutte sincrone e coerenti perché “unite nell’uomo e nel poeta che le ha create, nello stesso momento ed eternamente” . In questa antologia, pur fondata sul criterio della serializzazione temporale dei vari libri, il lettore troverà una raccolta intrinsecamente organica, in cui tutto coesiste ed è attuale.\u003cbr\u003eLêdo Ivo debutta negli anni ‘40, quando un gruppo di poeti, fra i quali il nostro autore, emerge con proposte polemiche nei confronti della generazione modernista brasiliana che li aveva preceduti. Detti della “Generazione del ‘45”, tali autori ribadiscono l’importanza dell’accuratezza del linguaggio poetico e, spinti dall’esigenza di misura e ordine che accompagna e segna la letteratura del dopoguerra, recuperano l’uso dei metri regolari, che i modernisti avevano accantonato in funzione del verso libero e di un rapporto più vivo con la lingua parlata.\u003cbr\u003ePur se incluso in questa generazione restauratrice rispetto alla precedente , Lêdo Ivo ha tracciato un percorso originale e del tutto solitario. È indicativo, in effetti, che già nel 1944 egli sia salutato come un poeta singolare nel panorama letterario nazionale. Scrittori e critici quali Murilo Mendes, Afonso Arinos, Otávio de Faria, Roger Bastide, Sérgio Milliet e lo stesso Mário de Andrade lo accolgono come una delle voci più originali di quegli anni. Fecondo e versatile, Lêdo Ivo non ha fatto che confermare tali giudizi, mantenendo la forza della sua ispirazione anche in altri settori frequentati con estro, come il romanzo, la saggistica e la memorialistica.\u003cbr\u003eIl poeta nasce maturo, nasce dalla forza del proprio mondo interiore, scavato nella solitudine del bambino che impara a scrutare il mondo:\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003eFoi na infância que aprendi a ver-te,\u003cbr\u003eó sol que me ilumina. E um arco-íris\u003cbr\u003eabriu-se entre arraias no céu pálido.\u003cbr\u003e(...)\u003cbr\u003eDe cima das dunas eu via o mundo:\u003cbr\u003eescória azul ao longe,\u003cbr\u003emar curvo de navios.\u003cbr\u003e“Fu nell’infanzia che imparai a vederti,\u003cbr\u003eo sole che m’illumini. E un arcobaleno\u003cbr\u003esi aprì fra le linee di un cielo pallido.\u003cbr\u003e(...)\u003cbr\u003eDa sopra le dune io vedevo il mondo:\u003cbr\u003escoria azzurra in lontananza,\u003cbr\u003emare curvo di navi.”\u003cbr\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\"\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003eMa se il poeta nasce compiuto, lo sguardo vergine del bambino che vede con nitore ogni elemento della realtà non lo abbandona mai. Dall’infanzia, dal mondo bagnato da una luce sempiterna e impietosa, sgorgano le immagini più vivide che hanno continuato ad alimentare la sua ispirazione. La scoperta della bellezza – “Come l’universo era bellissimo” – non è disgiunta da quella della povertà più cupa, circondata dai segni di abbandono e decadimento: E, nos monturos, homens e urubus, \/ na lei da livre concorrência, ganham \/ o pão que Deus amassa (“E, nell’immondezzaio, uomini e avvoltoi, \/ secondo la legge della libera concorrenza, si guadagnano \/ il pane che Dio impasta”).\u003cbr\u003eLa sua poesia è pervasa da influssi della terra natia, il Nordeste brasiliano, soprattutto la sua Maceió, città portuale, capitale dello Stato di Alagoas, dove ha vissuto per molti anni e dove sembra ogni volta ritornare, alla ricerca delle immagini che lo hanno segnato. E all’epifania della luce s’avvinghia un sordo dolore di persone, strade e cose che s’impregnano di brezze, venti, salsedine, umidità dell’oceano e che, nell’abbandono, lentamente si decompongono:\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cbr\u003eE de tudo o que foi vida e clamor\u003cbr\u003ee dor dos homens, e gesto de amor\u003cbr\u003epara sempre perdido, resta apenas\u003cbr\u003ea languidez do céu crepuscular .\u003cbr\u003e“E di tutto quello che fu vita e clamore\u003cbr\u003ee dolore degli uomini, e gesto d’amore\u003cbr\u003eper sempre perduto, rimane solo\u003cbr\u003eil languore del cielo crepuscolare.”\u003cbr\u003eE se il poeta si sente contemporaneo di se stesso, ciò avviene perché il tempo non è avvertito come una successione lineare-cronologica: i suoi vivi e i suoi morti gli stanno sempre accanto. Per le stradine dei quartieri poveri di Maceió, vicino al porto, sull’orlo del mare, sugli scogli, sulle dune, nei luoghi solitari che il bambino e l’uomo hanno frequentato, egli ritrova i personaggi essenziali della propria storia, incisa nella pelle e nel sangue; la sua visione comprende, nel tempo-spazio del testo, ogni attimo di luce e di vita, ogni essere, non importa se visto solo di sfuggita o se amato con lo struggimento e la pena di chi sa che l’amore ha sempre due volti:\u003cbr\u003eFui hoje em sonho a São Miguel dos Campos\u003cbr\u003ee vi todos os meus mortos passeando.\u003cbr\u003e(...)\u003cbr\u003evi-me morto entre os mortos, vi-me vivo\u003cbr\u003eentre os mortos bebidos pelo vento .\u003cbr\u003e“Sono stato oggi in sogno a São Miguel dos Campos\u003cbr\u003ee ho visto tutti i miei morti a passeggio.\u003cbr\u003e(...)\u003cbr\u003emi son visto morto tra i morti, mi son visto vivo\u003cbr\u003etra i morti succhiati dal vento.”\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cbr\u003eImmagini ricorrenti sono il mare, la luce, le navi abbandonate nel porto, i cani randagi, i mendicanti, i pazzi del manicomio cittadino, i gabbiani, i granchi, le formiche, i molluschi, gli angeli barocchi scrostati delle piccole chiese di periferia, il vento del mare che carezza e sferza uomini e cose. Il poeta si sente partecipe di questo mondo: Sou como os caranguejos \/ que afundam na lama \/ dos mangues (“Sono come i granchi \/ che affondano nel fango \/ delle paludi”). Anche la ruggine è un elemento costante, la corruzione provocata dal mare – che pure è bellezza –, il sale che consuma lentamente i relitti delle navi che non conosceranno più le distanze.\u003cbr\u003eLa forma dà conto della molteplicità e ampiezza della sua cosmovisione e il poeta spazia dai metri fissi, come il sonetto di cui è un fine cultore, al verso libero, talvolta anche molto lungo, che segue le inflessioni della materia trattata; il tutto con grande libertà, assimilando sia la lezione dei classici della lirica in lingua portoghese, sia le innovazioni introdotte dai modernisti. Basta vedere l’uso che fa del sonetto, in lui sempre nuovo e originale, ironicamente dissacrante, a corrodere qualsiasi velleità di ripristino delle retoriche neoparnassiane, da lui profondamente avversate.\u003cbr\u003ePoesia riflessiva, levigata, lucida, ma anche torrenziale e onirica, poiché il poeta avverte il bisogno di esplorare tutte le dimensioni dell’essere, anche quelle che sfuggono ad una percezione immediatamente e riduttivamente razionale. È per questo che egli, come si è visto, sfugge all’incasellamento automatico nelle linee di rigore e disciplina della Generazione del ‘45. Lêdo Ivo sente che il mondo è anche inquietudine, trasalimento, sogno. Si colloca, in questo modo, agli antipodi dell’altro grande poeta nordestino, João Cabral de Melo Neto, l’ingegnere del verso che traccia con riga e compasso ogni libro. “Tutto in noi è mistero”, afferma invece Lêdo Ivo .\u003cbr\u003eSotto la luce più viva e diafana si nascondono le ombre e negli anfratti vivono le creature rifiutate da un mondo che rifugge il dolore, la vecchiaia, la malattia, la morte. Possiamo definire la sua una “poetica della scoria”, che recupera e cinge nel canto anche le cose e gli esseri bizzarri, grotteschi, deformi, imbruttiti nel loro abbandono e nella loro solitudine, sia che si tratti di relitti di navi sia che si tratti di alienati nei manicomi o di ubriachi e vecchi sulle panchine delle piazze.\u003cbr\u003eLêdo Ivo è poeta antitetico, del chiaro e scuro, del vasto e angusto, dell’alto e basso, del sordido e puro. È aspro e tenero ad un tempo, ossessivo nelle sue immagini che si rincorrono e ci riportano sempre a quel nucleo di consunzione e dolore che è dentro la coscienza offesa dell’uomo. La poesia è allora intesa come superamento dei limiti, diluizione dei confini, luogo in cui gli opposti possono convivere.\u003cbr\u003eMa se la poesia è lo spazio dell’essere, è il luogo d’esilio dalla realtà tragica di ogni giorno, essa non ci allontana dal quotidiano, non ci distoglie dal mondo. Attraverso di essa, anzi, noi ci avviciniamo di più alla pienezza della realtà effettuale, per vederla in tutti i suoi contorni, penetrarla con tutti i sensi. È in questo modo che la poesia di Lêdo Ivo è anche quotidiana e sociale, attenta ai grandi problemi del Brasile, all’ingiusta distribuzione delle ricchezze derivata da una concentrazione e polarizzazione di reddito tra le più alte nel mondo.\u003cbr\u003eAfferma la studiosa Lúcia Helena che la presenza del quotidiano in Lêdo Ivo indica una frattura, una “contraddizione fra l’eterno e l’effimero, un’ansia di vivere il presente, di allargare le sue frontiere, ora vivificando il passato, ora anticipando il futuro, ma sempre denunciando la precarietà degli uomini, intrappolati nel sogno di infinito e di eternità” .\u003cbr\u003eC’è nella sua poesia una visione negativa della vita e del tempo, come lenta e dolorosa perdita, consunzione inesorabile che accomuna esseri viventi e cose nello stesso destino. Da qui forse il suo tentativo di annullare la linearità e la successione del chrónos, il dare spessore agli oggetti scartati, il soffermarsi su animali infimi, come formiche e molluschi, l’abbracciare nel suo essere-qui-ora tutto ciò che egli ha vissuto e vive con partecipazione commossa. Pure il genere umano è visto con sguardo pungente, critico, che denuda l’indifferenza e il cinismo con cui gli uomini spesso scrutano il dolore altrui e il male di cui sono frequentemente la causa. Una visione – la sua – che smaschera i falsi umanitarismi di coloro che, in un pietismo ambiguo, non possono non notare che i “poveri puzzano” .\u003cbr\u003eLa poetica di Lêdo Ivo è immanente ma vi convivo realtà e memoria con una tale intensità e concrettezza da darci l’impressione che esse siano la stessa cosa. Si è cercato qui di rilevare il nitore e la materialità di queste parole che aderiscono all’essere, che graffiano il sangue, con le quali il poeta recupera e rivela il suo paese – l’eccessivo, pungente Brasile, di cui il Nordeste è emblema – e che si radicano anche nella coscienza di ogni lettore per quel che hanno di assoluto, di ecumenico e di universale:\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cbr\u003eEste é o meu lugar, entranhado em meu sangue\u003cbr\u003ecomo a lama no fundo da noite lacustre.\u003cbr\u003eE por mais que me afaste, estarei sempre aqui\u003cbr\u003ee serei este vento e a luz do farol\u003cbr\u003e“Questo è il mio luogo, penetrato nel mio sangue\u003cbr\u003ecome il fango in fondo alla notte lacustre.\u003cbr\u003eE per quanto mi allontani, sarò sempre qui\u003cbr\u003ee sarò questo vento e la luce del faro”\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cbr\u003eE in questo suo luogo di poesia, di luci e di ombre, entriamo anche noi lettori alla ricerca di una casa comune, giacché, come afferma Antonio Prete, tradurre è come accogliere in casa un ospite. E se la casa è “disadorna” e talvolta “inappropriata”, per quel che di una poesia – connaturata alla lingua in cui fu generata – si perde, “da sempre nell’ospitalità quel che conta è il tempo-spazio di un ascolto, la convivialità di un colloquio” . Così sia anche per Lêdo Ivo, in questa casa in cui lo invitiamo a entrare, con tutti i suoi teneri e disperati vivi e morti che ci guardano, ci chiamano, ci chiedono di raggiungerli nel tempo-spazio della memoria e della realtà.\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\"\u003e\u003cb\u003e\u003c\/b\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"vgallery_detail_description\"\u003e\u003cspan class=\"LibriIntroduzione\" id=\"L17VIntroduzione_description\"\u003e\u003cb\u003eVera Lúcia de Oliveira\u003c\/b\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003cdiv class=\"Footer\"\u003e\n\u003cdiv class=\"Footer\"\u003e\n\u003cdiv id=\"L59\" class=\"block file footeraddresssocial\"\u003e\n\u003cdiv class=\"footadrsoc\"\u003e\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e\n\u003c\/div\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914075973,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-17_195235.jpg?v=1723929234"},{"product_id":"miei-cari-vivi","title":"Miei cari vivi","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eCarlos Nejar, è una delle grandi voci della poesia brasiliana. \"Proficuo come poeta, generoso come intellettuale, la poesia per lui è il dono più caro e per noi è il pegno più gradito. E questo libro è un altro appello toccante rivolto a tutti coloro che non sono completamente inquadrati in un sistema che non rispetta l'individuo, ai non violenti, a coloro che credono e sognano, affinché abbiano il coraggio di corrodere l'indifferenza e l'apatia, il coraggio di porsi domande e di agire, anche se questo è un processo difficile e doloroso. \u003cem\u003eMiei cari vivi\u003c\/em\u003e è un libro pieno di speranza e di partecipazione, uno di quelli di cui tanto abbiamo bisogno in tempi di tedio e morte delle utopie\".\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560914731333,"sku":"","price":10.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/miei-cari-vivi.jpg?v=1706341969"},{"product_id":"quadreria-dellaccademia-e-altre-poesie","title":"Quadreria dell'Accademia e altre poesie","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eDi Alfonso Gatto sembra resistere in Giancarlo Cavallo la tensione morale della poesia come mostrano i poemetti \u003ci data-mce-fragment=\"1\"\u003eSarai Sarajevo\u003c\/i\u003e e \u003ci data-mce-fragment=\"1\"\u003ePoema a matita per Pier Paolo Pasolini\u003c\/i\u003e. Plastici nel loro equilibrio formale, queste due opere offrono l'omaggio a due grandi poeti che, pur distanti tra loro, sono sentiti molto prossimi sul piano dell'etica della poesia: Izet Sarajlic e Pier Paolo Pasolini. (?) Ambedue sembrano da adesso vestire i panni dei lari famigliari con i quali Cavallo vuole ora accompagnarsi \"perché la Storia non è mai finita\" e la poesia può e deve trovare le risposte più appropriate al divenire dell'uomo. (Francesco Napoli)\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e«Il poema occupa una centralità nello sviluppo della poetica di Cavallo. Con la \u003cem\u003eQuadreria\u003c\/em\u003e, infatti, si passa da una sorta di giovanil furore diffuso nella più sciolta e libera forma del poème en prose a una maturata considerazione della misura poematica capace di dare adeguato respiro e illustrazione alla materia. (…) Il verso, come detto, è breve, per lo più pennellato e d’intensa coloritura espressionista. C’è una straordinaria quanto inconsueta plasticità delle immagini sulla quale si fonda la forza evocativa della parola. L’altra materia fondante il tratto pittorico, la luce e il suo battere sulle immagini, si diffonde in un’assimilazione nella quale l’“occhio bramò\/ una fedeltà minuziosa\/ inseguendo\/ la chimera del vero”. (…) ma nella sorpresa della luce riesce a “dar vita\/ in forma di figura”, lontano dall’arte dell’illusione e dell’apparenza, a una riuscita sintonia tra parole e cose. (...) Di Alfonso Gatto sembra resistere in Giancarlo Cavallo la tensione morale della poesia come mostrano i poemetti \u003cem\u003eSarai Sarajevo\u003c\/em\u003e e \u003cem\u003ePoema a matita per Pier Paolo\u003c\/em\u003e \u003cem\u003ePasolini\u003c\/em\u003e. Plastici nel loro equilibrio formale, queste due opere offrono l’omaggio a due grandi poeti che, pur distanti tra loro, sono sentiti molto prossimi sul piano dell’etica della poesia: Izet Sarajlic e Pier Paolo Pasolini. (…) Ambedue sembrano da adesso vestire i panni dei lari famigliari con i quali Cavallo vuole ora accompagnarsi “perché la Storia non è mai finita” e la poesia può e deve trovare le risposte più appropriate al divenire dell’uomo.»\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915026245,"sku":"","price":12.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/copquadrhires.jpg?v=1706301938"},{"product_id":"rosa-mystica","title":"Rosa Mystica","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\"È importante però rimarcare che Josip Osti, quando ha iniziato a scrivere le sue poesie in lingua slovena, ci ha donato un tesoro, un patrimonio che continueremo a scoprire.\" (Igor Divjak). Un nuovo straordinario libro del grande poeta bosniaco che ha deciso di vivere in Slovenia e di adottarne la lingua per meglio scrivere dell'amore e della natura, immerso nel magnifico giardino incantato di Tomaj.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eLa scrittura ci ha portato lontano dall'origine nel giardino idilliaco di Tomaj dove gli amanti \u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eLa scrittura ci ha portato lontano dall’origine nel giardino idilliaco di Tomaj dove gli amanti si trattengono e, anche se forse apparentemente ci troviamo ancora lì, è sempre più chiaro che ci siamo lasciati ingannare dal misterioso linguaggio poetico dal quale non si vede via d’uscita. Abbiamo dimostrato che dietro la leggerezza intimistica e vitalistica dello stile poetico di Osti si nascondono vortici ontologici magici che si ampliano in un labirinto infinito.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eJosip Osti è bravissimo a rappresentare i complessi stati d’animo, i difficili quesiti esistenziali e le fantastiche visioni poetiche in un modo apparentemente semplice, talvolta persino documentario e aneddotico. Egli uguaglia i motivi fantastici e quelli concreti sullo stesso livello finzionale e quello dello stile poetico, che è apparentemente spesso realistico, e mi sembra che l’etichetta più adeguata della sua poesia potrebbe essere il realismo magico. Ma anche quella è, infine, solo un’etichetta e come tale priva di vitalità. E questo è dopotutto di poca importanza. È importante però rimarcare che Josip Osti, quando ha iniziato a scrivere le sue poesie in lingua slovena, ci ha donato un tesoro, un patrimonio che continueremo a scoprire.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eIgor Divjak\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915091781,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Foto_2024-08-18_132617.jpg?v=1723980587"},{"product_id":"politica","title":"Politica","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eShabtai pone al centro della sua opera la vita privata, svelandola fin nei particolari più intimi, esponendo così la sua intera persona al pubblico. Dal divorzio dalla prima moglie all'intensa storia d'amore con Tanya Reinhart, dai violenti attacchi contro i governanti alle accuse nei confronti dell'establishment letterario israeliano, i temi del privato si uniscono a quelli del politico in un unico corpus poetico. Più spesso è il politico a farsi privato, sfidando non solo lo status della letteratura ebraica, ma anche il senso del pudore, i tabù e le gerarchie della società israeliana in genere.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e*\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa collezione di poesie ebraiche che qui si presenta raccoglie la recente produzione letteraria di Aharon Shabtai, uno tra i maggiori esponenti della poesia politica in Israele. Attento e originale osservatore delle vicende del conflitto israelo-palestinese, Aharon Shabtai è uno degli uomini di cultura in Israele ad avere più apertamente dichiarato il suo dissenso, opponendosi in maniera categorica, attraverso i versi delle sue poesie, all’occupazione israeliana dei Territori palestinesi e alla costruzione del muro di separazione.\u003cbr\u003eEgli è conosciuto in Israele, fin dagli anni Ottanta e Novanta, per la sua poesia erotica, incentrata su una metafisica del sesso e del corpo. In queste composizioni, ordinate secondo brevi frammenti, la personale ricerca delle forme della materialità erotica raggiunge una radicalità, nel linguaggio come nelle ardite immagini evocate, che si ritrova ancor più esaltata nella più tarda produzione politica.\u003cbr\u003eShabtai pone spesso al centro della sua opera la vita privata, svelandola fin nei particolari più intimi, esponendo così la sua intera persona al pubblico. Dal divorzio dalla prima moglie all’intensa storia d’amore con Tanya Reinhart (docente di linguistica e analista politica radicale, recentemente scomparsa), dai violenti attacchi contro i governanti alle accuse nei confronti dell’establishment letterario israeliano, i temi del privato si uniscono a quelli del politico in un unico corpus poetico. Più spesso è il politico a farsi privato, sfidando non solo lo status della letteratura ebraica, ma anche il senso del pudore, i tabù e le gerarchie della società israeliana in genere.\u003cbr\u003eCertamente, sono le violente invettive dell’ultimo Shabtai ad aver suscitato le reazioni più risentite. Molte delle poesie qui raccolte, apparse la prima volta sull’inserto letterario del quotidiano Ha’aretz, hanno causato una serie di lettere di protesta, ed anche minacce di annullamento degli abbonamenti.\u003cbr\u003eNella poesia di Aharon Shabtai, i temi del politico sono affrontati con una ricca gamma di registri, dal satirico al sarcastico, dal sublime al sentimentale, fino al kitsch e al comico. La cronaca del drammatico conflitto tra israeliani e palestinesi emerge attraverso i diversi usi retorici, che l’autore sperimenta con l’intento di mettere a prova la scrittura poetica e calarla sui toni bassi del reale. È in questa operazione radicale e provocatoria che si concentra la carica d’opposizione della poesia di Shabtai.\u003cbr\u003eAl presente di una società fantasma, chiusa a riccio davanti ai pericoli di una guerra totale, Shabtai oppone un’attenzione per l’evento nella sua traumatica, dolorosa essenzialità. Per contro a un dibattito pubblico miope, che sempre più colpevolmente mette in secondo piano la barbarie dell’occupazione, Shabtai si propone in veste di informatore, di educatore e maestro. Come un poeta che, affrontando l’orrore del suo tempo, si guarda allo specchio, e parla al suo popolo.\u003cbr\u003eLe poesie di Shabtai spingono a far riflettere il lettore sugli effetti della logica dell’occupazione israeliana, non solo sulla vita degli oppressi ma anche su quella degli stessi oppressori. Shabtai si chiede come possa esistere ancora cultura, e come possa nascere poesia, in uno Stato che si macchia di crimini efferati, in mezzo a un popolo che soggioga un altro popolo.\u003cbr\u003eLa poesia trova il suo posto nel dissenso: suo dovere è quello di opporsi, denunciare, farsi dunque strumento d’accusa. In questo J’accuse rivolto al suo paese, grande importanza ha la personale esperienza di vita di Shabtai: egli fa continuamente appello ai valori fondanti della società ebraica nata in Palestina e ai principi democratici dello Stato ebraico sorto sul modello socialista.\u003cbr\u003eLe poesie incluse in questa collezione sono state composte sull’onda dei fatti, e pertanto vengono a configurare una sorta di “diario politico” dell’occupazione. L’apparato di note posto in fondo al volume è stato pensato in questo senso, per ricordare al lettore le figure dei politici e la cronaca dei fatti citati dall’autore.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eDavide Mano\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cb\u003e* \u003c\/b\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cb\u003ePrefazione\u003c\/b\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eQuesta raccolta di poesie di Aharon Shabtai esce in un momento per molti aspetti particolare, che può pregiudicarne una fruizione attenta a tutte le articolazioni del discorso poetico e alla ricerca formale, spesso innovativa e disinvolta che l’Autore porta avanti con determinazione, pur affrontando spesso temi di impegno civile che facilmente possono spostare l’attenzione e la sensibilità del lettore nel campo dell’emozione e della drammaticità del messaggio comunicato.\u003cbr\u003eLa pesante, difficile particolarità congiunturale, determinata sia dall’iniziativa politica e sia dal comportamento internazionale dello stato di Israele – l’ambito sociale dove si sviluppa quotidianamente l’attività del poeta – si complica in questi giorni per le polemiche suscitate in Francia e in Italia dall’invito allo stato di Israele come ospite d’onore delle fiere internazionali del libro di Parigi1 e di Torino. L’invito è stato sollecitato dalla diplomazia israeliana, e conseguentemente formulato dagli interlocutori europei, in occasione del sessantesimo anno dalla fondazione dello Stato Ebraico. L’iniziativa si qualifica immediatamente come “di parte”, sia rispetto alla situazione conflittuale che si registra in Medio Oriente, tra Israele e Palestina, e sia rispetto alla disputa politica interna alla società israeliana, dove l’opposizione alla linea aggressiva e oppressiva del governo attuale è da quello stesso governo duramente conculcata, per non dire perseguitata.\u003cbr\u003eIn questa situazione, le composizioni di Aharon Shabtai potranno incontrare polemiche e provocare fraintendimenti che non gioveranno, forse, a una lettura critica intesa soprattutto a cogliere la caratterizzazione molto originale della scrittura di uno dei più interessanti poeti contemporanei di ispirazione “civile”. La struttura stessa della compilazione, che mette insieme versi di raccolte recenti, è organizzata in modo attentamente significativo.\u003cbr\u003eDopo alcuni componimenti che documentano un sottofondo generale, un ambiente ostile e coercitivo (Aeroporto Ben Gurion, Sharon, Il muro…), si liberano a sorpresa brevi, lineari ed eleganti invocazioni, le preghiere che auspicano la sconfitta dell’esercito di Israele impegnato nella recente guerra del Libano. Inaspettatamente, queste preghiere si organizzano in un canto. “È possibile cantare in tempi oscuri? – Si domandava Bertolt Brecht – Si può cantare l’oscurità dei tempi”.\u003cbr\u003ePoi, il canto di Aharon Shabtai si sviluppa su altri temi, dell’attualità o della memoria, con la stessa linearità, traendo ispirazione – con incredibile immediatezza, verrebbe da dire “freschezza” – da frammenti di una realtà quotidiana, intima ed evocativa, che si definiscono dettagliatamente emergendo dal marasma di un paesaggio di guerra, sconvolto dalla violenza o reso impenetrabile dalla devastazione – e magari congelato da un implicito giudizio morale, determinato soltanto con la scelta icastica di parole che non giudicano, dicono. La parola del poeta comunica al lettore le sensazioni della sua attenta partecipazione a una realtà difficile, a volte colta soltanto attraverso la struggente incongruità di particolari sorprendenti.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eEgi Volterrani\u003c\/em\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915124549,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-21_092948.jpg?v=1724225530"},{"product_id":"qualcuno-ha-suonato","title":"Qualcuno ha suonato (esaurito)","description":"\u003cp\u003ePER IZET\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eGuardo le date delle tue poesie. Sono geloso del millenovecento che tu hai esplorato con vent'anni di vantaggio su di me. Apparteniamo entrambi all'intero secolo# anche alla parte in cui non eravamo nati. Sono geloso del tempo che tu hai amato di più.Bisogna abitare in una città fluviale per trovarsi in poesia a una confluenza di acque correnti. In te scorrono russi# tedeschi# spagnoli# francesi e qualche italiano# tu li contieni. La Mliacka di sarajevo non è il Guadalquivir né la Neva# però il suo piccolo letto regge l'onda di piena e di raccolto dello scroscio di versi di un secolo# un torrente passato nel tuo cranio di \"mentsch\"# persona del genere umano.Ho bevuto con te e così# per la misteriosa proprietà transitiva dei poeti e dei bicchieri# io mi sono trovato seduto a tavole remote# dove mai mi sarei azzardato a chiedere permesso. Dietro un nostro bicchiere ho potuto stare con Bohumil Hrabal nella birreria di Praga# al suo tavolo che non ospitava scrittori né lettori# ma solo bevitori amici. Ho potuto sapere come lui portava il vetro all'altezza dei denti e come ci appoggiava sopra il silenzio. Ho tirato tardi con Nazim Hikmet# Alfonso Gatto# Esenin# all'ombra dei nostri bicchieri e ora so con che dita si stropicciano gli occhi. Ho ascoltato la parola comunismo senza inflessioni di invettiva o inno# senza versione ufficiale# come uno pronuncia la parola pioggia# sandalo# balcone.La storia del nostro millenovecento si è tanto preoccupata di infilarsi nelle case# staccare genitori da figli# mogli da mariti# stabilire diete di scarsità nelle cucine spente# distribuendo addii come biglietti da visita. Questa invadente storia maggiore nei tuoi versi è ridotta a margine slabbrato della pagina. Conta di più la storia minore di avere amato una donna# di avere tremato meno per gli scoppi delle granate e molto di più per la febbre di una figlia# per la tosse notturna di un nipotino. È potente per te# molto più che per me# l'esclusiva della vita personale# prepotente il diritto alla felicità# scippata al volo# gustata pure prima di noi non ha avuto nessuno\". Dici giusto: anche se siamo gli ultimi di una serie innumerevole# con poco e niente margine di novità# ecco che nella felicità possiamo essere primizia assoluta# sicuri che nessuno può essere stato così felice prima di noi. È antica# ovvia# ripetuta# l'ingiustizia# la guerra# rime stantie delle generazioni# ma la felicità# quella è strepitosamente nuova# vergine per il poeta e per ognuno di noi che è poeta quando sa riconoscerla in tempo# mentre s?e# mentre in cucina una pentola bolle. Poeta è chi trova la felicità nella stanza accanto e mai dice dopo: quelli erano bei tempi. Mai la felicità è retroattiva# o riconosciuta all'istante o perduta.Ma quando è insopportabile la pena# allora servi tu# poeta# tu e non un romanziere che la tira in lungo# tu con dei versi da imprimere a memoria quando si è alle strette e viene tolta la biblioteca e la luce del giorno. Là servi tu che puoi rispondere di tutto. Ricordi Izet la fila davanti alla prigione di Leningrad# era il cinquantasette e Anna Achmatova da un anno si incolonnava insieme ai parenti dei prigionieri nella fila delle visite# al freddo. E qualcuno la riconosce# è lei la famosa poeta# perché in Russia i poeti erano famosi. E una donna che sta in fila dietro di lei# che non l'ha mai sentita nominare# le domanda a bassa voce: \"A eto vi mojete opisat'?\"# e questo voi lo potete descrivere?# e lei risponde con altrettanto soffio: \"Mogù\"# posso. E finisce il racconto scrivendo: \"Allora qualcosa di simile a un sorriso scivolò su quello che era stato un volto\". Ecco# mio Izet# dentro ogni tuo verso di guerra subita# di lutto# c'è la risposta alla domanda di uno come me che sta in qualche fila all'addiaccio delle molte prigioni e chiede: \"Questo voi potete descriverlo?\" e tu con la carta piena del segreto dell'aria# rispondi: \"Mogù\"# posso.Ho visto la tua patria# Izet# città al buio# le file per l'acqua# ho visto la guerra tornare in Europa e lasciarla illesa e uguale. La Bosnia degli anni novanta era migliaia di miglia più lontana del Vietnam del sessantasette. Sono gli anni a fare la geografia# non le distanze. Oggi si può prendere un aereo per Sarajevo# Belgrado# io ho amato le tue città quando non si poteva prendere un caffè. Amo il tuo suolo# amo: un verbo che è stato la tua sola bandiera e ha sventolato sul bavero della tua giacca per una vita intera. Da te imparo di nuovo a dire: amo. A cinquant'anni bisogna pronunciarlo spesso# in quante più lingue possibile# lavandosi i denti al mattino# sciacquandoli bene e poi asciugandoli con l'aria di quel verbo all'indicativo presente. Tutte le tue poesie vengono da questa igiene del verbo amare# da questa soglia delle labbra. Bentornato in italiano# benvenuto col tuo verbo a grattare la ruggine della nostra pentola e a farla profumare# noi t'invitiamo ma tuo è il fuoco e la pietanza# tuo il vino che dà profondità ai nostri occhi# un grano d'infrarosso per vedere al buio.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eErri De Luca\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915157317,"sku":"","price":0.0,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2_affa3faf-fc51-4b0f-98d9-66f24c69b545.jpg?v=1706386698"},{"product_id":"ti-guardo","title":"Ti guardo","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\"Un intreccio inscindibile di bellezza e sofferenza, come solo i poeti al mondo sono capaci di sopportare....\" e \"Un canzoniere d'amore luccicante come perle, e tenebroso come la più nuvolosa delle notti\". Giuseppe Conte\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e*\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eHo visto una sola volta Maram Al Masri, e una sola volta l’ho ascoltata leggere le sue poesie. Tanto è bastato per capire la qualità del suo lavoro e cogliere in lei un intreccio inscindibile di bellezza e sofferenza, come solo i poeti al mondo sono capaci di sopportare. E leggendo questo suo libro mi rafforzo in quella mia prima impressione.\u003cbr\u003eMaram al-Masri ci dona un canzoniere d’amore luccicante come perle, e tenebroso come la più nuvolosa delle notti. Invito il lettore a immergersi in questo libro come se fosse una fontana , una di quelle fontane sacre in cui gli antichi amavano pensare di potersi purificare e di celebrare un rito di rinascita.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003ci\u003eGiuseppe Conte\u003c\/i\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915222853,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Ti-guardo.jpg?v=1706380417"},{"product_id":"heart-muscle","title":"Heart Muscle","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eIn naturale continuità con il suo libro precedente (\"It's not love it's love\"), ora da Agneta Falk abbiamo un altro vero libro sull'amore, accogliente come una spaziosa strada da percorrere, universale e profonda. (Alberto Masala)\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cb data-mce-fragment=\"1\"\u003ePer Aggie\u003c\/b\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eDifficile per me scrivere di un poeta. Se poi si tratta di Agneta Falk, mia amica ed anche compagna del caro Jack Hirschman, la cosa si fa ancora più complessa ed emotivamente coinvolgente. Conosco Aggie e Jack da tanti anni, numerosi sono gli eventi ed i readings che ci hanno visti insieme, l’affetto è ormai talmente involto nella familiarità — (la Casa della poesia... “la tavola della nostra famiglia italiana”) — che ciò che apparentemente potrebbe sembrare semplice, lo scrivere a proposito dei versi di una cara amica, diventa straniante e davvero complesso. Se aggiungiamo che non ho alcuna dimestichezza con lo sguardo ed il linguaggio della critica...\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eProcedo dunque cercando di dissolvermi nella sua scrittura e, come prima considerazione, mi sento sollevato dal fatto che questa stessa mi facilita il percorso grazie alle qualità che già di per sé esprime.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eAgneta Falk è svedese di nascita, ma raffinata anglofona di adozione, dunque la prima osservazione fondamentale è sulla sua grande capacità di utilizzare una lingua non originaria. Questa prerogativa l’ha certo aiutata ad affrancarsi da eventuali “questioni della lingua” ed a calarsi in maniera diretta in una scrittura che riesce ad aprire gli occhi sulla vita, e sulla sua realtà più frammentata e sofferente, fino a farcene intravedere spietatamente e consapevolmente tutta l’amarezza.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eMa, pur restando sempre colloquiale e diretta, la sua lingua non s’indebolisce, anzi, l’assenza di giochi formali, enfasi, ermetismi... la rende più acuta e penetrante, sostanziale e inevitabile. Dove ci si potrebbe perdere, ci riporta subito all’essenza con immediatezza ironica o concretezza dolorosa. Ma senza violenza di forzature, cercando sempre una risposta, un forte sostegno di speranza, aggrappata profondamente ad una irriducibile coscienza etica.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eIl suo verso, femminile nello sguardo e spesso anche nella sostanza dell’osservazione o dell’affettività (\"Le donne come te\", \"Venduta\", \"Astrid\", \"Madge\", \"Lei\"...), è popolato da umanità di emarginati e vittime di cui rivendica ed espone la sofferenza, tutelandoli con un vigile senso di pietà che mostra ad oltranza la dignità anche nelle sue violazioni più estreme (tante facce\/sull’orlo delle loro vite\/urlano ammutite\/dentro me). Solo un’identità così forte ed onesta poteva impugnarne i simboli per agitarli davanti alle nostre coscienze (I morti ci ammoniscono).\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eVersi di ribellione? Sì, certo, se in questa comprendiamo ciò che anche a noi più sta a cuore, che ci coinvolge senza dubbi: amore e indignazione permanente, senza rassegnazione. Ecco l’amore, accumulato in sedimentazioni interne, che riaffiora sempre diventando linguaggio, ricerca, tensione costante, che emerge e si conforma in dignità ogni volta che ne affronta la mancanza.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eÈ questo paradigma l’elemento che conduce l’esistenza di Aggie. Sia nella sostanza della sua vita pubblica e privata, che dentro le pagine di questo libro, al quale la vita stessa ha chiesto di essere accolta per poter continuare a restare in dialogo.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eUn amore perseguito con sensibile accuratezza e ruvida ostinazione, diretto ed impetuoso nell’affrontarne le pulsioni, quanto tenero di pazienza nel progettarne visioni familiari, desideri, passioni. L’amore, che qui sa confrontarsi con l’amore stesso in modo semplice e diretto, chiama la poesia a dire, accogliendo il sentimento e respingendo i sentimentalismi, rifiutando le sublimazioni, cercando sempre il confronto, assumendo il disagio della differenza. Perché è vivo, quindi capace di trasportare la propria complessità e parteciparla all’interiorità di tutti.\u003c\/span\u003e\u003cbr data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003eIn naturale continuità con il suo libro precedente (\"It’s not love it’s love\"), ora da Aggie Falk abbiamo un altro vero libro sull’amore, accogliente come una spaziosa strada da percorrere, universale e profonda.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eAlberto Masala\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915255621,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Foto_2024-08-17_212134.jpg?v=1723927984"},{"product_id":"il-cielo-per-cappello","title":"Il cielo per cappello","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eUna vasta antologia di un poeta rivoluzionario entrato nella leggenda e amato da tutti i grandi scrittori latinoamericani!\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eRoque Dalton lo ricordo ridendo. Magro, di un bianco pallido, ossuto, nasone come me, e ridendo sempre. Non so perché ti ricordo sempre ridendo, Roque Dalton. Un rivoluzio- nario che ride. Non che i rivoluzionari siano particolarmente seri, anzi, ma lui era un rivoluzionario che rideva molto.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eRideva soprattutto di se stesso. […]\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eErnesto Cardenal\u003ci\u003e, Ricordo di Roque Dalton, \u003c\/i\u003ein\u003ci\u003e Recopilación de textos sobre Roque Dalton\u003c\/i\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e[…] il cammino di un vero rivoluzionario non passa per la sicurezza, la convinzione, lo schema semplificativo e manicheo, ma a esso si arriva e per esso si transita lungo un penoso groviglio di incertezze […] Roque aveva voluto che io sapessi di questo itinerario interiore ed esteriore che aveva fatto di lui un combattente, un uomo con la sua scelta finale presa e assunta dopo un lungo processo critico.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eJulio Cortázar\u003ci\u003e, Una morte orrenda, \u003c\/i\u003ein\u003ci\u003e Recopilación de textos sobre Roque Dalton\u003c\/i\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003ePoeta profondo e beffardo, Roque preferiva prendersi in giro a prendersi sul serio, e così si è salvato dalla magniloquenza e dalla solennità e da altre malattie che affliggono gravemente la poesia politica latinoamericana.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eNon si salva dai suoi compagni. Sono i suoi stessi compagni a condannare Roque per reato di discrepanza. Dal suo fianco doveva arrivare questa pallottola, l’ unica pallottola in grado di colpirlo.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eEduardo Galeano\u003ci\u003e, Roque \u003c\/i\u003ein\u003ci\u003e Memoria del Fuego 3\u003c\/i\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e[…]\/ricordo i tuoi occhi di ragazzo \/ che erano quasi un abbraccio quasi un dogma \/ il fatto \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eè che sei arrivato \/ presto al buon umore \/ all’amore cantato \/ all’amore decantato\/al ron \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003efraterno\/alle rivoluzioni \/ ma soprattutto sei arrivato presto\/troppo presto \/ a una morte \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003eche non era tua \/ e che adesso non saprà che fare \/ con \/ tanta \/ vita.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eMario Benedetti\u003ci\u003e, A Roque, \u003c\/i\u003ein\u003ci\u003e Últimos Poemas\u003c\/i\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915386693,"sku":"","price":20.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/2024-08-17_224039_41424b0f-b1fd-4b57-b671-04398fc92f9c.jpg?v=1723968445"},{"product_id":"compianto-dei-mendicanti-arabi-della-casba-e-della-piccola-yasmina-uccisa-dal-padre","title":"Compianto dei mendicanti arabi della casba e della piccola Yasmina uccisa dal padre","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003eUno straordinario poema, scritto nel 1951 da un giovane poeta e studente algerino, Ismaël Aït Djafer, che partendo da un fatto di cronaca lancia un veemente atto di accusa contro il colonialismo, la povertà, la fame, la prevaricazione\u003c\/span\u003e.\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIn principio fu un fatto di cronaca: il dramma quotidiano, e quasi banale, d’una bambina assassinata dal padre.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eBisognava essere Ismaël Aït Djafer per farne un poema. E che poema! Un lungo grido di dolore, così violento che vi si poteva leggere, a pensarci bene, l’imminenza d’una tempesta, l’annuncio d’un novembre [il 1° novembre 1954 iniziò la lotta di liberazione, N.d.t.].\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eQuesto compianto basta da solo a fare di Aït Djafer un poeta.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eKateb Yacine\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003ePerché scrivere nella lingua del colonizzatore? La risposta più semplice e interessante è del poeta marocchino Abdellatif Lâabi secondo cui questa letteratura sarebbe “una sorta d’immensa lettera aperta all’Occidente, i cahiers maghrébins de doléances, se vogliamo”. Lettera aperta, messaggio in una bottiglia, avvertimento (ma non minaccia)…\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cem\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eGianluca Paciucci\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCome il lettore scoprirà ben presto, il significato politico del Compianto, la sua umanità, parla al nucleo stesso della sopravvivenza e dell'esistenza di oggi.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003ePer il povero in ciascuno di noi, il Compianto piange. Lasciate che le orecchie nei vostri occhi ascoltino ora il lamento di Djafer.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eJack Hirschman\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915419461,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Copertina-djafer_OK.jpg?v=1706298109"},{"product_id":"paesaggi-di-carta","title":"Paesaggi di carta","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eLa prima ampia antologia italiana di una protagonista della poesia spagnola contemporanea. L'opera di Francisca Aguirre è stata attraversata dall’evento della Guerra Civile spagnola, dai temi dell’infanzia, da un frequente ricorso alla mitologia classica e da una insistente e ostinata preservazione della memoria come strumento di salvezza di fronte all’ingiustizia dell’oblio ideologico ed esistenziale.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cstrong\u003eOMAGGIO A PACA AGUIRRE\u003c\/strong\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eNon ho mai vissuto a Madrid e inoltre sono arrivata un po’ tardi nel mondo della letteratura, e a 61 anni di certo continuo a non esserci arrivata. La mia relazione con Paca Aguirre – benché ci siamo incontrate a volte in un gruppo affettuoso di amici, prima o dopo un recital o una conferenza – è stata soprattutto quella che si crea tra chi legge e chi scrive. Ma come sapete, la relazione tra lettore e scrittore, tra lettrice e scrittrice in questo caso, è una delle più forti. Quando leggiamo qualcuno, abbiamo l’impressione – fondata – di conoscerlo molto bene, forse quasi meglio di quanto lui stesso, lei stessa, si conosca. Si tratta di una relazione fidata e vera, spesso più fidata e vera di quella che abbiamo con persone in carne ed ossa.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eDallo splendido, assolutamente splendido Itaca, il suo primo libro, fino a Historia de una anatomía, o Espejito, espejito con il suo percorso autobiografico, i suoi testi mi hanno impressionato, al loro cospetto ho assentito e spesso, persino discusso.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSe Paca si fosse dedicata alla medicina, sarebbe stata uno di quei medici all’antica (o forse una grande chirurga), quando il mestiere richiedeva la massima precisione e la massima conoscenza specia-lizzata, senza rinunciare ad un’accentratrice visione d’insieme, in cui si potesse attingere e soppesare tutta la rete di elementi costitutivi con i suoi effetti mutui e le sue interdipendenze.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eDelineare con precisione, vedere l’immagine completa, agire con mano e occhio sicuri… Ho l’impressione che questa sua chiara intelligenza analitica ci osservi sempre dal fondo delle sue migliori poesie. La chiara intelligenza, sì, e la pena che l’avvolge, la “dilatata ispirazione di una pena irreversibile”, una sorta di no esistenziale (estraneità, dolore, assenza, mancanza) che fonda il segno di una vita e propizia la nascita di un poeta, di una poeta.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLa poesia di Paca Aguirre interpella sempre i suoi lettori proponendo loro una meditazione. Come vivere? È la domanda che dipana instan-cabile da più di quattro decadi la sua poesia, e mi sembra, da sempre, la sua vita. Materia per rimuginare noi lettori, per ammirare, e assentire o dissentire, per conoscere la storia, e quanto difficile e terribile è ed è stata la vita di questo nostro paese e, in particolare, delle donne di questo paese.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e«C’era una volta una bambina \/ che sognava di essere equilibrista» comincia la poesia intitolata “Maternidad”, in Historia de una anatomía, ed io pensavo che probabilmente questa, non so se attitudine o qualità, che Paca Aguirre osserva in sua figlia, forse le sia giunta in eredità da sua madre. Tra il caos e la ragione – per utilizzare due parole che ben le appartengono – a colpi di volontà, con il passo incorruttibile della tristezza e l’impulso sempre dell’allegria, Paca Aguirre ha costruito la sua opera.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cem\u003eOlvido García Valdés\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915452229,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Copertine2012-paca.jpg?v=1706297894"},{"product_id":"le-stelle-a-chi-le-lavora","title":"Le stelle a chi le lavora","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\"Le stelle a chi le lavora\" è un viaggio cronologico nei versi straordinari di uno dei protagonisti assoluti della scena poetica spagnola contempo-ranea, Juan Carlos Mestre.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLa sua opera realizza un punto di svolta, un’apertura delle tradizioni spagnole, appiattite in canoni essenzialmente autoctoni, alle diverse poetiche della fine del secolo XIX e del XX in un dialogo permanente e critico con le poetiche dell’avanguardia.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLa poesia di Juan Carlos Mestre è di una potenza inusuale, tanto nel suo carattere espressivo, quanto nella sua capacità di riunire e moltiplicare un tessuto simbolico che cresce in maniera esponenziale nella polisemia essenziale della sua dizione.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eDavanti al miraggio dell’autore, “la poesia apre le sue porte affinché fantasmi e voci tornino vivi dalla catastrofe civile al luogo da cui furono espulsi (…). Questa poesia oscilla tra le più strazianti incarnazioni del profetico e la discontinuità della prosa del mondo; tra lo splendore del mito e la narrativa erratica dei successi immaginari oltre il crudele stupore dell’esperienza”, secondo le parole di Javier Bello.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eUn’assemblea di voci in cui la molteplicità dei soggetti poetici contemporanei sono ospitati come ultima possibilità di parola della coscienza civile e l’imperativo categorico della memoria delle vittime, dei deboli e degli oppressi. Una poesia di aspirazione totalizzante, ma estranea a qualsiasi precettistica e volontà sanzionatoria.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915517765,"sku":"","price":20.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/CopertinaMestre10.jpg?v=1706298588"},{"product_id":"il-sigaro-di-fuoco","title":"Il sigaro di fuoco","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003e\"Poesie, fiabe, rime, ballate per i bambini d'ogni età\" del grande poeta salernitano. Nel dvd allegato: poesie lette da Diego De Silva, animazioni di Rosario Memoli e Domenico Latronico, composizioni musicali di Mario Campanile, Stefano Giuliano, Aldo Vigorito.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eUna vigorosa ispirazione civile, un vero \"estro\" antifascista sono chiaramente visibili nelle poesie che Alfonso Gatto ha raccolto per i bambini. Niente di voluto, s'intende, niente di programmato: Gatto è lontano dai pericoli del didascalismo come la terra dalle più lontane nebulose. Sono i suoi umori, i più liberi, magari più anarchici, che gli suggeriscono immagini, giochi di parole, personaggi, che gli mettono davanti bersagli da colpire con bella violenza: la guerra e il fascismo, per dirne due.\"\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eGianni Rodari\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eQuesto libro di poesia è per bambini, cioè degno della loro intelligenza. Non è però infantile: Gatto non fa finta di essere piccolo. Fa una cosa diversa che può essere paragonata a un gesto: quello di parlare a un bambino accovacciandosi sulle ginocchia. In questo modo non si diventa certo piccoli, ma si comunica a chi è più piccolo di noi che per lui, per essere alla sua altezza, il corpo di un adulto si può trasformare.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eAntonella Anedda\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eIl fanciullo randagio e persino crudele, l\"enfant sauvage\" che Gatto fu sempre, ma di una selvatichezza radicata in un mondo che coinvolgeva le potenze \"superiori\" del logos, tanto quanto quelle dei pur divini animali, hanno fatto sì che egli creasse intorno a sè, alla sua opera, un proprio luogo incollocabile, e pur traboccante di tragica e generosa umanità.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eAndrea Zanzotto\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915550533,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Documento_2024-08-21_095409.jpg?v=1724227241"},{"product_id":"voglio-parlare-di-te-notte-monologhi","title":"Voglio parlare di te notte - Monologhi","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eSensualità, ironia, passione, femminilità: ecco la prima antologia italiana di Barbara Korun, uno dei grandi talenti della poesia slovena.\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa poesia di Barbara Korun sgorga dal suo porsi nella particolare prospettiva di osservatrice di se stessa, della propria posizione creativa, della dolcezza e asprezza della propria personalità, come confessione dei riflessi della bellezza dell’esistenza, come memoria delle prove della vita, degli eventi e dei pensieri. L’abbandono poetico alla dimensione erotica della vita fa rivivere in lei forti sensazioni spirituali, risveglia lo sguardo immediato dell’esperienza interiore, riattiva la passione e il desiderio, ma vivere tale turbamento significa soprattutto trovarsi in una situazione di apertura ad una coraggiosa intimità. Nel mettere a nudo il suo principio femminile, l’autrice coglie il significato delle parole nell’abbandono estatico alla poesia – al peso della lingua, e attraverso lo svelamento della stretta intimità che si crea tra l’uomo e la donna, dettata dall’estasi del gioco di due corpi roventi – l’osmosi del contatto.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915583301,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/1622539_10201940693533824_412983502_o.jpg?v=1706373970"},{"product_id":"nella-terra-di-nessuno","title":"Nella terra di nessuno","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eUna straordinaria raccolta di haiku di un protagonista assoluto della poesia europea contemporanea, Josip Osti.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eEssere veloce come il lampo – è sinonimo di un maestro di haiku! Nei frammenti poetici di Josip Osti (da giovane era un eccellente sprinter) in maniera scherzosa e discreta (così, en passant, come per caso) emergono le grandi tematiche epocali della storia, mutandosi - in una magica osmosi tra le parole - in palpito d’ali di farfalla, in intimità del risveglio, \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003ein un’onda policroma ai margini di una corolla. Tanto ormai lo sappiamo: non c’è niente di più importante dei particolari insignificanti. Non solo il diavolo, anche dio è nei dettagli.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMilan Dekleva\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eGli haiku di Osti sono piccole perle che si infilano in una collana polisemica, stutturalmente complessa, dedicati alla vita che può essere incantevole e assieme spietata, fascinosa e sfuggente, e perfino piena di umorismo, ma è anche intollerante e non ci risparmia con la sua scoperta o mascherata ambiguità, perfino con la minaccia, nella quale si cela l’orrore.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eVeno Taufer\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eJosip Osti è riuscito a ridare vita alla vecchia forma giapponese in modo da entusiasmare il lettore, la sua sensibilità poetica non tralascia niente – ciò che ha visto con occhio occidentale lo esprime con il cuore. I suoi versi rispecchiano la sua ardente passione per l’istante, ciò che è nominato e descritto viene rafforzato ossia zumato e messo a fuoco con risvolti drammatici o impulsi più sommessi.[...] Le annotazioni di Osti superano di gran lunga e autenticamente gli stimoli impressionistici dello haiku, come\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eautore lo possiamo affiancare ai più grandi artisti di questa forma, non solo nell’ambito sloveno o mitteleuropeo, bensì in quello mondiale.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eSlavica Šavli\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eNonostante il rispetto che nutro nei confronti della natura originale e contenutistica dello haiku giapponese, Josip Osti con la sua personale visione lirica ha allargato le possibilità espressive di questa generalmente amata e apprezzata forma poetica. Non tenendo conto del fatto che le miniature\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003epoetiche della poesia haiku di Osti siano il non plus ultra, vale la pena di sottolineare anche il semplice ed essenziale fatto che si tratta di una lirica eccezionalmente robusta, originale, fresca e sconvolgente.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eBoris A. Novak\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915714373,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/11947778_10205889804699135_6755720138825333891_o.jpg?v=1706296208"},{"product_id":"poesie","title":"Poesie","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eParole come brecce o fenditure o crepe aperte nel muro del reale per fare del reale un luogo abitabile, per costruire realtà. La prima antologia italiana di una delle più belle voci femminili della poesia spagnola contemporanea.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e(…) Parole come brecce o fenditure o crepe aperte nel muro del reale per fare del reale un luogo abitabile, per costruire realtà. Davanti ai nostri occhi, allora, queste impronte, queste tracce, questi frammenti di un viaggio sempre sorprendente, perché in esso accade l’inatteso, perché la necessità di dire il mistero della vita – quello che non comprendiamo e che può ammutolirci e farci tacere per sempre o commuoverci fino a convertirlo in canto – ha trasformato la ricerca del senso dell’esistenza in un sentire l’esistere. (…)\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eOpera di poeta pervaso, non di poeta padrone, ciascun lavoro di Ada Salas è un passo avanti verso una poesia dell’incompiuto e del frammentario. Ogni poesia, un fulgore, e poi, fortunatamente per noi, tutto è da farsi ed è necessario, è imprescindibile, iniziare di nuovo il lavoro: Scrivere \/ e cancellare \/ scrivere \/ e cancellare \/ scrivere \/ e cancellare \/ (...) poi \/ sfumar \/ si..\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003ci\u003eJosé Luis Rozas\u003c\/i\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915779909,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/13615341_10155087664208009_7105513159895698075_n.png?v=1706296044"},{"product_id":"mestiere-senza-crisalide","title":"Mestiere senza crisalide","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eUn'antologia magistrale di uno dei grandi talenti della poesia spagnola contemporanea. Guadalupe Grande ci dà mostra di vigore letterario e profondità umana. I versi, lunghi, possiedono una musicalità ritualizzata. \u003cem\u003eIl libro di Lilit\u003c\/em\u003e, che fa parte del volume, è qui per mostrarci che, dalla stessa radice del vocabolo mito discendono “tessuto”, “tessere”, “filare”: attraverso la cruna dell’ago che sono le sue poesie, si infila la vita.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e«Nel suo secondo libro, La chiave di nebbia (2003), Guadalupe Grande capta con precisione e profondità emotiva la crisi culturale postmoderna, formulandola in termini spaziali. Grande combina con originalità un linguaggio ingannevolmente semplice, ritmi interrotti, la ripetizione e la fusione dei registri quotidiani e metafisici. Il soggetto lirico si muove in un labirinto urbano, uno spazio che non le offre alcun rifugio. Nella poesia “Cartolina I” termina dichiarando: “Una città, oggi, è stare lontani”».\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003ci\u003eSharon Keefe Ugalde\u003c\/i\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e«Ci sono in questa opera un desiderio di dire ed un sapere poetico poco comuni. Guadalupe Grande si fece conoscere con Il libro di Lilit e la sua scrittura attuale è una risposta che adempie in maniera più che abbondante a quelle aspettative. Con l’utilizzo di un versetto lungo si presenta un discorso “ispirato”, come se si scrivesse al comando di un’altra istanza, di una forte potenza immaginativa, che si dispiega in figurazioni come se fosse il linguaggio a parlare da solo o, con parole del libro, “Nella mia ignoranza, ho una vaga consapevolezza di quanto voglio dire”. E questo tipo di versetto ed un certo effetto di incoerenza che producono le parole danno un tono di salmodia. Tutto ciò è un veicolo attraverso il quale lasciar parlare la memoria. “Per una poesia cancellata” è un testo eccellente, come pure “Giardino delle variazioni”. Dunque, questo Albergo per ricci viene ad essere un rifugio per il passato che rivive nel presente, comprimendosi l’uno nell’altro, una meditazione sul tempo, tutto è ricordare e dimenticare, e in questo movimento il reale, vissuto, trascende in una trasfigurazione che fa sì che le parole non siano più parole ma note di quella musica che chiamiamo poesia».\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003ci\u003eTúa Blesa\u003c\/i\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915812677,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/137047832_10221141912392295_6049542290202845701_n.jpg?v=1706295791"},{"product_id":"corpo-a-corpo","title":"Corpo a corpo","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003eUna poesia dell'incontro nel primo libro italiano di Sotirios Pastakas, un protagonista della scena poetica internazionale. Tradizione e modernità, ironia e senso di morte, il dramma del popolo greco e i colori, i profumi e i sapori del Mediterraneo.\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eSotirios è – come qualcuno lo ha definito – “un poeta dello sguardo”: uno sguardo che scava, spudorato e impietoso, nelle ferite del corpo, nominando i risvolti “indicibili” di un amore finito (L’esperienza del respiro), che si aggira negli interni delle case passando dai gesti più banali della quotidianità al dialogare tenero e pensoso col proprio gatto (Jorge). Ma è anche lo sguardo che riesce ad accostare la violenza del mondo alla distruttività con cui ci accaniamo talvolta sul nostro corpo, che può, attraverso pochi versi scarni, far incontrare in cucine disadorne, su tavole quasi vuote e cibi sempre più poveri, l’“empasse economica” che sta attraversando il suo paese e la spinta a creare nuove forme di “collettività” e di “altruismo” (\u003cem\u003ePasto dei poveri\u003c\/em\u003e).\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003ci\u003eLea Melandri\u003c\/i\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSono convinto che il lettore conoscerà, con questo libro, un eccellente poeta greco contemporaneo che riflette nei suoi testi molte delle tenebre economiche ed esistenziali che assediano il più luminoso dei paesi del mondo.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003ci\u003eJack Hirschman\u003c\/i\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915845445,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/13474940_10207852330721059_7927345698756000501_o.jpg?v=1706295447"},{"product_id":"tutti-gli-amori-sono-straordinari","title":"Tutti gli amori sono straordinari","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eUn nuova raccolta di straordinari (come gli amori) versi di uno dei maggiori poeti europei contemporanei. Amore, passione, dolore, ironia, incroci sentimentali in un'opera matura che conferma le vette raggiunte dal suo autore.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e«Le immagini di Osti nascono dal vuoto e nell'istante stesso della loro apparizione brillano con tanta forza da risvegliare i nostri sensi. Nel processo della trasfigurazione sedimentano in noi fin dove il cosciente converge con l'inconscio, il visibile con l'invisibile. Così nella poesia Nuda passeggiavi nel giardino l'immagine dell'amata che gira nuda, l'arancio in fiore che rigoglioso cresce nel suo corpo con la sua fragrante chioma e il poeta con il coltello d'innesto in mano si trasfondono in sensazione di lontananza e pian piano si attenuano come canto di uccelli e sgorgare di sangue. Un doloroso susseguirsi o presenza d'immagini e nel contempo la loro onirica estraneità e riposante morbidezza, insomma il mondo dei mirabili quadri di Chagall.»\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eLidija Gačnik Gombač\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560915910981,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/14976689_10209019196291969_2626966077164630969_o.jpg?v=1706283102"},{"product_id":"la-biblioteca-in-riva-al-mare","title":"La biblioteca in riva al mare","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eIl nuovo bellissimo, meditato e cesellato libro del poeta salernitano Giancarlo Cavallo. Una boccata d'ossigeno nell'asfittico mondo della poesia italiana contemporanea.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIn una raccolta di poesie di così profondo livello non si trovano trame compiute, ma costellazioni di indizi che favoriscono la comprensione del percorso, e soprattutto immagini in versi sapienti: questo abbiamo dalla \u003cem\u003eBiblioteca\u003c\/em\u003e di Giancarlo Cavallo, opera felicissima nel panorama della poesia attuale, processione di testi-ceri che non si consumano e che suggeriscono letture ripetute in desiderio di vita, in mezzo alla cara calca delle assenze.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003ci\u003e(dalla prefazione di Gianluca Paciucci)\u003c\/i\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\"Forse una costante in questa raccolta può essere indicata proprio nella presenza assidua di “mediatori”: tra la terra e il cielo più frequentemente, ma anche tra le terre (il mare Mediterraneo, teatro tragico di eventi che non possono essere ignorati), fino alla scrittura (mare d’inchiostro) che è medium per eccellenza, mediatore tra passato e futuro, tra realtà ed immaginazione.\"\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003ci\u003e(dalla “Nota per l’ affezionato lettore”)\u003c\/i\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560916009285,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/35882119_10213919897086426_971196945777295360_n.jpg?v=1706282093"},{"product_id":"libro-degli-addii","title":"Libro degli addii","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eIl testamento poetico di uno dei maggiori protagonisti del secondo Novecento, \u003ca href=\"https:\/\/www.casadellapoesia.org\/poeti\/sarajli-izet\/biografia\" id=\"LRV17TsarajliizetNome_description\" class=\"AutoriNome\" style=\"color: #cf2e2e;\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eIzet\u003c\/a\u003e \u003ca href=\"https:\/\/www.casadellapoesia.org\/poeti\/sarajli-izet\/biografia\" id=\"LRV17TsarajliizetCognome_description\" class=\"AutoriCognome\" style=\"color: #cf2e2e;\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eSarajlić\u003c\/a\u003e, il cantore della Sarajevo città martire. L'addio al mondo, all'umanesimo, a una città, al secolo. Con introduzione di Erri De Luca.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eNato nel 1930, morto nel 2002, fu visitato in casa da due guerre. Una gli portò via il fratello maggiore, l'adorato Eso, fucilato dalle camicie nere italiane, che occupavano la Jugoslavia al seguito delle truppe naziste. La seconda guerra, degli anni Novanta, gli portò via due sorelle. [..] Chi è sopravvissuto nel 1900 si è trasformato in facchino, portatore su di sé delle vite falciate intorno a lui. Durante l’accerchiamento di Sarajevo, Izet Sarajlic nella sua casa ha resistito agli inverni balcanici bruciando libri nella stufa e scrivendo poesie. Insieme alla compagna della vita, Mikica, ha estratto da lì calore e calorie di resistenza.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eErri De Luca\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eIl \"Libro degli Addii\" è l’addio del poeta a molte cose nella vita, a molti amici vivi e morti, in esso con evidente amarezza parla dell’ultima guerra e di quelli che l’hanno causata e allo stesso tempo ricorda i bei tempi oramai coperti dalle oscure ombre della guerra. Queste ombre hanno oscurato sia il passato che il futuro. Ma a nome di questo futuro, Sarajlić cerca di conservare la fede nell’amore che è più forte dell’odio, su questa strada non rinnega “neanche la sua fede nella fratellanza degli uomini tanto vacillante in questa guerra”.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eJosip Osti\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eIzet Sarajlić ha quindi perso più di chiunque altro. L’ho visto a Sarajevo, in occasione della “commemorazione” del millesimo giorno di assedio: ci restavano soltanto gli sguardi per comunicare; le parole ci parevano superflue o insufficienti. Perdite di quel genere non si possono né misurare né comparare. […] Là, dove tutto può accadere, il poeta stesso finisce per riconoscere di aver scritto una raccolta che avrebbe preferito non scrivere. Simili confessioni sono rare in letteratura.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eCi sono dei momenti in cui la letteratura da sola non basta.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003ePredrag Matvejević\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560916042053,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/18422331_10210672678147982_6667656201966710059_o.jpg?v=1706281929"},{"product_id":"vigilia-di-restare","title":"Vigilia di restare","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eLa più ampia antologia italiana di Juan Vicente Piqueras una delle voci più belle e alte della poesia spagnola contemporanea. Nella traduzione e cura di Raffaella Marzano.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: rgb(0, 0, 0);\"\u003eNelle sue poesie i miei occhi hanno raccolto schegge di luce che mi hanno portato lungo rotte e sentieri così carichi di nuvole misteriose e avvolgenti da farmi capire che Juan Vicente Piqueras è poeta alto. (Tonino Guerra)\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa poesia di Juan Vicente Piqueras è precisa e vibrante come l'ago della bussola. Indica un porto che non sta in nessuno dei quattro punti cardinali ma in luogo incerto e sicuro tra la mente e il mondo.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMarco Lodoli\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eJuan Vicente Piqueras è uno dei poeti che accorrono in mio aiuto quando mi accingo a scrivere. Mi nutro della sua freschezza, della sua musicalità, e mi diverto. E non esiste cosa più seria dello humour con cui circonda le sue poesie, perché con esso rivela una visione generosa della vita, di quella vita che i Poeti sono condannati a cantare.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eLuis Sepúlveda\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003ePiqueras ci cattura nella sua invisibile ragnatela magica. Ci ammalia prima di capirlo. Dice di più di quello che dice.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eJosé Hierro\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eUna voce errante, beduina, che ci canta i suoi sogni d’insonne, che lancia le parole sulla strada o sul mare per non perdersi, per trovare la rotta del ritorno. Piqueras va d’isola in isola, isola egli stesso, imparando dal mare una brutale lezione di trasparenza e scrivendo i suoi versi sul filo ombelicale dell’orizzonte.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eCarlos Edmundo de Ory\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eEstraneo a mode, etichette e correnti letterarie, lontano da tutto e da tutti, Piqueras è una delle voci più originali del panorama poetico spagnolo.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eJesús Bregante\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e* * *\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003eSono colui che sa la data della propria morte. Solo chi non muore mai sa la data della sua morte. L’essere. L’essere ingenerato e immortale: il poeta. O la poesia? L’essere, il continuo verbo coniugato al presente, l’io sono che si ripete incessante è, allora, più del verbo stesso, la dimensione di un’essenza nel suo titolo o principio più esteso e inquieto: il restare. L’essere in un luogo che è. Con tutte le implicazioni a esso connesse, prima tra tutte, la filosofia. La poesia la incrocia nella dimensione della sapienza interrogante e nella consapevolezza o vanità di ogni cosa. Di un’immagine o luogo. Nell’imprecisione degli avverbi. Nel miraggio di un’infattibile salvezza. Nella dimora angusta e barrata delle parole. Nei paradossi della vita e nelle imboscate del senso. Nelle meraviglie delle attese. O nella nostalgia degli specchi, luoghi di erranza, di doppi inesistenti. Siamo sulla cinta di un’eco o del nulla. Si vede solo ciò che si è o ciò che si è detto. Poesia dell’essere e dell’esistenza quella di Juan Vicente Piqueras. Siamo al cospetto di un poeta alto come dice, semplicemente, Tonino Guerra. Ovvero, di una voce errante e beduina come riporta Carlos Edmundo de Ory, in cerca della rotta del ritorno. E ancora, questa volta è Sepulveda a svelare, di un poeta del quale si nutre e di cui fa ricorso quando si accinge a scrivere, una visione fresca, generosa della vita e uno spiccato senso dello humor. Questi sono soltanto alcuni degli apprezzamenti che si possono leggere in Vigilia di Restare, Multimedia Edizioni, splendido libro, curato e tradotto da Raffaela Marzano con un’acuta e intensa introduzione di Sabrina Foschini. Le poesie pubblicate in questo volume sono tratte da La latitud de los caballos, Adverbios de lugar, Palmeras, Aldea, La hora de irse, Yo que tú, Atenas, Padre. Sono aggiunte, inoltre, anche diciotto poesie inedite. Poesia essente, esistenziale si diceva, e assente. Nessuno non è solo uno dei tanti nomi di Ulisse, ma una volontà di sparizione, di sottrazione all’usanza verticale dell’aggiungere. Una tensione alla perdita. Guadagna con quel che perde. È ancora la vita. E, daccapo, la poesia. Una poesia piena, precisa e leggera. Una nuvola indecifrabile. Una sete e una seta avvolgente. Dispersa nel mondo e sempre agli antipodi degli addii. Un deserto. Un mendicante. Un morire nel passato. Un niente di nuovo e sempre il mare. Un attracco e di nuovo un’attesa. Una poesia che dà i suoi stessi e semplici strumenti, … il vento inventato: la timida tormenta di un respiro e le parole, macchie di voce sulla carta, fari in mezzo all’oceano. Oppure temibili, … le vele dei verbi, la memoria e questa volta che è nave, nido, madre nel cui seno dormono la matita e la carta, il paese affondato e l’inchiostro che è sangue di animali marini. Juan Vicente Piqueras è nato a Los Duques de Requena, come racconta lui stesso, un paesino di un centinaio di abitanti e con un solo telefono. È una delle voci più belle, intense e vivaci della poesia spagnola. Un poeta che canta alla luce, rendendo grazie al cielo per tutto senza saperlo. Un’ultima nota. Juan Vicente Piqueras e il dolore. Nascosto tra le parole e una realtà che non ha nome. Un intruso come la fine. Mia madre ci amava con le sue mani e mio padre ci traduceva il cielo. Così è stato. Una poesia breve. Forse, una delle più belle del panorama contemporaneo. Che assurda storia ultimare una recensione di un poeta. Ci si sente a pezzi e vuoti di non aver colto che il niente e l’inessenziale. Nella poesia è sempre così. Scrivere dei poeti è come un’affezione. Scrivere di Piqueras o, leggere le sue poesie, invece, è senza dubbio, una cura.\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003e\u003cspan\u003eSalvatore Marrazzo\u003c\/span\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560916107589,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Vigilia.jpg?v=1706280812"},{"product_id":"cuore-legato-a-un-filo","title":"Cuore legato a un filo","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eLa prima antologia \"italiana\" di un nuovo protagonista della poesia, del teatro e della cultura slovena contemporanea, nella traduzione di Jolka Milič, vero ponte tra Slovenia e Italia.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa poesia ti trova da sola, spontaneamente, non occorre che tu vada a cercarla. Si potrebbe dire che vive tutto il tempo nel poeta come una specie di alieno in attesa del momento giusto per atterrare sul nostro pianeta. Essere poeta è uno stato d’animo. Un modo di vivere. (...)\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eUna volta scrivevo d’impulso, precipitosamente, trascinato dalla mia indole passionale. Convinto di poter mettere in poesia ogni cosa, ora mi concentro su un tema prestabilito, tengo conto delle emozioni e delle esperienze acquisite e in me si affollano e si cristallizzano le liriche… Generalmente unisco la poesia alla sofferenza, la pena mi stimola a scrivere, anche per il piacere che procura. Probabilmente l’insoddisfazione che sento nei miei confronti, trovandomi anche in disarmonia con il mondo, è la causa fondamentale e l’origine della mia poesia.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003ci\u003eVinko Möderndorfer\u003c\/i\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560916205893,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Vinko.png?v=1706280024"},{"product_id":"dal-leopardo-delle-nevi-a-majakovskij","title":"Dal Leopardo delle nevi a Majakovskij","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eLa più ampia antologia pubblicata in Italia del grande poeta cinese Jidi Majia, appartenente ai Nosuo della minoranza etnica Yi. Con disegni dello stesso autore.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa sua poesia collega tutte le epoche della storia del mondo, e tutte le diverse poesie espresse in tutte le lingue, come un arcobaleno di saggezza umana. Secondo Majia, su tutti i vertici della filosofia c’è una catena fiabesca di tracce lasciate da coloro che difendono l’idea di una umanità come una sola famiglia, e che cercano una soluzione comune. Jidi Majia ci insegna a non dimenticare che l’umanità è un’unica famiglia ed è giunto il momento di creare monumenti congiunti di gloria collettiva alla totalità della poesia del mondo. Solo uno scrittore molto complesso può scrivere in maniera così chiara e semplice.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eEvgenij Evtušenko\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLe sue poesie sono piante che parlano, fiori della memoria che coltiva nei giardini degli antichi, affinché nulla muoia. I muscoli dei primi umani sono la terra rossa delle montagne viola. Il grano saraceno cresce sui loro corpi. Un sole dorato li nutre. Il poeta scrive un diario sulla terra arcaica. La sua strada interroga le tracce degli eroi, i cui atti sopravvivono a tutte le epoche. La sua vivida immaginazione li raggiunge. Rivive nella sua lingua di ambrosia mille nascite e morti. Gli spiriti vanno e vengono tra la terra nera e il cielo, sommergendo il mondo nell’acqua di un tempo sconosciuto. Trombe di fiori cantano il loro amore per il fiume di stelle. Sotto un albero d’oro vive la nostra futura civiltà, le sue fondamenta sono miti e leggende, il sogno di pace armoniosa e la celebrazione della giustizia poetica sul pianeta.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eFernando Rendón\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560916369733,"sku":"","price":20.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/40597562_10214437309661417_945838750192107520_n.jpg?v=1706279348"},{"product_id":"scultura-involontaria","title":"Scultura involontaria","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003ePrimo libro italiano di Anatoly Kudryavitsky, poeta surrealista irlandese, nato a Mosca in una famiglia di origini irlandesi, polacche, italiane. Un protagonista della poesia europea, nella traduzione di Anna Belozorovitch e Maria Grazia Calandrone.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIl lavoro di Anatoly come poeta, autore di haiku, traduttore e curatore ha arricchito enormemente la poesia irlandese.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eDennis O’Driscoll\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIl suo lavoro è impregnato di quell’alto livello di immaginazione che ricerco in ogni scrittura creativa.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eAndew Joron\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLe sue poesie in prosa sono riuscite catturare una sorta di delirio giocoso.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eCharles Borkhuis\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLui è un poeta che dà voce all’inesprimibile.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eIosif Brodskij\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560916697413,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/CopertinaKudryavitsky.jpg?v=1706259230"},{"product_id":"barbara-e-il-barbaro","title":"Barbara e il barbaro","description":"\u003cp\u003e\u003cspan data-mce-fragment=\"1\"\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eUn inno all'«amore senza limiti, al di là dello spazio e del tempo», scritto negli anni '90 nella lingua madre di Josip Osti, uno dei maggiori poeti europei contemporanei, nella traduzione della straordina\u003c\/strong\u003e\u003cstrong\u003eria Jolka Milič.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e *\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIl senso definitivo dei forti sentimenti amorosi di Josip Osti nel libro di poesia \u003cem\u003eBarbara e il barbaro\u003c\/em\u003e\", dai titoli che sono splendide introduzioni riflessive, spesso perfino poesie personali, dimostra il rapporto di un uomo e una donna fuori dal tempo come totalità della realtà umanistica. Con raffinati paradossi il poeta scopre certamente gli elementari stimoli della sua realtà lirica negli anni della maturità che, verso la fine del libro, raggiunge echi che rispecchiano esperienze vitali, e illustrano le letture del poeta a cui l’elementare ispirazione riesce ad andare lontano, oltre la banalità di una avventura amorosa. Le poesie nel libro comunicano a più livelli con la musica in quanto arte di prim’ordine. Comunicazione che il poeta raggiunge in modo poetico puramente associativo, oppure ritmando i versi che diventano formidabili strumenti musicali. I loro suoni a lungo e persino dopo aver chiuso il libro non ci permettono di sprofondare nel sonno. Ma questa musica non è irritante e tantomeno soporifera. In breve, la raccolta è intessuta di poesie che difendono strenuamente l’amore. E perfino lo incitano e propagandano. Un amore senza limiti, al di là dello spazio e del tempo.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eGradimir Gojer\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560916730181,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Osti-Barbaraeilbarbaro.jpg?v=1706258951"},{"product_id":"quel-che-so-di-me","title":"Quel che so di me","description":"\u003cp\u003e\u003cstrong\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\" data-mce-fragment=\"1\"\u003eUn'ampia antologia di uno straordinario protagonista della poesia spagnola del dopoguerra, José Hierro. Con un'intensa introduzione del poeta Juan Vicente Piqueras.\u003c\/span\u003e\u003c\/strong\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eEra un toro delicato, un uragano generoso, un uomo molto forte e molto fragile allo stesso tempo. La sua grande forza nasceva dalla sua vulnerabilità. La sua gioia nasceva dal dolore. Forse per questo motivo, la sua gioia e vitalità avevano una sorta di inquietudine. Ho sempre avuto la sensazione che Pepe Hierro stesse fuggendo. Da cosa non lo so. Ma fuggiva. Noi fuggitivi ci annusiamo. Forse stava scappando da quella prigione da cui non poteva fuggire. Fuggiva dalla guerra, da così tanta morte, da così tanta miseria, da così tanto carcere, dalla mediocrità del mondo, dal vai a sapere cosa. Una strana forma della sua fuga perenne era che non poteva scrivere a casa sua. Non poteva creare chiuso, da solo, tra le quattro pareti di una stanza o di uno studio. Forse gli ricordavano la cella di altri tempi. Aveva bisogno di libertà, rumore, vita intorno a lui. E andava a El Ideal, un bar vicino casa sua dove si trasformava in quel signore calvo nell’angolo che trascorreva ore a scrivere. Quell’uomo che disegnava con i suoi acquerelli o con vino o caffè. Quell’uomo con le stelle sulla fronte che ebbe sempre bisogno di libertà, che visse e morì col bisogno di aria libera, aria pura.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cem\u003eJuan Vicente Piqueras\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eEra allo stesso tempo un re e un mendicante, un innamorato e un libertario, un critico feroce e un asceta che comprende tutto. Pepe era un rivoluzionario, un difensore delle libertà.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eHo conosciuto poche persone innamorate della vita come lui. Era perennemente innamorato. Pepe amava ogni cosa: il mare, la terra, i cieli, le donne, gli animali. E per questo mi piacerebbe spiegarvi l'identità di quell'incantatore di serpenti che conosciamo con il nome di José Hierro.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003ePerché non è facile sapere chi fu quell'uomo, quello straordinario poeta, quel musicista, quel pittore, quel falegname, quel muratore. Quell'essere a cui nessuna cosa umana era estranea. Soprattutto poiché egli in qualsiasi campo artistico era estremamente meticoloso, noi non possiamo avvicinarci alla sua persona e alla sua opera senza quella stessa meticolosità. Visse tutta la vita sul filo del rasoio, secondo la morale, secondo la musica dell'umanesimo. Pepe visse sempre in quello stato d'animo meraviglioso che chiamiamo morale o come direbbero i flamenchi: sempre a tempo.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cem\u003eFrancisca Aguirre\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560916795717,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Hierro_Copertina_2020_v3.jpg?v=1706258007"},{"product_id":"amo-ergo-sum","title":"Amo, ergo sum","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003ePrima ampia antologia pubblicata in Italia di Nikiforos Vrettakos, uno dei maggiori poeti di Grecia del secondo Novecento.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e«Le cose che hai cantato ti cantano. \/ Non manchi. […] Sempre presente al tuo posto \/ nella porta della Grecia \/ diritto \/ con la lancia del tuo verso \/ gentile sentinella piangente \/ della poesia e della libertà».\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cem\u003e\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eGhiannis Ritsos\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e(poesia del 25 giugno 1974 e inviata a Palermo, dove Vrettakos era ricoverato in ospedale).\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e«Nikiforos Vrettakos ha avuto grande importanza nella mia esistenza, sia come poeta che come uomo […] La poesia di Vrettakos fu quella che rivestì un grande ruolo nella mia vita come pure in quella, credo, di molti \u003c\/span\u003e\u003cspan\u003egiovani che allora si affacciavano alla poesia. […] Non bisogna dimenticare che quest’uomo così mite, dolce, riservato esercitò una militanza politica che giunse alle estreme conseguenze, e le conseguenze in quel tempo erano il pericolo di morte».\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eTitos Patrikios\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e«Le poesie di Vrettakos hanno radici profonde nella terra greca e prendono colore dalla luce greca, ma i temi sono del tutto universali. I due temi fondamentali della sua poetica sono, com’è noto, il mondo naturale e l’uomo: una partecipazione quasi mistica alla bellezza del Creato, ma anche un profondo dolore per la sorte della creatura più straordinaria: l’uomo. Il ruolo del poeta non è solo quello di osservare e prendere nota. La poesia per Nikiforos è anche una missione sacra […]»\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eDavid Connolly\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560916894021,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/209593386_10222283233124600_2525495280363572487_n.jpg?v=1706211516"},{"product_id":"padre","title":"Padre","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eUn nuovo straordinario libro del grande poeta spagnolo, dedicato a Fermin Piqueras Carcel, suo padre. Alle sue radici, ai rimpianti, alla malattia del padre. Un libro, intenso e commovente. Con disegni (a colori) di José Saborit.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLeggo i versi e rimbalzano dentro per un’eco di rassomiglianze, anche lui partito ragazzo lasciando casa e città, spaesato nei ritorni, persa l’appartenenza, rimasta come un tatuaggio la provenienza.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSuo padre è stato contadino, mestiere terrestre per chi lo guarda fare. Per chi lo fa è invece la fitta consultazione con il cielo, il vento, la grandine, la siccità, le lune. Le semine, i raccolti si fanno alzando prima la testa in alto a chiedere permesso. Si segue anche il volo degli uccelli che sono gli interpreti più esperti. Juan Vicente scrive che suo padre era un traduttore del cielo.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e- Erri De Luca\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eNelle sue poesie i miei occhi hanno raccolto schegge di luce che mi hanno portato lungo rotte e sentieri così carichi di nuvole misteriose e avvolgenti da farmi capire che Juan Vicente Piqueras è poeta alto.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eTonino Guerra\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eLa poesia di Juan Vicente Piqueras è precisa e vibrante come l’ago della bussola. Indica un porto che non sta in nessuno dei quattro punti cardinali ma in luogo incerto e sicuro tra la mente e il mondo.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eMarco Lodoli\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eJuan Vicente Piqueras è uno dei poeti che accorrono in mio aiuto quando mi accingo a scrivere. Mi nutro della sua freschezza, della sua musicalità e mi diverto. E non esiste cosa più seria dello humour con cui circonda le sue poesie, perché con esso rivela una visione generosa della vita, di quella vita che i Poeti sono condannati a cantare.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eLuis Sepúlveda\u003c\/em\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003ePiqueras ci cattura nella sua invisibile ragnatela magica. Ci ammalia prima di capirlo. Dice di più di quello che dice. \u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eJosé Hierro\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560916926789,"sku":"","price":18.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Copertina.jpg?v=1706211239"},{"product_id":"odore-umano","title":"Odore umano","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eIl nuovo libro \"italiano\" di una protagonista assoluta della poesia slovena contemporanea. Introduzione di Giancarlo Cavallo.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eIn questo libro l’autrice coinvolge il lettore in una dimensione precaria, di passaggio reale e simbolico (“Di nuovo smania di scrivere, quando non sono più qua e non sono ancora là”, \u003cem\u003ePartenza da Kiev\u003c\/em\u003e, p. 41). E, ovviamente, Nonluoghi (come li definisce Marc Augé in un suo fortunato saggio) quali aeroporti, stazioni, sale d’aspetto, camere d’albergo, ma anche campi di transito dei migranti – in cui l’autrice ha vissuto l’esperienza indelebile del volontariato, che ha determinato la scelta del titolo italiano \u003cem\u003eOdore umano\u003c\/em\u003e – sono lo scenario in cui è prevalentemente ambientata la raccolta.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e[…] Ma Barbara Korun in molte poesie di questo libro fa di più: si osserva mentre vive queste reti di relazioni, queste varie situazioni, amplificando in tal modo lo straniamento. E questo osservare se stessa nella dinamica relazionale che innesca fughe e introspezioni, si insinua nella complessa relazione fra sé e il mondo.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eGiancarlo Cavallo\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560916959557,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Korun_Copertina_2021_v5.jpg?v=1706211055"},{"product_id":"museo-della-classe-operaia","title":"Museo della classe operaia","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eNuovo, straordinario libro di Juan Carlos Mestre, uno dei protagonisti della poesia spagnola contemporanea. Un testo meraviglioso e complesso. Opera imperdibile!\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e\u003cem\u003eMuseo della classe operaia\u003c\/em\u003e scava tra le macerie del Novecento; per liberarsi di tutti quei comportamenti estranei al dolore della rappresaglia. Contro la cultura dell'oblio, Mestre propone una dialettica della memoria per riscattare, tra le macerie, il volto anonimo della vittima e la dignità dell'umile (\"gli ultimi della fila tranquilli dice loro non sarete mai i primi\"). In questo viaggio, Mestre continua il suo tenace impegno di rinnovamento e accresce la sua sfida alla tradizione poetica e al prestigio lirico (\"le belle parole sono finite per te\"). La sfida ai piedistalli della grammatica non vuole essere una semplice esplosione, ma fondamento per l'indagine poetica che, partendo dai frammenti e dalle scintille, costruisce nuovi instabili ponti verso la rivelazione. Sotto la presenza tutelare di Rimbaud, si evoca criticamente le avanguardie (mai la nostalgia e ancor meno la riverenza), quel che qui poco ha a che fare con l'irrazionalismo, piuttosto con una denuncia contro la ragione descrittiva, con un'incursione nei limiti del linguaggio che sono, è risaputo, i limiti della conoscenza. Logica sovvertita, ma non assenza di logica. Frammenti di realtà ridisegnati nella geometria in movimento dell'immaginazione (\"tutta la geometria è un contrattempo dell’occhio come la grandine i denti del cielo \"). Ne è prova il rifiuto della gerarchia e della struttura tradizionali del poema, che si traduce in un testo senza centro, senza figure o sfondi definiti. I paralleli portano così alla pittura e alla musica contemporanee.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eEmilio Torné\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560917156165,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/277681633_10223676651199181_2120710466613017336_n.jpg?v=1706193949"},{"product_id":"tre-fiumi-e-un-continente","title":"Tre fiumi e un continente","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eFaruk Šehić, grande talento della nuova letteratura bosniaca, è il poeta dei fiumi. Questa sua nuova intensa raccolta poetica \u003cem\u003eTre fiumi e un continente\u003c\/em\u003e nasce sotto il segno di Ungaretti, in epigrafe (“I fiumi”), e di una lettera di Hemingway a F. Scott Fitzgerald sullo scrivere come unico imperativo perché “solo nel canto è possibile far rivivere i morti”. Nella traduzione di Ginevra Pugliese.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003e“La Drina non è un fiume ma un memoriale fluido”.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eFaruk Šehić è il poeta dei fiumi. Ogni ciclo di questa raccolta è dedicato a un fiume: Loira, Sprea, Drina, e si chiude con l’ultimo ciclo “Oltre il fiume”. Il soggetto lirico di Tre fiumi e un continente registra i moti dello spirito e le leggi del mondo con i suoi crimini, ingiustizie, disgrazie di cui l’Uomo è sempre responsabile. L’eco della sconfitta, dell’esperienza della guerra, permea l’intera raccolta. Le poesie di Šehić, legate soprattutto alla guerra in Bosnia, sorgono come una rivolta e necessità di testimoniare il male umano in generale, la storia del disonore della nostra civiltà del XX secolo. Di fronte all’orrore della guerra, alle sue macerie, all’impossibilità di poter cambiare le cose o di una vita normale nelle nuove “nazioni difettose e staterelli immaturi”, il soggetto lirico ha la necessità di “fuggire da Sarajevo”, di “autospedirsi” a Berlino o di andare a trovarsi là dove acque dolci e salate si mescolano, attenuando ciascuna la propria forza.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eIncessantemente i pensieri scorrono, si rimescolano, si fondono in questi componimenti e ci trascinano come un torrente, un fiume.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eSono versi densi quelli di Šehić, in cui si pongono domande continue, inesauribili: cos’è la Bosnia, cos’è la patria, la guerra, la poesia, cos’è l’uomo davanti all’ “onnipotente e strabiliante natura”. In un approdo polemico all’antropocentrismo, nella poesia “Il giudizio universale delle formiche”, la sua risposta è semplice: “nasciamo come vermi, ci rintaniamo come topi di campagna \/ Così anche moriamo in modo inglorioso, istintivo \/ La guerra è biologia, catena alimentare, i più grandi mangiano i più piccoli \/ Se ti mangiano non ci sei più \/ E questa è tutta la verità”.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560917221701,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Faruk-Trefiumieuncontinente-2022_1.jpg?v=1706186381"},{"product_id":"il-ritorno-di-wallada","title":"Il ritorno di Wallada","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003eNuovo libro della meravigliosa poetessa franco-siriana Maram al-Masri. \u003cem\u003eIl ritorno di Wallada\u003c\/em\u003e è dedicato, in una sorta di identificazione, a Wallada bint al-Mustakfi (Cordova, 994\/1010 – Cordova, 26 marzo 1091), poetessa di al-Andalus (Spagna islamica), figlia del Califfo di Cordova Muḥammad III al-Mustakfi, personaggio leggendario per il mondo femminile arabo e per il processo di emancipazione.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e*\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLeggere questo nuovo libro di Maram al-Masri, nella fluida ed efficace versione italiana che l’autrice ne ha fatto insieme a Raffaella Marzano, è stato per me come entrare in un giardino lussureggiante, pieno di fiori e di aromi, di alberi e di fontane, di ceste di arance e di siepi di gelsomini, dove uno spirito di donna canta e danza cercando la pace nella propria libertà. Lo spirito è però anche carne. E la voce che canta non è soltanto dolce. È potente, è drammatica, conosce privazioni e solitudini. Eppure danza e canta, e ama.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003e(...)\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003eUna regina senza corona, una sultana senza scettro, una schiava innamorata dei profumi di Damasco, dal corpo solare e ardente come il primo desiderio, ritorna come l’alba dopo una notte d’amore, morbida come le dita di un neonato, e danza e canta. È una sovrana che non ha dominio che sulle parole, è una donna di lettere e parole, ma anche una donna di lava e montagne, di cenere e fiamme, di piacere e dolore, di saggezza e follia. L’universo è in\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cspan\u003elei.\u003c\/span\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cem\u003eGiuseppe Conte\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560917549381,"sku":"","price":13.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Maram-IlritornodiWallada-2022_1_2.jpg?v=1706185808"},{"product_id":"propaganda-per-la-primavera","title":"Propaganda per la primavera","description":"\u003cp\u003e\u003cspan style=\"color: #cf2e2e;\"\u003e\u003cstrong\u003el primo libro \"italiano\" di un protagonista della poesia e dell'impegno civile in Francia. Introduzione di Rossella Nicolò.\u003c\/strong\u003e\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eUna riflessione sui tradimenti della sinistra, sul suo indebolimento ideologico, la speranza di un risveglio delle lotte popolari e della ricostruzione di una coscienza di classe progressista che parta dal sentimento che apparteniamo tutti al “popolo-mondo”. L'immaginazione poetica è di pubblica utilità e la poesia, che manifesta l’umano bisogno di bellezza e di libertà, merita di essere difesa. In questa periferia del visibile, si incontrano dettagli eloquenti, drammatici, s’inciampa sulle disuguaglianze sociali, sulle conseguenze del capitalismo, tra i poveri, gli stranieri, i rifugiati per approdare alla complessità dell’esperienza, tra i versi d’amore, tattili, lisci o scabri, spigolosi o smussati. Infinite suggestioni, attraversamenti immaginifici di una scrittura saldamente situata, capace di portarci nell’accordo con il mondo e il sogno di un altrove.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cem\u003eRossella Nicolò\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Multimedia Edizioni","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":47560917614917,"sku":"","price":15.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0791\/2023\/6869\/files\/Combes-Propagandaperlaprimavera_1.jpg?v=1706176854"}],"url":"https:\/\/multimedia.casadellapoesia.org\/collections\/poesia-come-pane.oembed?page=3","provider":"Multimedia Edizioni","version":"1.0","type":"link"}